CV-2017

 

 

Patrizia Patrizi

 

 

 

Patrizia Patrizi è nata a Roma il 29 giugno 1957. È Professoressa ordinaria di Psicologia sociale e giuridica - M-PSI/05 (dal dicembre 2006) presso il Dumas Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali (dal 15 marzo 2016) dell’Università degli Studi di Sassari, Corso di laurea triennale in Scienze e Tecniche Psicologiche dei processi cognitivi. Insegna inoltre Psicologia giuridica e modelli di giustizia riparativa al Corso di laurea magistrale in Politiche pubbliche e governance e Sviluppo delle risorse umane al Corso di laurea magistrale in Comunicazione e Pubbliche Amministrazioni del Dipartimento di Scienze Politiche, Scienze della Comunicazione e Ingegneria dell’Informazione.

Negli anni 2010-11 e 2011-12 ha insegnato Psicologia giuridica e della devianza al Corso di laurea triennale in Scienze e tecniche psicologiche dell’intervento clinico per la persona, il gruppo e le istituzioni della Facoltà di Medicina e Psicologia, Sapienza Università di Roma.

Svolge attività di docenza in Master e Corsi di Perfezionamento in diversi Atenei italiani.

 

 

POSIZIONI PRECEDENTI

Professoressa associata di Psicologia sociale dal 2001. Ricercatrice di Psicologia sociale dal 1997.

 

Si è laureata in Psicologia il 3 luglio 1980 all'Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Ha discusso una tesi dal titolo Identità deviante e livelli di istituzionalizzazione penale - Indagine su un gruppo di adolescenti primari e recidivi in una custodia preventiva, riportando la votazione di 110 e lode. Ha svolto tirocinio prima della laurea (dal 1978 al 1980) e post- lauream (dal 1980 al 1981) presso l'Istituto di osservazione maschile e femminile "Casal del Marmo" di Roma. Nell’anno accademico 1984-85 ha frequentato il Corso di perfezionamento in Psicologia e Giurisdizione minorile, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.

Dall'anno accademico 1980-81 al 1996-97 ha collaborato con le Cattedre di Psicologia giuridica e di Criminologia della Facoltà di Psicologia dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”: negli anni dal 1988 al 1997 per esercitazioni didattiche presso la Cattedra di Psicologia giuridica.

Dal 1983 al 1992 ha svolto attività di esperta presso il Tribunale di Sorveglianza di Roma. Per conto del Tribunale per i Minorenni di Roma, ha effettuato perizie con riguardo alle categorie giuridiche dell’imputabilità, della responsabilità, della pericolosità sociale del minore

autore di reato e alle ipotesi di intervento.

Dal 1992 al 1996 è stata consulente nazionale dell'Ufficio Centrale (ora Dipartimento) per la Giustizia Minorile, svolgendo attività di coordinamento e ricerca. Ha operato anche presso strutture locali, in particolare, presso la Scuola di Formazione del Personale e l'Istituto Penale Minorile "Casal del Marmo" di Roma.

Ha curato e condotto numerosi seminari e cicli di lezioni per professionisti della giustizia, degli enti locali, delle strutture socio-sanitarie, del privato sociale. Si è occupata, in particolare, di tematiche di pertinenza psicologico-sociale, psicologico-clinica e psicologico- giuridica (v. p avanti sezione “Formazione”). Le docenze sono state rivolte a diverse figure professionali, fra cui: direttori e responsabili di servizi, medici, psicologi, educatori, assistenti sociali, insegnanti, funzionari di polizia, avvocati, personale di polizia giudiziaria e penitenziaria. Ha svolto, inoltre, attività di consulenza e supervisione rivolte, in particolare, a psicologi, educatori, assistenti sociali.

 

AT T IV IT À OR GAN IZ Z AT IV E E D I C OOR D IN AM E N T O , C O N S U L E N Z E SC IEN T IF IC H E

È componente del Network universitario per il counseling: formazione e certificazione delle competenze, promosso dal La.R.I.O.S. Laboratorio di Ricerca e Intervento per l’Orientamento alle scelte.

È componente del Gruppo di lavoro Psicologia giuridica presso il CNOP Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi.

È stata componente di Giunta della CPA Conferenza della Psicologia Accademica. Presso la stessa è stata referente e coordinatrice del gruppo di lavoro sul counseling psicologico universitario e del gruppo di lavoro sulla psicologia giuridica (quest’ultimo insieme a Daniela Pajardi).

