Memorie-2019

 

 

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DA ROMA ALLA TERZA ROMA

XXXVIII SEMINARIO INTERNAZIONALE DI STUDI STORICI

Campidoglio, 20-21 aprile 2018

 

 

2018-10-04_SamoylovNikolay Samoylov

Direttore del Centro di studi sulla Cina

Università Statale di San Pietroburgo

 

LA STORIOGRAFIA RUSSA DEL TRATTATO DI NERČINSK

 

(Riassunto)

 

Il Trattato di Nerčinsk, firmato nel 1689, è stato il primo atto giuridico pattizio concluso tra Russia e Cina. Il dibattito su come dovesse essere valutato e quale fosse il suo ruolo storico è proseguito per lungo tempo e anche oggi non accenna a placarsi.

I ricercatori russi hanno studiato la storia della firma del Trattato di Nerčinsk a cominciare dalla metà del XVIII secolo. Nella storiografia prerivoluzionaria particolare attenzione è stata dedicata all’analisi dei risultati dell’attività diplomatica di F.А. Golovin; le valutazioni del Trattato erano contrastanti: da posizioni fortemente critiche (G.F. Miller, А.F. Middendorf, V.P. Vasilev) si passava a opinioni molto positive (G.А. Syčevskij, G.I. Timčenko-Ruban, D.I. Zavališin).

A partire dal 1950 sono state pubblicate le prime ricerche specifiche sul Trattato di Nerčinsk (il libro di P.Т. Jakovleva). A quel tempo la totalità degli storici sovietici giudicavano il Trattato paritario e persino vantaggioso per la Russia e rivolgevano la loro attenzione soprattutto allo sviluppo delle relazioni commerciali tra Russia e Cina (P.I. Kabanov, М.I. Sladkovskij, B.G. Ščebenkov, P.Т. Jakovleva).

Negli anni ’60 del XX secolo, a causa del peggioramento delle relazioni tra Unione Sovietica e Cina e delle pretese territoriali avanzate dalle autorità della RPC, crebbe l’interesse della scienza storiografica russa verso lo studio della storia dei confini russo-cinesi ed il Trattato di Nerčinsk cominciò ad essere valutato diversamente e ad essere considerato esclusivamente come una sconfitta diplomatica della Russia (V.М. Chvostov, V.А. Aleksandrov, S.L. Tichvinskij e altri).

Negli anni 1970-80, in seguito al reperimento e allo studio di nuovi materiali d’archivio, con l’aggiunta, in particolare, delle fonti in lingua manciù e in lingua cinese, i ricercatori sovietici cominciarono ad avere un approccio un po’ diverso alla valutazione del Trattato di Nerčinsk, dedicando in primo luogo attenzione allo studio della politica estera dell’Impero cinese (L.I. Duman, G.V. Melichov, S.L.Tichvinskij).

Più dettagliatamente, la storia della stipula del Trattato di Nerčinsk è stata studiata nei lavori dell’accademico V.S. Mjasnikov, che ha esaminato la questione dal punto di vista dell’analisi degli stratagemmi della diplomazia dell’imperatore Kangxi. V.S. Mjasnikov, pur sottolineando l’importanza del Trattato di Nerčinsk, «primo atto di diritto internazionale che ha contribuito a liquidare una situazione di conflitto all’alba delle relazioni internazionali in Estremo Oriente», ha affermato la necessità di riconoscere il fatto che: tale Trattato non sia stato vantaggioso per la Russia; che sia stato concluso in seguito alla minaccia cinese di usare la forza; che non sia conforme agli atti pattizi interstatali del tempo. Mjasnikov ha rivolto, altresì, la propria attenzione alla necessità di studiare la storia delle relazioni russo-cinesi «non solo come parte della storia generale delle relazioni internazionali, ma anche come componente sostanziale del processo storico universale di convergenza tra civiltà».

A nostro avviso, il Trattato di Nerčinsk, a lungo tempo esaminato esclusivamente da posizioni giuridiche o dal punto di vista della politica estera, è stato un esempio di compromesso socioculturale sui generis, un compromesso tra due concezioni del mondo, riflesso della specificità di culture così differenti. Ma l’aspetto più importante, sottolineato sia dagli studiosi russi sia dagli studiosi cinesi, è costituito dal fatto che il Trattato abbia garantito per quasi 200 anni la pace e la sicurezza in quella regione. Esprimendoci con un linguaggio moderno, possiamo dire che il Trattato di Nerčinsk ha gettato le basi del sistema della sicurezza regionale. Nel corso dei due secoli seguenti la Russia ha dovuto combattere molte guerre, ma lungo il confine con la Cina non ci sono stati conflitti importanti fino alla fine del XIX secolo. Anche l’Impero cinese ha obiettivamente tratto vantaggio dalla pace nella regione. Questi fatti possono essere considerati il risultato principale del compromesso storico raggiunto nel 1689 a Nerčinsk.

 

 [Traduzione dal russo di Caterina Trocini]