N. 4 – 2005 – Tradizione Romana

 

 

Maria Zabłocka

Universitŕ di Warszawa

 

Romanistica polacca negli ultimi dieci anni (1994-2004)

 

 

Sommario: I. Premessa. – II. Manuali. – III. Pubblicazioni ausiliari. – IV. Storia delle fonti, della recezione e dell’influsso del diritto romano. – V. Processo civile. – VI. Diritto delle persone e atti giuridici. – VII. Diritto di famiglia. – VIII. Diritti reali. – IX. Diritto delle obbligazioni. – X. Diritto delle successioni. – XI. Diritto penale. – XII. Diritto pubblico e costumi. – XIII. Filosofia del diritto, metodologia e dottrine politico-giuridiche. – XIV. L’importanza del diritto romano. – XV. Apprezzamento sull’opera di studiosi del diritto romano, sedute scientifiche, articoli in memoria, ecc. – XVI. Conclusioni.

 

I. – Premessa

Dopo la II guerra mondiale le universitŕ polacche si affrettarono a riprendere l’attivitŕ d’insegnamento e ricerca. Lungi dall’appiattirsi sullo studio del diritto vigente, gli studi abbracciarono da subito la storia del diritto a partire dalle istituzioni giuridiche dell’antichitŕ. I romanisti polacchi trovarono accoglienza per la pubblicazione dei risultati delle loro indagini in periodici universitari, resoconti dell’Associazione scientifica polacca, riviste nazionali e, in seguito, straniere, nonché in volumi di circostanza o atti di conferenze. Purtroppo, trattasi spesso di pubblicazioni di scarsa diffusione e quindi poco note anche al pubblico degli addetti. Negli studi sulle istituzioni giuridiche dell’antichitŕ i giuristi venivano talvolta affiancati da cultori di altre discipline, segnatamente da storici e filologi classici.

Pertanto, per facilitare l’accesso a contributi dispersi in numerosi volumi e riviste in Polonia e all’estero, sin dagli anni sessanta cominciarono a pubblicarsi rassegne, corredate di brevi note critiche, della produzione romanistica polacca. La prima fu opera di Kupiszewski: Il diritto romano nel venticinquennio della Repubblica Popolare Polacca[1]. Dieci anni dopo Sondel dedicň all’argomento Polnische Romanistik in den vergangenen fünfunddreißig Jahren. Abriß einer Bibliographie[2]. Tre anni fa fu altresě pubblicata una mia rassegna delle pubblicazioni dei romanisti polacchi: La romanistica polacca dopo la II guerra mondiale[3].

Un’analisi piů attenta rivela che gli studi romanistici, ripresi all’indomani della conclusione della guerra, hanno continuato a svilupparsi ininterrottamente in tutti i centri accademici polacchi. Nel primo periodo i contributi sono di numero modesto perché sono pochi gli studiosi che scrivono di diritto romano e, piů in generale, perché l’accesso alle stampe č alquanto complicato per tutti. Ma giŕ negli anni sessanta i romanisti polacchi hanno la possibilitŕ di pubblicare senza troppi problemi sia su riviste polacche sia sulle piů prestigiose riviste estere: «Zeitschrift der Savigny-Stiftung für Rechtsgeschichte, Romanistische Abteilung»[4], «Iura. Rivista internazionale di diritto romano e antico»[5], «Revue Internationale des Droits de l’Antiquité»[6], «Bullettino dell’Istituto di Diritto Romano»[7], nonché in volumi collettanei per es. Studi Arangio-Ruiz[8], Studi Volterra[9], varii Atti[10]. Di alcuni studiosi si pubblicano all’estero non soltanto articoli e contributi brevi, ma anche libri[11].

Cosě č anche oggi. Puň dirsi pertanto che la romanistica polacca č riuscita a conquistarsi in Europa un indubbio prestigio. Colpisce che negli ultimi anni, di fronte ad una progressiva perdita di interesse per il diritto romano in tutti i paesi dell’Europa occidentale (ad esclusione dell’Italia) in Polonia si procede per il verso opposto. Da vent’anni, e in particolare negli ultimi dieci, la romanistica polacca vive un periodo di rigogliosa espansione. Mai, nel passato, ebbe la ventura di suscitare tanto interesse. Mai furono tanto numerose le pubblicazioni dedicate ai problemi giuridici dell’antichitŕ. Per questo mi limiterň a darne una presentazione[12] estremamente succinta, rinunciando ad un discorso piů articolato.

          In quest’elenco si č tenuto conto degli scritti di romanisti (ma soltanto concernenti il diritto ed il pensiero antico), ed anche di alcuni lavori di rappresentanti d’altre discipline (soprattutto di storici) che risultassero importanti per gli studiosi di diritto romano[13]. Per maggior chiarezza li dividerň in: II: Manuali; III: Pubblicazioni ausiliari; IV: Storia delle fonti, della recezione e dell’influsso del diritto romano; V: Processo civile; VI: Diritto delle persone e atti giuridici; VII: Diritto di famiglia; VIII: Diritto reale; IX: Diritto delle obbligazioni; X: Diritto delle successioni; XI: Diritto penale; XII: Diritto pubblico e costumi; XIII: Filosofia del diritto, metodologia e dottrine politico-giuridiche; XIV: L’importanza del diritto romano.

 

II. – Manuali

 

Negli ultimi dieci anni si č fatta notare l’assenza di opere generali come The Law of Greco-Roman Egypt in the Light of the Papyri di Taubenschlag o di sintesi come Zarys rzymskiego prawa prywatnego [Lineamenti del diritto romano privato] di Osuchowski. In compenso si č ininterrottamente lavorato per preparare la pubblicazione di manuali nuovi[14] e piů moderni o riediti di quelli giŕ esistenti[15], in una forma aggiornata. La loro rassegna č stata fatta da Kodrębski nell’articolo, I piů recenti manuali di diritto romano[16].