Presso l’Università degli Studi di Sassari:

a.                       è presidente dal CUG Comitato Unico di Garanzia per le pari opportuni, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni (quadriennio 2016-2020);

b.                       è responsabile scientifica del Servizio dAteneo di counseling psicologico e coaching

OrientAzione;

c.                       è responsabile scientifica dello Sportello riparativo e di ascolto RiparAscoltando”;

d.                       è componente del Collegio docenti della Scuola di Dottorato in Scienze Sociali Indirizzo in Scienze della governance e sistemi complessi;

e.                       è stata delegata del Rettore per l’Orientamento e il Tutorato (2009-2014);

f.                        è stata delegata del Rettore per le iniziative dAteneo connesse: 1. al Protocollo d’intesa con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Ministero della Giustizia) (2004-2014); 2. alla Convenzione quadro con il Dipartimento per la Giustizia Minorile (Ministero della Giustizia) (2006-2014); 3. alla Convenzione quadro con il Tribunale di Sorveglianza di Sassari (Ministero della Giustizia) (2010-2014);

g.                       è stata responsabile scientifica del Protocollo d’Intesa interistituzionale stipulato con il Comune di Sassari per Attività di conoscenza e prevenzione della dispersione scolastica (2012-2014);

h.                      è stata responsabile scientifica della Convenzione stipulata con il Comune di Sassari

- Settore Politiche sociali e pari opportunità per Attività di supervisione e monitoraggio del progetto sperimentale indultati” (2004-2010);

i.                        è stata componente del Comitato Pari Opportunità dell’Ateneo;

j.                         ha svolto attività di coordinamento nell’ambito del Progetto Orientamento dell’Ateneo (2004-2005).

 

È componente del comitato di coordinamento del Master di II livello Il counselling a scuola, nell’orientamento e nel lavoro. Strumenti, azioni ed attività per una scuola, un orientamento e un lavoro di qualità per tutti" dell’Università degli Studi di Padova.

È componente del Comitato scientifico del Centro di Psicologia giuridica dell’Università degli Studi di Urbino.

È stata componente del comitato scientifico e del collegio docenti del Master di I livello in Politiche attive del lavoro e gestione delle risorse umane dell’Università degli Studi di Sassari.

È stata componente del Consiglio dei docenti, e responsabile di ambito disciplinare per la psicologia giuridica, del Master di I livello in Criminologia e difesa sociale dell’Università degli Studi di Siena e del Comitato scientifico del Master di II livello in Psicologia investigativa, giudiziaria e penitenziaria dell’Università degli Studi di Cassino.

Nel 2005 è stata nominata componente del Gruppo di lavoro per la predisposizione del Programma regionale di intervento nel settore delle dipendenze (Regione Autonoma della Sardegna Assessorato dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza Sociale).

Nel 1997 ha fatto parte della Commissione di studio, istituita dal Ministro della Giustizia, sulle problematiche riguardanti il trattamento processuale, penale e penitenziario dei tossicodipendenti, degli alcoldipendenti e delle persone affette da HIV.

È stata componente del CIRMPA (Centro Interuniversitario per la Ricerca sulla genesi e lo sviluppo delle Motivazioni Prosociali e Antisociali) dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.

È stata componente del Consiglio tecnico-scientifico dell’Istituto Centrale di Formazione del Personale del Dipartimento per la Giustizia Minorile Ministero della Giustizia.

 

 

SOCIESCIENTIFICHE

 

È socia ordinaria dell’AIP - Associazione Italiana di Psicologia (Sezione di Psicologia sociale e Sezione di Psicologia clinica), della SIPs - Socie Italiana di Psicologia e della SIMSPe Socie Italiana di Medicina e Sanità Penitenziaria. Socia fondatrice dell’Associazione Italiana di Psicologia Giuridica (Direttivo 1996-1999), ha ricoperto la carica di presidente della Socie Internazionale di Psicologia Giuridica. È socia onoraria della SIPP – Società Italiana di Psicologia Penitenziaria. È attualmente presidente dell’Associazione PsicoIus. Scuola romana di psicologia giuridica.

 

 

ATTIVITÀ EDITORIALE

 

È componente del Comitato Scientifico delle Riviste:

-                     Giornale di Psicologia

-                     Psichiatria, Psicologia e Diritto

-                     Scienze dell’Interazione

Svolge attività di referee per le Riviste Psicologia Clinica dello Sviluppo e Giornale Italiano di Psicologia, per gli editori Il Mulino e Carocci.

È stata componente del Comitato scientifico della Collana Psicologia e Diritto (Giuffrè).

 

 

RICONOSCIMENTI

Negli anni 2008 e 2012 è vincitrice del premio di produttività scientifica fra i ricercatori dell’Università di Sassari. Per l’anno 2015, nell’ambito del sistema premiale per la ricerca scientifica, l’Università di Sassari le ha attribuito un premio per il successo ottenuto in sede di valutazione del progetto dal titolo A European Restorative Community Approach: Responsability is the Answer (EUROCARE), presentato nell’ambito di un programma di ricerca competitivo internazionale.

