Eloisa Mura

 

Mancini in cattedra

Le lezioni torinesi di diritto internazionale

del 1850-51 e 1851-52

 

 

JURA

Temi e problemi del diritto

 

STUDI

storia del diritto

raccolti da Mario Montorzi

 

 

 

Pisa, Edizioni ETS, 2018

353 pp. ISBN 978-884675183-6

 

 

 

 

 

INDICE DEL VOLUME

 

 

1. Il manoscritto delle lezioni manciniane

9

2. Il corso completo torinese

15

3. Mancini professore

32

4. La funzione civile dell’insegnamento

48

5. Dalle lezioni napoletane ai primi corsi torinesi

60

 

 

Nota alla trascrizione

87

 

Lezioni del diritto pubblico internazionale dette dal professore Pasquale Stanislao Mancini nella regia Università di Torino nei corsi 1850-51 e 1851-52

89

 

Indice dei nomi

347

 

 

 

Quarta di copertina

 

L’istituzione, nel 1850, della prima cattedra italiana di diritto internazionale presso l'Università di Torino segnò una tappa decisiva nello sviluppo della disciplina. Fino allora la materia era stata impartita - non sempre e non ovunque - insieme con altre in una posizione marginale che ne ostacolava la crescita, impedendo l'affermarsi dello specialismo. Titolare di quel primo insegnamento autonomo fu Pasquale Stanislao Mancini, per un ventennio unico professore ordinario della materia, che portò nella Facoltà giuridica sabauda le aperture e i fermenti delle scuole private napoletane uniti all'impegno che gli derivava dalla "cultura dell'incivilimento" respirata nella città partenopea.

Il ritrovamento del manoscritto del primo corso biennale tenuto dal professore campano negli anni accademici 1850-51 e 1851-52, finora sfuggito all'attenzione degli studiosi e del quale oggi si pubblica l'edizione, consente di vedere in azione quel grande protagonista della vita culturale e politica nazionale, di conoscere le sue parole come vennero dette e contemporaneamente di seguire, nelle primissime fasi, lo strutturarsi della disciplina nell'accademia italiana in uno sforzo di dissodamento che fu inevitabilmente scientifico, oltre che didattico. Il volume, mentre ricostruisce l'impegno profuso dal giurista irpino sulla cattedra, offre così uno sguardo analitico su quella stagione cruciale della storia giuridica italiana.