 

III. – Pubblicazioni ausiliari

 

Fra le pubblicazioni ausiliari viene menzionato anzitutto il Dizionario latino-polacco per giuristi e storici[17] di Sondel. Da piů di cento anni i giuristi polacchi non hanno un’opera ugualmente utile e valutabile. Il Dizionario di Sondel sembra essere piů ricco delle espressioni fraseologiche dell’ultimo lavoro dello stesso tipo: il dizionario di Dydyński[18]. Inoltre valgono un’attenzione comune – non solo quella dei giuristi: Vocabolario enciclopedico del diritto romano di Litewski[19], Verba iuris. Regole e casi di diritto romano[20] di Bojarski, Dajczak e Sokala, nonché Dizionario dei termini, locuzioni e sentenze giuridiche[21] di Kuryłowicz. Altri numerosi lavori[22]: selezioni delle fonti, casi, paremie ed anche testi per le prove scritte dell’esame di diritto romano vengono pubblicati per gli studenti di giurisprudenza e sono predisposti come aiuto per loro nella preparazione dell’esame. Słuzewska ha scritto sul diritto romano in Internet[23]. In fine tra le pubblicazioni ausiliari devono essere menzionati gli articoli di Sondel che trattano del ruolo e dell’importanza della lingua latina nella penetrazione del diritto romano nella cultura polacca[24].

 

IV. – Storia delle fonti, della recezione e dell’influsso del diritto romano

 

Giŕ da qualche tempo i romanisti polacchi dedicano gran parte della loro attenzione alla storia delle fonti di diritto romano. Ci sono state opere orientate alla pubblicazione e all’annotazione delle fonti, all’influsso del diritto romano sul diritto polacco ed europeo.

Fra le pubblicazioni piů importanti si annovera la prima edizione polacca delle XII Tavole, tradotta e commentata da Zabłocka e Zabłocki, Le XII Tavole. Testo - traduzione - commento[25] nonché una nuova[26] traduzione di Gaio fatta da Rozwadowski, Istituzioni di Gaio. Testo e traduzione[27] con la introduzione e commento. Tarwacka ha tradotto e commentato le Leges regiae[28] ed anche i primi titoli di Digesto: 1° titolo del I libro del Digesto[29], 2° titolo del I libro del Digesto[30], 3° titolo del I libro del Digesto[31] e il capitolo delle Notti Attiche di Aulo Gellio sull’interpretazione delle XII Tavole[32]. Inoltre Stępkowska ha tradotto il XII tit. del Lib. V del Codice di Giustiniano[33].

Rominkiewicz si concentra sulla pubblicazione di fonti greche. Si ricorda le orazioni, tradotte e commentate, di Iseo e di Lisia: La V orazione di Iseo Sul testamento di Dicaiogene[34], La XII orazione di Iseo In difesa di Eufileto[35] e di Lisia La difesa in merito all’omicidio di Eufileto’. (Osservazioni sull’adulterio nei diritti greci)[36].

          Delle questioni riguardanti la Legge di XII Tavole si sono occupati Wołodkiewicz[37] e Zabłocka[38]; Bojarski[39] e Zabłocka[40], i quali hanno considerato i problemi riguardanti la ricostruzione dei testi. Gli storici Ilski e Maciejewski hanno presentato la tecnica della redazione del Codice Teodosiano[41]. Una riflessione generale sulle giurisprudenza romana va rintracciata nella monografia di Litewski[42], mentre Rozwadowski si č occupato dell’insegnamento del diritto[43], Dębiński[44], Dyjakowska[45] e Sitek[46] di fonti non giuridiche.

Szymoszek ha continuato la sua ricerca sull’attivitŕ dei glossatori e della scuola bolognese specialmente nel pensiero dei romanisti polacchi[47]. Wojciechowski ha arricchito con una monografia e altri contributi gli studi sulla societas nel pensiero di glossatori e commentatori[48]. Del mos italicus e mos gallicus ci sono occupati Wołodkiewicz e Krzynówek[49].

L’insegnamento del diritto romano nel Cinquecento č stato oggetto di indagini da parte di Bojarski[50]; Sondel[51] si č cimentato con il diritto romano all’Accademia di Cracovia. Kuryłowicz ha pubblicato numerosi scritti dedicati all’Accademia di Zamość: alla sua fondazione, al suo programma di studio giuridico, al posto tenuto dal diritto romano nell’Accademia[52], al saggio di Jan Zamoyski sul senato romano[53], alla presentazione del diritto romano nel saggio di Zamoyski[54], infine ha pubblicato (in collaborazione con Witkowski) la monografia, Un saggio di Jan Zamoyski «Sul senato romano»[55]. Il diritto romano all’Accademia di Zamość č anche oggetto di una monografia e di articoli di Dyjakowka[56]. Dmowski ha redatto una piccola nota sull’insegnamento del diritto romano a Danzica[57], mentre Niczyporuk si č occupato dell’insegnamento del diritto romano e delle lauree utriusque iuris a Wilnius[58]. Sondel si č proposto di individuare elementi del diritto romano nel diritto penale e nei progetti di codificazione polacchi anteriori alla spartizione della Polonia nella seconda metŕ del Settecento[59]. Dello stesso autore č una traduzione commentata (sulla base del diritto romano) del ius culmense[60]. Reszczynski si č soffermato sull’importanza del diritto romano nell’opera di Śliwnicki, un giurista polacco del Cinquecento[61].

Wołodkiewicz ha riflettuto sul diritto romano del Secolo del lumi[62]. Delle opinioni dei giuristi polacchi dell’Ottocento sull’importanza del diritto romano si č occupato in vari articoli Jakubowski[63].