 

 

AR E E E A T T IVIT À DI RICE RCA

Ha sviluppato quattro principali ambiti di interesse scientifico:

1.               psicologia sociale della criminalità: sviluppi teorici e profili di ricerca;

2.               psicologia sociale della devianza e giustizia penale: linee di ricerca, modelli di analisi e d’intervento. Negli ultimi anni, questo ambito si è sviluppato in un filone di ricerca intervento ispirato ai principi della Restorative Justice;

3.               psicologia giuridica: evoluzione storica, confini disciplinari, aree dattività;

4.               psicologia sociale del cambiamento organizzativo, della formazione e dell’orientamento: questioni teoriche e metodologiche.

Tali argomenti, che hanno costituito oggetto specifico di ricerca e di didattica accademica, sono stati analizzati nelle loro implicazioni operative anche nel corso di consulenze svolte presso le strutture della giustizia e di docenze rivolte a professionisti del settore.

 

 

1.            Psicologia sociale della criminali: sviluppi teorici e profili di ricerca

Questa area di interesse si è articolata su livelli di ricerca empirica e di approfondimento teorico condotti nell'ambito del paradigma socio-costruzionista. Sono state sviluppate due principali direttrici che riguardano: la spiegazione del crimine come fenomeno sociale; l'individuazione di ipotesi interpretative applicabili alle singole condotte criminali e ai percorsi sociali dei loro autori.

Modelli di analisi dell’azione deviante. I risultati di tali studi sono contenuti ne La spiegazione del crimine che, a partire da una lettura critica delle principali teorie sul tema, approfondisce l’analisi dell’azione nella prospettiva tracciata da Rom Harré e Mario von Cranach, con specifico riguardo al rapporto fra significati sociali condivisi e agentività dell’attore. Lazione viene proposta come nuova unità di analisi del crimine con unargomentazione teorica che puntualizza i significati sociali della condotta criminale, esaminandoli in rapporto alle ragioni soggettive, all’intenzionalità dell’agente, alle dinamiche dell’interazione incluse le definizioni normative formali e informali. Il richiamo agli sviluppi costruzionisti della teoria sistemica (in particolare von Bertalanffy e Bateson) ha consentito di considerare l’azione criminale come sintesi emergente e finalizzata di effetti pragmatici e comunicativi, anticipati dall'autore a diversi livelli di consapevolezza. Secondo tale ipotesi, la scelta d'azione rinvia alla storia soggettiva e relazionale dell'individuo e alla sua collocazione, innanzitutto simbolica, nelle interazioni sociali. Sulla base di tale ipotesi, sono stati condotti vari studi e ricerche empiriche presso le istituzioni della giustizia, che hanno consentito di verificarne la validità applicativa anche in riferimento alle categorie giuridiche della capacità di intendere e di volere e della responsabilità penale. I progetti di ricerca sul campo si sono avvalsi, in particolare, di metodologie di tipo qualitativo, capaci - coerentemente con le premesse epistemologiche - di cogliere e valorizzare la complessità dell’oggetto di studio. In particolare, sono state ampiamente utilizzate le interviste semistrutturate somministrate a persone detenute e trattate con tecniche di analisi del contenuto. Mediante le stesse tecniche sono stati analizzati elaborati peritali e fascicoli giudiziari.

Modelli di analisi delle carriere devianti e criminali. Tale filone di ricerca si è sviluppato in una

costante interazione con il precedente. Gli ultimi lavori ne presentano le evoluzioni con un approfondimento teorico sulle carriere criminali e la messa a punto di un modello di analisi (si veda la nuova edizione de La spiegazione del crimine, in particolare il capitolo 4). Nello specifico, l’indagine teorica proposta si rivolge alla complessa trama dei rapporti fra la soggettività agente, i sistemi simbolici ai quali l’individuo riferisce regole e ragioni del proprio agire, le definizioni attributive di significato e di responsabilità ricevute nei sistemi d’interazione.

Strumenti di ricerca. Il volume Lanalisi dell’azione deviante sottopone le proposte teoriche sopra sviluppate a un confronto critico con i principali modelli teorici che, nel corso degli ultimi tre decenni, sono stati individuati per lo studio dell’azione umana guidata da scopi, nelle sue implicazioni di significato sociale. Tali approfondimenti concettuali sono stati svolti con riguardo allo specifico obiettivo di mettere a punto uno strumento di analisi utilizzabile sia nella ricerca empirica sia nella pratica degli interventi psicologico-sociali (specificamente negli ambiti della diagnosi giudiziaria, della consulenza tecnica e della perizia, ma anche nel lavoro d’indagine degli operatori sociali e giudiziari). A tale scopo, nel volume, è stata discussa la validità euristica degli strumenti di tipo qualitativo per la raccolta delle informazioni, in particolare nella declinazione delle interviste narrative e biografiche. La conclusione di questo percorso teorico-critico consiste nella proposta di due tracce d’intervista (per l’analisi dell’azione e del percorso di vita del suo autore, considerato in chiave di carriera deviante) e concretizza un orientamento metodologico ed epistemologico che privilegia la narrazione come strumento per accedere all’intenzionalità pragmatica e comunicativa dell’attore sociale. Altre linee di ricerca hanno riguardato specifiche tipologie di reato: molestie assillanti, violenza sessuale, maltrattamento e abuso in danno di minori. Tali indagini hanno previsto rilevazioni di tipo sia quantitativo che qualitativo, nella consapevolezza della necessaria integrazione e complementarità che i due approcci devono mantenere.