Gli storici del diritto Bardach[64] e Godek[65] ci sono occupati del diritto romano negli Statuti della Lituania.

 

V. – Processo civile

 

Nel campo di processo civile Zabłocki ha presentato i saggi[66] ed una monografia[67] riguardanti il procedimento processuale nella luce di Noctes Atticae di Aulo Gellio. Rozwadowski ha scritto sull’exceptiones[68]. Litewski ha mostrato le decisioni provvisorie[69], i risultati sospensivi d’interporre l’appello[70], la giurisdizione arbitraria[71], la formula in ius concepta con la clausola bona-fides[72], la ricusa del giudice[73], la ritenzione[74], i problemi processuali della questione di non numerata pecunia[75] e della restituzione della dote[76], la citazione nelle Novellae e nell’ordines iudiciarii[77] ed infine il processo romano-canonico[78] Mossakowski si č occupato del iudicium domesticum[79], Sitek – dei actiones populares[80]; del concetto di actio – Wojciechowski[81] e Mossakowski[82], Szymańska actio civilis in factum e actio praescriptis verbis  nel pensiero di Labeone[83].

 

VI. – Diritto delle persone e atti giuridici

 

Il diritto delle persone non ha suscitato, come in passato, troppo interesse. Dei problemi della schiavitů e dei liberti, tanto studiati in precedenza, si č occupato soltanto Longchamps[84]. In questo campo sono stati pubblicati articoli di Urbanik sull’auctoratio e sugli auctorati[85], di Zabłocki sul postumus[86], di Niczyporuk sul nasciturus[87], di Żak[88] e di Longchamps[89] sui prodigi, di Misztal-Konecka[90] e di Krawczyk[91] sul vestales.

Kacprzak ha stampato una monografia e articoli sulla ratihabitio[92], Wójcik – sulle fondazioni[93]. Kowalczyk ha scritto sul sviluppo della soggettivitŕ giuridica delle organizzazioni ecclesiastiche[94], Sitek sulle associazioni[95].

 Dell’ interpretazione degli atti giuridici si sono interessati Wołodkiewicz[96] e Longchamps[97], impegnato altresě, con monografia e articoli, a indagare di abuso del diritto[98].

Di Kuryłowicz si ricordano numerosi articoli sul notariato[99].

 

VII. – Diritto di famiglia

 

Zabłocki ha scritto sulla famiglia romana nella luce di Noctes Atticae di Aulo Gellio[100] e sul consenso matrimoniale[101], Sitek[102] e Paczkowska[103] sul concetto del matrimonio romano, Gajda invece sull’adulterium e sulla durabilitŕ di matrimonio[104], Zabłocka sull’ius trium liberorum[105]. Dei divorzi nel periodo arcaico si č occupata Tarwacka[106], dei matrimoni degli alieni iuris – Urbanik[107], di tempus lugendi e seconde nozze – Niczyporuk[108].

Kuryłowicz ha continuato a studiare l’adozione[109]. Degli alieni iuris ha scritto Litewski[110], dell’abuso del diritto da parte del pater familias – Longchamps[111]. Rominkiewicz si č rivolto al diritto di famiglia greco pubblicando con due  monografie[112] e numerosi articoli[113].

Dai non-romanisti della problematica di famiglia si sono occupati: Pankiewicz (la famiglia nelle cosiddette leges regiae[114]); Jundziłł (la famiglia nel secondo secolo dopo Cristo[115]), Suder (la situazione giuridica delle persone anziane[116]) ed Iluk (il matrimonio nei vincoli della legge e della chiesa[117]).

 

VIII. – Diritto reale

 

Pur non essendosi mai appassionati di diritto reale, i romanisti polacchi non si sono di certo rifiutati di studiare sia le nozioni fondamentali, sia le istituzioni.

Alcuni articoli sono stati pubblicati riassumendo le ricerche finora condotte. Questi erano: l’articolo di Bojarski sull’unificazione di ius in agro vectigali, ius perpetuum ed ius emphyteuticum[118], di Krasoń sulla superficies[119], di Pikulska sulla struttura agraria e sugli agrimensores[120], di Krzynówek sul precarium[121].

Dajczak si č occupato ultimamente della nozione res incorporales[122]. Di proprietŕ hanno scritto Sondel[123], Kuryłowicz[124], Giaro[125], Longchamps[126], Wołodkiewicz[127], di usucapio lucrativa – Krzynówek[128].

Kuryłowicz[129]e Świrgoń-Skok[130] hanno presentato lo sviluppo storico della regola superficies solo cedit. Di pegno si sono occupati Żak[131] e Szpinger[132], Giaro[133] – di ususfructus di schiavi. Alle erogazioni č dedicato un articolo di Reszczyński[134], al fructus civiles uno di Litewski[135].

 

IX. – Diritto delle obbligazioni

 

Per tradizione l’attenzione dei romanisti polacchi nel ultimi dieci anni si rivolgeva in gran parte alle obbligazioni. Dei problemi riguardanti la espressione ex bona fide si č occupato Dajczak pubblicando i saggi[136] e la monografia[137] su questo campo. Pikulska ha presentato favor debitoris[138]. Krzynówek commentando l’opera di Gallo[139] ha scritto un articolo sul diritto commerciale romano[140]. Niczyporuk ha cercato nel diritto romano le radici del diritto bancario[141].

Di singoli contratti si sono occupati Litewski, che ha approfondito i suoi studi sul depositum[142], Zabłocki, concentrato sul commodatum[143], Pikulska-Robaszkiewicz con contributi sull’usura nel diritto romano[144]. Si sono inoltre scritti di Kuryłowicz sulle obbligazioni letterarie[145], Urbanik sulle tavolette dei Sulpici e sulla pratica giuridica romana[146]. Dell’emptio venditio hanno scritto Kacprzak[147], Szarecka[148], Sitek[149] e Wolicki[150]; dell’affitto – Litewski[151] e Sitek[152]. Della societŕ piů di altri Służewska[153], ma anche Wojciechowski[154], Krzynówek[155], Dziuban[156], Tyborowski[157] e civilista Sośniak[158]. Longchamps ha scritto del mandatum incertum[159], Żeber del commercio marittimo[160], Ściślicki delle origini romane della comunicazione al debitore del versamento del credito[161].

Krzynówek ha esaminato la praepositio pubblicando articoli[162] e una monografia sulla responsabilitŕ dell’esercitore[163], Kremer – i contratti innominati[164].

Si č dedicata poca attenzione a delitti e quasi delitti. Agli studi di Wołodkiewicz[165] si sono aggiunti soltanto la monografia[166] e gli articoli[167] di Palmirski sui quasi delitti. Inoltre Krzynówek[168] si č occupato dell’iniuria e Wojciechowski della servi corruptio[169].

 

X. – Diritto delle successioni

 

Il diritto delle successioni, prima poco frequentato, nell’ultimo decennio ha riscorso un considerevole successo.

Una panoramica della storia delle successione ab intestato č apparsa ad opera di Kuryłowicz[170]. Del successione ab intestato nel diritto giustinianeo ha scritto Stępkowska[171], dei testamenti – Kuryłowicz[172] e Zabłocki[173]. Dajczak si č occupato della capacitŕ ereditaria passiva della moglie pubblicando scritti su questo campo[174] e una monografia sul tema dei legati in favore della moglie[175]. Dei legati hanno scritto inoltre Niczyporuk[176] e Loska[177]. Longchamps ha preparato nei suoi numerosi articoli[178] e nella sua monografia[179] il fedecommesso universale. Inoltre commentando l’opera di Masi Doria[180] chiedeva sugli origini ereditari di actio Pauliana[181]. Bojarski si č dedicato alla separatio bonorum[182], Kacprzak alla ratihabitio e volontŕ dell’aditio hereditatis[183], Zabłocki al postumus[184]. Rominkiewicz si č soffermato sul diritto delle successioni greco[185].

 

XI. – Diritto penale

 

Il diritto penale trova ora in Polonia un vero rinascimento. Esso ha suscitato l’interesse di romanisti e d’altri studiosi. Mai finora nella storia della romanistica polacca tante persone si sono occupate delle diverse questioni di diritto penale sia materiale sia processuale. I ciclici incontri organizzati dal professor Kuryłowicz a Lublino e dedicati ai problemi scelti meritano una particolare attenzione. Sono stati pubblicati materiali del colloquio: La pena capitale nella Roma antica[186] con articoli di Bojarski, Pankiewicz, Kowalski, Dyjakowska, Kuryłowicz, Dębiński, Gajda, Mossakowski, Żak, Sokala, Słapek, Amielańczyk, Ducin[187], La religione e diritto penale nell’antica Roma[188] con contributi di Bojarski, Morawiecki i Dębiński, Musiał, Kuryłowicz, Żak, Mossakowski, Sajkowski, Amielańczyk e Słapek[189] e ‘Crimina et mores’. Diritto penale e costumi nell’antica Roma[190] con contributi di Amielańczyk, Ducin, Dyjakowska, Kowalski, Krawczyk, Longchamps, Milewski, Mossakowski, Musiał, Olszaniec, Pankiewicz, Sitek, Słapek, Sondel, Suder[191].

Delle questioni particolare si sono occupati: Dębiński (Sacrilegium nel diritto romano[192], e antiebrea legislazione imperiale[193]) Mossakowski (Periodizzazione del diritto penale romano[194] e crimen repetundarum[195]) Sitek (Infamia[196]). Amielańczyk ha studiato la lex Cornelia de sicariis et veneficis[197]. Da ultimo si č occupato di colpa[198]. Dębiński inoltre si – della poena cullei[199], Sokala invece del crimen lenocinii[200], Zabłocki – degli illeciti delle donne[201] e Loska della legittima difesa[202]. Rominkiewicz si č concentrato sul diritto penale greco[203], Jerzmańki sulla pena capitale nel codice di Hammurapi[204]. Le sempre importanti questioni del diritto penale sono state trattate in sei articoli: di Wołodkiewicz sulla discussione sulla pena capitale nei tempi d’Illuminismo[205]; di Wycisk sull’aborto[206]; e degli storici Ilski (sulla concussione[207]), Kowalski e Zandberg (sulla corruzione elettorale a Roma[208]) e Kulesza (sulla corruzione in Atene[209]). Kuryłowicz ha sintetizzato i risultati delle ricerche consacrate al diritto penale[210].

Del processo penale si č occupato ultimamente Litewski, di cui ha una monografia[211]. Mossakowski inoltre ha scritto una monografia sull’accusator nei processi de repetundis[212] nonché articoli sulla giurisdizione penale[213]. Recentemente egli si č interessato in una monografia[214] e vari articoli del problema di asilo[215]. Del processo in caso di omicidio scrive Amielańczyk[216], del processo di Paolo di Tarso Sitek[217], Stawicka, si č occupata in brevi appunti dei processi di Gesů Cristo e di Apuleio[218], Sajkowski di crimen laese maiestatis[219], Wipszycka del lato processuale della persecuzione dei cristiani[220].

 

XII. – Diritto pubblico e costumi

 

Il diritto pubblico non ha mai entusiasmato i romanisti polacchi al pari di quello privato. Tuttavia si osserva da ultimo un incremento di scritti dedicati per lo piů ad argomenti che spaziano tra diritto e costume.