Comportamenti a rischio e devianze. I progetti di ricerca hanno riguardato, in particolare: a) comportamenti a rischio e dipendenze in adolescenti e giovani adulti; b) gioco dazzardo. A. Le riflessioni teoriche effettuate sul primo tema hanno costituito specifico oggetto di contributo nell’ambito della Commissione di studio sulle problematiche riguardanti il trattamento processuale, penale e penitenziario dei tossicodipendenti, degli alcooldipendenti e delle persone affette da HIV, di cui la scrivente è stata componente (nomina del Ministro della Giustizia, 1997), e del Gruppo di lavoro per la predisposizione del Programma regionale di intervento nel settore delle dipendenze (Regione Autonoma della Sardegna Assessorato dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza Sociale, 2005). B. Il gioco dazzardo è stato esaminato in relazione all’autopercezione del giocatore e in chiave di carriera, con l’opportuna distinzione fra gioco sociale, abituale e problematico: inizio dell’attività, relazioni sociali, avvenimenti che hanno segnato i percorsi di gioco e i relativi punti di svolta, conseguenze nelle diverse sfere di vita, cambiamenti anticipati. A partire dai risultati degli studi condotti è stata elaborata una traccia di intervista per lo studio dell’autopercezione del giocatore con riferimento sia ai significati soggettivi dell’attività di gioco che alle funzioni e conseguenze di tale attività rispetto alle sfere relazionali e al percorso di vita dell’individuo.

 

2.         Psicologia sociale della devianza e giustizia penale: linee di ricerca, modelli di analisi e d’intervento

Questa area di indagine ha sviluppato l’interesse della prospettiva interazionista-simbolica all'analisi dei contesti istituzionali della giustizia e dei sistemi applicativi della norma penale. I temi di ricerca possono essere ricondotti a tre principali direttrici: dimensioni psicologiche della responsabilità penale; modelli e metodologie dell’intervento; sistemi normativi e promozione del benessere individuale/sociale.

Dimensioni psicologiche della responsabilità penale. La categoria giuridica della responsabilità penale è stata sottoposta ad unanalisi critica in ambito minorile ed esaminata nelle sue variabili psicologiche anche rispetto alle valutazioni in sede di perizia e consulenza psicologica. È stato svolto, in particolare, un approfondimento delle teorie psicologico-sociali che consentono di definire il costrutto nella chiave relazionale affermata dal modello dell’ecologia della responsabilità, elaborato da Gaetano De Leo. Tale modello configura l’azione responsabile come l’elemento nodale all’interno di un sistema di aspettative, anticipazioni sulle conseguenze delle azioni individuali e referenze normative e del contesto un cui l’azione stessa si inserisce. Il secondo capitolo del volume Fondamenti di psicologia giuridica illustra tale percorso e ne argomenta le potenzialità in relazione alle nuove prospettive della giustizia ripartiva, secondo quanto raccomandato da disposizioni comunitarie e internazionali (v. per tutte la Dichiarazione di Vienna, 10-17 aprile 2000, X Congresso delle Nazioni Unite sulla prevenzione del crimine e il trattamento dei detenuti). Il capitolo sei dello stesso volume esamina i rapporti fra etica e responsabilità in chiave di benessere individuale e collettivo.

Modelli e metodologie dell’intervento. Il modello ecologico della responsabilità è stato sviluppato relativamente alla predisposizione dei programmi di trattamento rivolti agli autori di reato e alle metodologie operative. I risultati degli studi condotti hanno contribuito all’attuale dibattito sul rapporto fra fenomeno criminale, sicurezza sociale, politiche di intervento (v. sezione convegni). Il lavoro è stato rivolto alla definizione di modelli d’intervento in grado di integrare unottica promozionale della responsabilità e, p in generale, all’analisi degli interventi psicologici e sociali nella giustizia penale sotto il profilo di una teoria del metodo (v. in particolare il volume Responsabilità partecipate).

Uno sguardo mirato è stato posto sulle metodologie del lavoro psicologico. Uno specifico filone di indagine ha preso avvio con l'entrata in vigore delle Disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni” (D.P.R. 448/88). Gli obiettivi di ricerca possono essere sintetizzati come segue: analisi dell’applicazione della normativa processuale per i minorenni, verifica dell'efficacia degli interventi processuali e della loro capacità di aderire allo spirito della legge; le percezioni soggettive riguardo agli interventi di giustizia e le influenze di questi ultimi sulla costruzione del Sé e dell’identità sociale. I progetti di ricerca relativi all’applicazione della normativa e alla sua valutazione hanno previsto rilevazioni statistiche sui flussi dutenza della giustizia minorile, nonché analisi quantitative e qualitative riguardanti specifici istituti processuali, utilizzando diversi strumenti d’indagine in funzione delle diverse fonti d’informazione (fascicoli giudiziari, relazioni dei servizi, resoconti degli operatori). La rielaborazione concettuale sui temi di ricerca sopra indicati è contenuta in numerose pubblicazioni. I risultati degli studi condotti hanno contribuito al lavoro di analisi e sviluppo dei modelli dell’intervento nella giustizia per i minorenni (fra i volumi, v. in particolare Trattare con adolescenti devianti).