Della creazione del diritto hanno scritto Wołodkiewicz[221] e Zabłocki[222], del rapporto tra Impero e comunitŕ locali – Bojarski[223] e Zabłocki[224], sull’attivitŕ dei magistrati romani, anzitutto degli edili, si č diffuso Kurułowicz[225]. Pikulska ha scritto dei servizi speciali[226], Tarwacka degli speculatores ed exploratores[227], Longchamps dell’inviolabilitŕ dell’ambasciatore[228], di argomenti militari Niczyporuk[229], Wojciechowski[230] e Wiewiorowski[231].

Una attenzione particolare meritano la monografia di Kuryłowicz, Il diritto e i costumi in Roma antica[232] nonché articolo dello stesso autore dedicato alle leges sumptuariae nello stato e dritto romano[233]. Simili argomenti sono stati affrontati inoltre da Sondel[234] e Pikulska[235]. Il confine del diritto e costumi č stato tema degli articoli[236] e della monografia[237] di Sokala, che si era occupato della meretrix romana. Niczyporuk ha scritto sulle cerimonie funebri[238], Sitek della difesa dell’ambiente[239].

          Del sistema costituzionale e l’amministrazione romana si sono occupati inoltre gli storici puri in scritti su Senato[240], amministrazione[241], esercito[242], rapporti tra Stato e Chiesa[243].

 

XIII. – Filosofia del diritto, metodologia e dottrine politico-giuridiche

 

Alla filosofia del diritto e alla metodologia č consacrato l’ultimo contributo del Professor Henryk Kupiszewski, frutto di particolari ricerche scienza romanistica e didattica[244]. Sondel vi ha visto giustamente un quasi testamento del Maestro. Oltre a Kupiszewski, di filosofia del diritto e metodologia si č occupato anzitutto Giaro pubblicando numerosi articoli su questo tema[245]. Di necessitŕ ha scritto Reszczyński[246], di regole e massime romane – Kacprzak[247], dell’argomentazione per analogiam – Krzynówek[248], della sistematica del diritto – Jędrejek[249].

Kodrębski ha scritto sui valori morali dei giuristi romani[250], Kuryłowicz si č soffermato sulla dimensione etica del diritto romano[251]. Wołodkiewicz si č chiesto se e come le idee ciceroniane avessero influito sul pensiero politico americano[252], e ha riflettuto su libertŕ di pensiero e possibili limitazioni[253], Sitek – sulla nozione di giustizia nelle costituzioni imperiali[254]. Dell’insegnamento della filosofia si č occupato  Zabłocki[255], di epieikeia in san Tommaso – Bojarski[256], di ius naturale – Mossakowski[257], della definizione ciceroniana della giustizia – Plisecka[258], delle ispirazioni filosofiche del diritto romano – Karolak[259]. Le dottrine dell’antichitŕ hanno interessato altresě numerosi non romanisti[260].

 

XIV. – L’importanza del diritto romano

 

Sugli imperituri valori del diritto romano si hanno monografie di Kuryłowicz[261], Wołodkiewicz[262] e Litewski[263] e articoli di Wołodkiewicz[264], Kupiszewski[265], Kuryłowicz[266], Zabłocka[267] e soprattutto Giaro[268].

Delle radici romani del diritto canonico hanno scritto Dębiński[269], Rozwadowski[270] e Zabłocki[271].

L’importanza del diritto romano per la culture e diritto europeo e specialmente per la comunitŕ europea sono stati ricordati da Dajczak[272], Kuryłowicz[273], Giaro[274], Dębiński[275], Sitek[276].

Il ruolo del diritto romano nella formazione della cultura giuridica[277] polacca č stato illustrato da Sondel[278]. Sulle tradizioni romanistiche si sono soffermati inoltre Kuryłowicz[279] e Giaro[280], sulle radici romane del diritto polacco Wołodkiewicz[281] e Litewski[282]. Di principi e costruzioni del diritto romano in prassi e legislazione di oggi si hanno contributi di Dajczak[283], Żak[284], Amielańczyk[285], Palmirski[286], Świrgoń-Skok[287], Szpringer[288], Heliniak[289], Lubiński[290], Karska – Mańko[291], Zarzycki[292].

Del diritto romano in Gran Bretagna si č interessato Marzec[293], in Sudafrica – Sitek[294] e Mańko[295].

Le paremie giuridiche romane continuano a stimolarci. Se ne č occupato innanzitutto Wołodkiewicz che, coadiuvato dal suo gruppo di studiosi, ha scelto le paremie che adornano il colonnato del nuovo palazzo della Corte Suprema, raccolte in seguito in un volume commentato[296]. Wołodkiewicz ne ha pure discorso in diversi articoli[297]. Sull’argomento si hanno pure un volume collettaneo[298] e contributi di Zabłocka[299], Kasprzak[300], Pińkos[301], Pogonowski[302], Sokala[303], Karolak[304].

L’importanza del dititto romano per la formazione dei giuristi moderni č argomento degli articoli di Szymoszek[305].

Pikulska e Wołodkiewicz hanno illustrato le ricerche della rinascente romanistica russa[306].

 

XV. – Apprezzamento sull’opera di studiosi del diritto romano, sedute scientifiche, articoli in memoria, ecc.

 

Wołodkiewicz ha ricordato i romanisti italiani che erano stati onorificati dalle universitŕ polacche con dottorato honoris causa[307].

La storia della dottrina e dell’insegnamento del diritto romano nell’Ottocento č stata illustrata da Kodrębski[308]. Si č scritto inoltre dell’insegnamento del diritto romano dopo la I e la II guerra mondiale[309], di romanisti, storici e filosofi del diritto polacchi[310] e stranieri[311], nonché necrologi[312], particolarmente numerosi dopo la morte del professor Kupiszewski[313]. Infine si hanno resoconti e note sui colloqui e recensioni di opere polacche e straniere.

 

XVI. – Conclusioni

Riassumendo i risultati conseguiti dalla romanistica polacca negli ultimi dieci anni, si deve sottolineare che le ricerche si svolgono in tutte le universitŕ. Molte delle opere nominate nella presentazione, anche se sono state messe nelle rubriche particolari, hanno un carattere molto piů generale e riguardano diversi problemi del diritto romano. Non č da sottovalutare che gli interessamenti dei romanisti polacchi si sono mossi dal “puro” diritto romano (negli anni precedenti si č occupati di piů del diritto famigliare e delle obbligazioni) alle sfere nuove come diritto penale, pubblico, costumi romani.

Si č continuata la specializzazione dei diversi centri universitari. L’Universitŕ di Cracovia predilige le ricerche sulla ricezione del diritto romano, la cultura giuridica e il diritto processuale. Il centro di Lublino si concentra da qualche anno sul diritto penale, assecondato dai colleghi di Toruń che coltivano inoltre ricerche sui costumi giuridici dei Romani e i campi di confine tra il diritto romano e canonico. Łódź studia il diritto romano e le dottrine antiche; Breslavia si concentra sulle cittŕ greche e l’opera dei glossatori; Poznań indaga i rapporti fra il diritto romano e quello contemporaneo. Infine Varsavia traduce fonti romane e svolge ricerche dedicate all’impatto del diritto romano su legislazioni e dottrine moderne e continua ad occuparsi di papirologia giuridica, cercando nel contempo di approfondire gli studi romanistici tradizionali. Le nuove universitŕ di Stettino, Białystok e Rzeszów, sorte da ex filiali dei grandi centri universitari, seguitano per il momento a muoversi nel solco tracciato delle universitŕ di provenienza. Ovviamente, il quadro testé tracciato semplifica una realtŕ ben piů complessa, fermo restando che in tutti i centri i campi d’indagine sono sensibilmente piů vasti e tutti continuano a dedicarsi, ancorché in varia misura, allo studio del diritto privato. Peraltro molti degli indirizzi di ricerca, qui in qualche modo scompartimentati, spaziano su vari campi e discipline. Si accentua la tendenza a rinvenire nel diritto romano uno dei piů importanti elementi di unione dei popoli di cultura europea e come chiave di volta dell’Europa Comune.

 

 

 



 

[1] Prawo rzymskie w 25-leciu PRL ze szczególnym uwzględnieniem ostatnich lat, [in:] Sprawozdania z Prac Naukowych Wydziału Nauk Społecznych PAN 13, 1970 fasc. 3-4, 51-68.

 

[2] «ZN UJ» 543 Prace Prawnicze 86, 1980, 133-168, cfr inoltre J. Sondel, La situazione delle ricerche romanistiche in Polonia, «Index» 12, 1983-1984, 83-86 e A. Wiliński, Rapporto bibliografico (Polonia) [per gli anni 1967-1969], «Index» 3, 1972, 86-105; [per gli anni 1970-1974] «Index» 6, 1976, 323-348.

 

[3] M. Zabłocka, Romanistyka polska po II wojnie światowej, Warszawa 2002. Cfr. anche Le ricerche dei romanisti polacchi negli ultimi anni (1994-1999), «Ius antiquum» 1(8), 2001, 164-176.

 

[4] Cfr. H. Kupiszewski, Das Verlöbnis im altrömischen Recht, «ZSS» 77, 1960, 125-159; Studien zum Verlöbnis im klassischen römischen Recht, «ZSS» 84, 1967, 70-103; M. Staszków, ‘Vim dicere’ im altrömischen Prozeß, «ZSS» 80, 1963, 83-108; A. Wiliński, Zur Frage vonLatinern ex lege Aelia Sentia’, «ZSS» 80, 1963, 378-392; W. Litewski, ‘Consultatio ante sententiam’, «ZSS» 86, 1969, 227-257.

 

[5] Cfr W. Osuchowski, Appunti sul problema del «iactus» in diritto romano, «Iura» 1, 1950, 292-300; W. Litewski, Il significato del termine remedium in Cons. 5,6, «Iura» 23, 1972, 115-125; Römisches Seedarlehen, «Iura» 24, 1973, 112-183; H. Kupiszewski, Osservazioni sui rapporti patrimoniali fra i fidanzati nel diritto romano classico: ‘dose donatio’, «Iura» 29, 1978, 114-137.

 

[6] Cfr. E. Gintowt, Dictator Romanus, «RIDA» 2, 1949, 385-394; B. Łapicki, Le rôle du droit dans la Rome antique, «RIDA» 3, 1949, 7-39; Z. Lisowski, La prétendue contradiction entre C.4,21,17 et Inst. 3,23 pr., «RIDA» 5, 1950, 73-78; C. Kunderewicz, Evolution historique de la responsabilité des fonctionaires dans l’Égypte ptolémaďque, «RIDA» 4, 1957, 167-217; W. Litewski, Die römische Appellation in Zivilsachen, «RIDA» 12, 1965, 347-436; 13, 1966, 231-323; 14, 1967, 301-403; 15, 1968, 143-351; Ladmissibilité de la transaction en cours dappel dans la procédure civile romaine, «RIDA» 11, 1964, 233-253; Le dépôt irrégulier, «RIDA» 21, 1974, 215-262; 22, 1975, 279-315; M. Niziołek, Meaning of the Phrase ‘Liberi Naturales’ in Roman Law Sources up to Constantine’s Reign, «RIDA» 22, 1975, 317-344.