Un filone di ricerca recentemente avviato, ma con specifiche connessioni rispetto ai risultati di precedenti indagini sul tema (v. sopra primo ambito di interesse scientifico), riguarda i programmi rivolti agli autori di reati sessuali. Questa area di indagine è confluita in un progetto europeo (v. sezione successiva), con finalità di: protezione dei minori da ogni forma di violenza, in particolare abusi sessuali all’interno della famiglia, creazione di un lavoro di rete multiagency con sex offender, sia all’interno che all’esterno del carcere, con l’obiettivo di ridurre i rischi di recidiva. Va rilevata la continuità con una precedente area di indagine che ha rilevato il fenomeno dell’abuso su base regionale (Sardegna) (v. sezione successiva). Tale indagine ha comportato molteplici livelli di analisi quantitativa e qualitativa e si è caratterizza per lo sviluppo di un software in grado di consentire, nelle diverse istituzioni che si occupano dell’abuso, una successiva e continua rilevazione/gestione dei dati secondo criteri di classificazione elaborati su base scientifica e riconosciuti a livello internazionale.

Sistemi normativi e promozione del benessere individuale/sociale. Orientamenti valoriali, impegno e disimpegno civile, percezione delle istituzioni, delle norme e del sistema giudiziario sono state considerate come variabili che possono incidere sia sull’efficacia attuativa della norma, sia in chiave di sollecitazione per possibili miglioramenti dello stesso sistema normativo. I temi di ricerca e gli approfondimenti teorici sviluppati si collocano fra i programmi finalizzati alla promozione del benessere individuale e sociale e alla prevenzione del crimine. Negli ultimi anni questa area di studio si è andata evolvendo con uno specifico focus sulla promozione di comunità orientate in chiave relazionale e riparativa, che ha anche generato l’elaborazione di un modello concettuale attualmente in fase di verifica. Si tratta del modello Co.Re. Comunità di relazioni riparative. Si vedano, a questo proposito, oltre alle pubblicazioni, i precenti progetti di ricerca, le presentazioni a convegni e congressi nazionali e internazionali.

 

 

3.        Psicologia giuridica: evoluzione storica, confini disciplinari, aree dattività

Lanalisi storica e teorico-critica della Psicologia giuridica, degli sviluppi dei suoi campi applicativi e dei temi di ricerca affrontati costituisce continuità di lavoro degli ultimi venti anni. Il volume del 1996 Psicologia giuridica penale. Storia, attualità e prospettive rappresenta la prima sistematizzazione della materia nel nostro Paese. Negli anni successivi è stata evidenziata l’evoluzione della disciplina nel passaggio dalla sua originaria funzione, prevalentemente ausiliaria del diritto, verso uno statuto autonomo, capace di interconnettersi con l’ambiente giuridico nell’analisi delle norme formali, esplicitamente codificate per la regolazione dei rapporti sociali, dei processi generativi/applicativi della norma e dei sistemi d’intervento (v. in particolare i volumi Psicologia giuridica e Lo psicologo criminologo).

Questo percorso ha rappresentato la base su cui è stata approfondita la questione dei confini rispetto alle altre discipline applicate al diritto (criminologia, antropologia criminale, psichiatria forense) e argomentata la specificità della materia attraverso unanalisi delle connessioni con la psicologia sociale, quale matrice disciplinare. Il volume del 2009 Fondamenti di psicologia giuridica illustra tali argomentazioni e connessioni a partire da alcuni principali interrogativi: quali riflessioni teorico-concettuali della psicologia giuridica hanno proposto quali focalizzazioni dei tradizionali oggetti di studio della psicologia sociale? quali concetti, sollecitazioni della psicologia sociale sono entrati a far parte del pensiero della psicologia giuridica? attraverso quali nuove elaborazioni la psicologia giuridica ha restituito il modo in cui costrutti e metodi di indagine incontrano questioni, problemi, domande provenienti dal sistema della devianza di tipo criminale, dal sistema del diritto e della giustizia? in che modo la psicologia come dimensione interna al diritto (basi psicologiche della norma e processi psicologici attivati dalla sua applicazione) e come funzione esterna che assume problemi provenienti dal diritto (in posizione consulenziale e come contributo di elaborazione teorica) riformula questioni a partire da quanto emerge nei rapporti sociali (nuove esigenze, problemi che chiedono di innovare gli schemi di regolamentazione codificati)?

Il lavoro di ricerca e di elaborazione teorica svolto all’interno di questo ambito in stretta connessione con i due precedenti ha prodotto l’avvio di un nuovo filone di ricerca che coniuga la tradizione storica della Psicologia giuridica (specificamente: psicologia giudiziaria e della testimonianza) con le sue p recenti applicazioni di psicologia investigativa.

Tale confluenza è rappresentata dal progetto di internazionalizzazione “Lo studio della falsa testimonianza nell’ambito della psicologia forense: una ricerca sugli aspetti di codifica e decodifica della comunicazione menzognera negli operatori della giustizia (v. ricerca n. 6). Considerata la scarsità di specifici studi italiani sulle abilità di decodifica del comportamento menzognero da parte degli operatori della giustizia, la ricerca è stata rivolta alla rilevazione dei criteri di valutazione utilizzati nelle indagini investigative per valutare la credibilità di un testimone. La finalità è quella di costruire strumenti strutturati e standardizzati, sottoposti a confronto a livello internazionale, efficaci nell’interrogatorio e nella valutazione del comportamento del teste. La rilevanza sociale dello studio consiste nella possibilità di offrire agli operatori della giustizia (in particolare alla polizia giudiziaria) un supporto per la risoluzione di situazioni in cui è dubbia la colpevolezza di un imputato. Lo studio ha coinvolto pubblici ministeri e polizia giudiziaria delle diverse forze dell’ordine (attraverso interviste in profondità e focus group), rendendo così fruibili dagli stessi operatori i risultati della ricerca. Gli sviluppi di questa area d’indagine, come evidenziato anche dai p recenti lavori condotti all’interno dell’area precedente, stanno definendo anche un nuovo profilo della psicologia giuridica che, dall’originaria focalizzazione sugli aspetti patologici di persone e ambienti oggetto di interesse della norma giuridica, si sta sempre p muovendo nella direzione di unottica promozionale rivolta a individui, gruppi e sistemi. Questo nuovo profilo si nutre, in particolare, dell’incontro con costrutti provenienti dall’ambito della psicologia positiva.

 

 

4.             Psicologia sociale del cambiamento organizzativo, della formazione e dell’orientamento: questioni teoriche e metodologiche

Unarea di interesse, che nei suoi sviluppi ha interagito anche con la psicologia dei gruppi, ha riguardato le teorie del cambiamento e della socializzazione organizzativa (v. i volumi Strategie della formazione e Professionalità competenti). I contesti e i professionisti della giustizia hanno rappresentato uno specifico ambito di riflessione concettuale, che ha esaminato le esigenze di cambiamento in relazione al mandato sociale, al ruolo svolto, alle interazioni fra professionisti di diversa formazione disciplinare (fra i volumi: La formazione psicosociale per gli operatori della giustizia). In questo settore, le attività di consulenza e di docenza presso strutture della giustizia sono state oggetto di verifica e di riflessione progettuale, configurando specifici ambiti di ricerca empirica. Le esigenze formative in relazione alle aree di pertinenza della Psicologia sociale e della Psicologia giuridica sono state esaminate in chiave teorico-metodologica e individuate come obiettivo nell’ambito di alcune delle ricerche sopra illustrate, in particolare: “La prevenzione delle dipendenze attraverso la relazione e il monitoraggio tra gli adolescenti e la rete degli adulti significativi; “Lo studio della falsa testimonianza nell’ambito della psicologia forense: una ricerca sugli aspetti di codifica e decodifica della comunicazione menzognera negli operatori della giustizia”. Rientrano in questa area anche i progetti europei Sex Offenders e H-CUBE, relativamente all’analisi e innovazione dei programmi formativi per operatori penitenziari, sociali, sanitari in materia di: prevenzione della recidiva degli autori di reati sessuali e prevenzione del rischio di infezione da HBV, HCV, HIV nella popolazione giovanile.

Il processo della formazione ha continuato a rappresentarsi come oggetto di studio, con specifico riguardo alle metodologie didattiche attive e al piccolo gruppo come strumento e come soggetto di cambiamento individuale e organizzativo.

Un tema approfondito negli ultimi anni è stato quello della carriera, esaminata nei suoi profili psicologico-sociali, con riguardo ai percorsi autopercepiti e ai posizionamenti soggettivi, agli elementi che ne definiscono lo svolgersi processuale, alle sue fasi, considerate come micro- contesti organizzatori di quelle pratiche simboliche, interazioni, funzioni che mediano il rapporto fra l’attore sociale e il suo ambiente formativo e di lavoro.

Negli ultimi anni ha sviluppato un filone di ricerca i cui principali temi sono: la promozione di benessere a scuola, all’università, nei contesti della formazione e del lavoro; le funzioni del counseling.