 

[7] Cfr. K. Kolańczyk, ‘Summa legum brevis, levis et utilis’ – monument mystérieux du droit romain médiéval, «BIDR» 78, 1975, 161-173; T. Giaro, Il limite della responsabilitŕ ‘ex cautione damni infecti’. Contributo allo studio della forza maggiore nel diritto romano classico, «BIDR» 78, 1975, 271-283; W. Litewski, Interesse des Auftraggebers des Dritten und des Beauftragten, «BIDR» 78, 1975, 193-243; W. Rozwadowski, Studi sul trasferimento dei crediti in diritto romano, «BIDR» 76, 1973, 11-170.

 

[8] Cfr. B. Łapicki, Les esclaves et les prolétaires romains et leurs conceptions juridiques, in Studi Arangio-Ruiz, I, Napoli 1953, 245-271; W. Osuchowskiego, Des études sur les modes dacquisition de la propriété en droit romain, in Studi Arangio-Ruiz, III, Napoli 1954, 37-50.

 

[9] Cfr. K. Kolańczyk, Stanislas Wróblewski, le «Papinien Polonais» et son «Précis de cours de droit romain», in Studi Volterra, VI, Milano 1971, 329-342; Kupiszewski, Quelques remarques sur le ‘parricidium’ dans le droit romain classique et postclassique, in Studi Volterra, IV, Milano 1971, 601-614; C. Kunderewicz, La protection des monuments d’architecture antique dans le Code Théodosien, in Studi Volterra, IV, cit., 137-153; W. Litewski, Das beneficium competentiae im römischen Recht, in Studi Volterra, IV, cit., 469-572.

 

[10] Cfr. R. Taubenschlag, Il diritto provinciale romano nel Libro Siro-Romano, in Atti del Congresso Nazionale di Studi Romani, V, Roma 1946, 84-97; W. Osuchowski, Notes critiques sur linterpretation du D. 19,3,1,1, in Atti del Congresso Internazionale di Diritto Romano e di Storia del Diritto, III, Verona 1948, 367-385; E. Gintowt, Les successeurs des rois ŕ Rome, in Atti del Congresso Internazionale di Diritto Romano e di Storia del Diritto, IV, Milano 1953, 43-61.

 

[11] Cfr A. Wiliński, Das römische Recht. Geschichte und Grundbegriffe des Privatrechts mit einem Anhang über Strafrecht und Strafprozess, Leipzig 1966; C. Kunderewicz ed., Sex. Iulii Frontini De aquaeductu urbis Romae, Leipzig 1973.

 

[12] Nel redigere il presente contributo ho attinto anzitutto alla bibliografia pubblicata in «CPH» e, per quanto riguarda gli scritti pubblicati all’estero alle rassegna bibliografica preparata da «Labeo» e «Iura». Ringrazio cordialmente tutti gli autori che hanno voluto aiutarmi, inviatomi elenchi bibliografici dei loro scritti.

 

[13] Nel presente elenco sono stati usate le seguenti abbreviazioni: «Acta UL» -- «Acta Universitatis Lodzensis», «Acta UNC» «Acta Universitatis Nicolai Copernici, Nauki Humanistyczno-Społeczne, Prawo» [Scienze Umanistiche e Sociale, Diritto]; «Acta UWr.» «Acta Universitatis Wratislaviensis, Prawo» [Diritto]; «Annales UMCS» «Annales Universitatis Mariae Curie-Skłodowska»; «BIDR» «Bullettino dell’Istituto di Diritto Romano»; «CPH» «Czasopismo Prawno-Historyczne» [Rivista di Storia del diritto]; «Eos» «Eos. Commentarii Societatis Philologae Polonorum»; «Index» «Index. Quaderni camerti di studi romanistici»; «Iura» «Iura. Rivista internazionale di diritto romano e antico»; «Labeo» «Labeo. Rassegna di diritto romano»; «OIR» – «Orbis Iuris Romani»; «PiP» «Państwo i Prawo» [Stato e diritto]; «PK» «Prawo Kanoniczne» [Diritto canonico]; «RHD» «Revue Historique de Droit Français et Étranger»; «RJ» «Rechtshistorisches Journal»; «SDHI» «Studia et Documenta Historiae et Iuris»;  «TR» – «Tijdschrift voor Rechtsgeschiedenis»; «ZSS» «Zeitschrift der Savigny-Stiftung für Rechtsgeschichte. Romanistische Abteilung»; «Zeszyty Prawn.» -- «Zeszyty Prawnicze» [Quaderni giuridici] [UKSW]; «ZN UJ» -- «Zeszyty Naukowe Uniwersytetu Jagiellońskiego» [Quaderni scientifici dell’Universitŕ Jagellonica].

 

[14] W. Bojarski, Prawo rzymskie [Diritto romano], Toruń 1994 (ed. 2 corretta e ampliata – 1999); W. Wołodkiewicz - M. Zabłocka, Prawo rzymskie. Instytucje [Diritto romano. Istituzioni], Warszawa 1996 ( ed. 2 – 1995, ed. 3 – 2001 e la traduzione vietnamita Luât la mă, Institutiones. Trad. vietnamita da GV. Lę Nęt, Ho Chi Minh 1999); A. Dębiński, Rzymskie prawo prywatne. Kompendium [Diritto romano privato. Compendio], Warszawa 2003.

 

[15] W. Litewski, Rzymskie prawo prywatne [Diritto romano privato], Warszawa 1990,  ed. 2 -- 1994, ed. 3 – 1995, ed. 4 – 1999 ed. 5 – 2003; C. Kunderewicz, Rzymskie prawo prywatne, Łódź 1982, ed. 2 –  1995; E. Szymoszek - I. Żeber, Rzymskie prawo prywatne, Wrocław 1991, ed. 2 – 1995, ed. 3 – 1998; M. Żołnierczuk, Zarys prawa rzymskiego, Lublin 1998; W. Rozwadowski, Prawo rzymskie. Zarys wykładu wraz z wyborem źródeł, Warszawa 1991, ed. 2 – Poznań 1996; K. Kolańczyk, Prawo rzymskie, ed. 5 attualizzata da J. Kodrębski, Warszawa 1997; M. Kuryłowicz - A. Wiliński, Rzymskie prawo prywatne. Zarys wykładu, Kraków 1999; ed 2 – 2002.