 

 

 

PROGETTI DI RICERCA FINANZIATI

È coordinatrice e responsabile scientifica dei seguenti progetti di ricerca:

1.           2013-2014 Punire o riparare. La giustizia riparativa per una comunità responsabile e relazionale”, Fondazione Banco di Sardegna;

2.                2012-2014 Dispersione, orientamento e promozione del benessere nella scuola”, Comune di Sassari;

3.                2010-2012 Identification and Dissemination of European Best Practices about Restorative Justice and Evaluation of the Role and Application of Mediation and Alternative Measures in the EU Member States "FREEDOM WINGS, European Commission - JUST/2009/JPEN/AG/0617-30-CE-0368594/00-29. Capofila: Università degli Studi di Sassari, coordinatrice scientifica;


4.           2009-2011 Sex Offenders: European Network to Promote the Exchange, Capacity Building and Transfer of Knowledge in the Area of Treatment Programmes for Perpetrators of Sexual Violence Against Children and Young People inside and out of Prison, European Commission Programme Prevention of and Fight against Crime”, Capofila: Università di Sassari, coordinatrice scientifica;

5.           2008-2009 Orientare al cambiamento: formazione, lavoro. Progetto rivolto ai detenuti del carcere di Sassari” (CarcerAzione), Fondazione Banco di Sardegna;

6.           2009-2011 Giustizia riparativa come strumento di intervento nell’inclusione sociale di minori autori di reato e come modello di intervento per la gestione di episodi di bullismo nelle scuole. Compartecipazione sociale e interistituzionale per l’elaborazione di strategie d’inclusione sociale e di prevenzione delle devianze giovanili. Unesperienza di ricerca- intervento, Fondazione Banco di Sardegna;

7.           2008 “Le percezioni dell’opinione pubblica sull’apparato giudiziario, ex 60%, Università degli Studi di Sassari;

8.           2007-2008 “La prevenzione delle dipendenze attraverso la relazione e il monitoraggio tra gli adolescenti e la rete degli adulti significativi”, Azienda Sanitaria locale Provincia di Sondrio Direzione Sociale Dipartimento Dipendenze;

9.           2007 Rilevazione delle false testimonianze e formazione degli operatori di Polizia giudiziaria, ex 60%, Università degli Studi di Sassari;

10.        2006 Il valore dei valori. Un’indagine nel territorio della regione Sardegna”, ex 60%, Università degli Studi di Sassari;

11.        2005-2007 Progetto di internazionalizzazione “Lo studio della falsa testimonianza nell’ambito della psicologia forense: una ricerca sugli aspetti di codifica e decodifica della comunicazione menzognera negli operatori della giustizia”, è responsabile per l’Università di Sassari (Università partner: Bergamo, Pourtsmouth UK; coordinatore scientifico G. De Leo, Università degli Studi di Bergamo);

12.        2005 Il fenomeno delle molestie nella provincia di Sassari: indagine sul molestatore e la sua vittima, ex 60%, Università degli Studi di Sassari;

13.        2003 Modelli qualitativi di formazione e di intervento nelle professioni educative nel campo dell’abuso e del maltrattamento all’infanzia, ex 60%, Università degli Studi di Sassari;

14.        2003-2005 Il fenomeno del maltrattamento e dell’abuso all’infanzia in Sardegna, Regione Autonoma della Sardegna in collaborazione con il Dipartimento di Economia, Istituzioni e Società, Università degli Studi di Sassari;

15.        2002 Devianza minorile: modelli di intervento ed esigenze di formazione, ex 60%, Università degli Studi di Sassari;

Progetti di ricerca cui ha partecipato come responsabile scientifica di unità operative o di specifiche unità di lavoro:

16.        2015 segue, European Framework of Competences for Community Professionals in Gang Environments, responsabile scientifica per l’Università di Sassari, partner di progetto;

17.        2013-2015 Sistema informativo e governance delle politiche di intervento e contrasto dei fenomeni criminali” (coordinatrice scientifica A. Mazzette) legge regionale 7/2007 per la promozione della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica in Sardegna, responsabile scientifica dell’unità operativa Studio e analisi delle pratiche riparative per la creazione di un modello di restorative city”;

5.           2010-2011 "Notte brava. Percorsi di promozione imprenditoriale e strategie di empowerment per la notte sicura" Programma Operativo Regionale del Fondo Sociale Europeo (POR FSE) 2007-2013 Ad Altiora, responsabile scientifica della ricerca svolta all’interno del progetto;

6.           2010-2011 Se Stante - Programma ad Altiora - POR Sardegna FSE 2007/2013, Asse III Asse V, Inclusione sociale - Linea2 giovani, responsabile scientifica della ricerca svolta all’interno del progetto;

7.           2009 H-CUBE: HBV-HCV-HIV: Three Different and Serious Threats for European Young People. A Network to Study and Face These Challenges in the Europe, European Commission, responsabile dell’area psicosociale;

8.           2008-2009 Condizione giovanile: istruzione, formazione e inserimento professionale nel territorio di Olbia”, Comune di Olbia, responsabile scientifica A. Mazzette, Università degli Studi di Sassari unità di lavoro su Analisi qualitativa del rapporto fra sistemi formativi/occupazionali e percezioni dei giovani;

9.           2007-2010 La criminalità in Sardegna. Seconda fase, Fondazione Banco di Sardegna, responsabile scientifica A. Mazzette, Università degli Studi di Sassari - unità di lavoro su “La violenza sessuale”;

10.        2005-2007 La criminalità in Sardegna. Prima fase, Fondazione Banco di Sardegna, responsabile scientifica A. Mazzette, Università degli Studi di Sassari - unità di lavoro su “Le molestie e i disturbi alla persona;

11.        2005-2007 Il contributo della sociologia e della psicologia alla progettazione architettonica e urbanistica, MIUR PRIN, coordinatore scientifico G. Amendola, Università degli Studi di Firenze; responsabile dell’unità operativa A. Mazzette, Università degli Studi di Sassari - unità di lavoro su Progettazione degli spazi urbani e sicurezza sociale”;

12.        2005-2006 Il sistema valoriale degli italiani”, CIRMPA, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, coordinatore scientifico G.V. Caprara (in collaborazione con l’Università di Gerusalemme, responsabile scientifico S. Schwartz) unità di lavoro su Il sistema valoriale degli italiani: indagine nella provincia di Sassari;

13.        2003-2005 “Le trasformazioni del consumo e del commercio e i loro effetti sull’organizzazione degli spazi e sull’architettura della città e delle aree metropolitane urbane, MIUR COFIN, coordinatore scientifico G. Amendola, Università degli Studi di Firenze; responsabile dell’unità operativa A. Mazzette, Università degli Studi di Sassari - unità di lavoro su Il consumo di gioco dazzardo: tra socialità e rischio”;

14.        2000-2002 Autonomia, Life Skills e Peer Education”, ricerca-intervento MPI in collaborazione con il CIRMPA, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, responsabile scientifico G.V. Caprara - unità di lavoro su “Legalità e responsabilità”;

15.        2000 I gruppi di adolescenti devianti. Un'indagine sui fenomeni di devianza minorile in Italia”, Dipartimento per la giustizia minorile in collaborazione con il CIRMPA, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, responsabile scientifico G. De Leo - unità di lavoro su Analisi delle azioni reato commesse da gruppi giovanili” (pubblicata in I gruppi di adolescenti devianti. Un’indagine sui fenomeni di devianza minorile di gruppo in Italia, a cura del Dipartimento per la Giustizia Minorile in collaborazione con il CIRMPA - Centro Interuniversitario per la Ricerca sulla genesi e lo sviluppo delle Motivazioni Prosociali e Antisociali dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, FrancoAngeli, Milano, 2001);

16.        1999-2001 Scuola e territorio - Monitoraggio dei Progetti ex l. 285/97 dell’Assessorato alle Politiche Educative e Formative del Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Educative e Formative del Comune di Roma - unità di lavoro su Prevenzione del disagio e della devianza dei giovani”;

17.        1999 Giovani che si attivano per i giovani”, Comune di Sassari in collaborazione con il

Dipartimento di Economia, Istituzioni e Società, Università degli Studi di Sassari, responsabile scientifico A. Merler - unità di lavoro su Devianza e gruppi giovanili;

18.        1993 "Osservatorio sul disagio giovanile", Ministero dell'Interno - unità di lavoro su Percorsi di devianza e costruzione dell’identità sociale”;

19.        1990 "Condizione giuridica, psico-sociale e criminologica dei giovani adulti autori di reato", Ministero di Grazia e Giustizia, Ufficio Studi, Ricerche e Documentazione - unità di lavoro su I giovani adulti: indicatori psicologico-sociali”;

Altri progetti di ricerca cui ha partecipato:

20.        1999-2000 La decisione nel processo educativo. Conoscenze tacite e teorie implicite nella pratiche didattiche scolastiche ed extra-scolastiche, ex 60%, coordinatore scientifico P. Calidoni, Università degli Studi di Sassari;

21.        1997-1999 “La rappresentazione sociale della pena, CNR, coordinatore scientifico A. Quadrio, Università Cattolica di Milano; responsabile dell'unità operativa C. Serra, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”;

22.            1995-1997 "Aspetti psicologici ed aspetti contestuali della decisione giudiziaria", CNR, coordinatore scientifico A. Quadrio, Università Cattolica, di Milano; responsabile dell'unità operativa G. De Leo, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”;

23.            1994-1996 "Le influenze del contesto sulle decisioni giudiziarie", MURST 40%, coordinatore scientifico A. Quadrio, Università Cattolica di Milano; responsabile dell'unità operativa G. De Leo, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.

24.            1992-1994 "Variabili e strategie rappresentazionali del Sé nel comportamento aggressivo

dei tifosi ultras"