 

[16] J. Kodrębski, Najnowsze podręczniki prawa rzymskiego, «CPH» 47, 1995 fasc. 1-2, 239-250.

 

[17] J. Sondel, Słownik łacińsko-polski dla prawników i historyków, Kraków 1997 (ed. 2 – 2001, CD – 2003)

 

[18] T. Dydyński, Słownik łacińsko-polski do źródeł prawa rzymskiego, Warszawa 1883.

 

[19] W. Litewski, Słownik encyklopedyczny prawa rzymskiego, Kraków 1998. Prima cfr. W. Wołodkiewicz (ed.), Prawo rzymskie. Słownik encyklopedyczny [Diritto romano. Dizionario enciclopedico], Warszawa 1986.

 

[20] W. Bojarski - W. Dajczak - A. Sokala, Verba iuris. Reguły i kazusy prawa rzymskiego, Toruń 1995; ed. 2 1999.

 

[21] M. Kuryłowicz, Słownik łacińskich terminów, zwrotów i sentencji prawniczych, Lublin 1995; Słownik terminów, zwrotów i sentencji prawniczych łacińskich oraz pochodzenia łacińskiego, Kraków 1998, ed. 2 – 2002. Cfr. anche J. Pieńkos, Rzymska myśl prawnicza. Aforyzmy - przysłowia, Warszawa 1999.

 

[22] Prawo rzymskie. Teksty źródłowe do ćwiczeń. Trad. dalla lingua lat. J. Rominkiewicz, E. Szymoszek, I. Żeber, Wrocław 1991, ed. 2 1994, ed. 3 – 1998; A. M. Wasyl - T. Palmirski, ‘Responsa prudentium’ – wybór tekstów źródłowych zawierających poglądy rzymskiej jurysprudencji, Kraków 2000; A. Kacprzak - J. Krzynówek - F. Longchamps de Bérier, Repetytorium z prawa rzymskiego, Warszawa 1995; T. Palmirski - R. Pabis - J. Reszczyński, Prawo rzymskie – repetytorium, Kraków 1999; A. Kacprzak - J. Krzynówek - F. Longchamps de Bérier - K. Urbanik, 565 zagadek z prawa rzymskiego, Warszawa 1999, ed. 2 – 2002; A. Kacprzak - J. Krzynówek, Prawo rzymskie. Pytania, kazusy, tablice, Warszawa 2002, Prawo rzymskie. Repetytorium, pod red. P. Święcickiej-Wystrychowskiej, Kraków 2003; Prawo rzymskie. Zestaw ćwiczeń dla studentów prawa, pod. red. P. Święcickiej-Wystrychowskiej - M. Araszkiewicza, Kraków 2003; T. Palmirski - J. Reszczyński, Prawo rzymskie. Praktyczny przewodnik do nauki przedmiotu, Kraków 2004; Prawo rzymskie. Repetytorium, pod red. P. Święcickiej-Wystrychowskiej, Kraków 2004. Cfr. anche M. Kuryłowicz, Repetytoria z prawa rzymskiego, «CPH» 56, 2004 fasc. 2, 393-402.

 

[23] Z. Służewska, Roman Law on the Internet, in Au-delŕ des frontičres. Mélanges Wołodkiewicz, II, Varsovie 2000, 895-905; Prawo rzymskie w Internecie, «Zeszyty Prawn.» 2, 2002 fasc. 1, 141-159.

 

[24] J. Sondel, Il ruolo del latino nella penetrazione del diritto romano in Polonia. I problemi delle contemporanee traduzioni di termini giuridici, in Atti del convegno internazionale «Il latino del diritto» (Perugia 8-10 ottobre 1992), Roma 1994, 353-360; Z rozważań o łacińsko-polskiej terminologii i leksykografii prawniczej, in Parlament, prawo, ludzie, Warszawa 1996, 267-272.

 

[25] M. i J. Zabłoccy, Ustawa XII Tablic. Tekst - tłumaczenie - objaśnienia, Warszawa 2000, ed. 2 – 2003.

 

[26] Prima traduzione di C. Kunderewicz, Gaius. Instytucje [Gaio. Istituzioni], Warszawa 1982.

 

[27] W. Rozwadowski, Gai Institutiones – Instytucje Gaiusa. Tekst i przekład, Poznań 2003.

 

[28] A. Tarwacka, Leges regiae, «Zeszyty Prawn.» 4, 2004 fasc. 1, 233-260.

 

[29] A. Tarwacka, O sprawiedliwości i prawie, «Zeszyty Prawn.» 3, 2003 fasc. 2, 357-370.

 

[30] A. Tarwacka, O początkach prawa i wszystkich urzędów oraz o następstwie prawników, «Zeszyty Prawn.» 3, 2003 fasc. 1, 197-242.

 

[31] A. Tarwacka, O ustawach, plebiscytach i zakorzenionych zwyczajach, «Zeszyty Prawn.» 4, 2004 fasc. 2, 267-285.

 

[32] A. Tarwacka, Aulus Gellius, Noce Attyckie, Księga XX rozdział I: Rozmowa prawnika Sextusa Caeciliusa i filozofa Favorinusa o Ustawie XII Tablic, «Zeszyty Prawn.» 2, 2002 fasc. 1, 161-179.

 

[33] A. Stępkowska, ‘De iure dotium’.XII tytuł V księgi Kodeksu Justyniańskiego. Tekst - tłumaczenie - komentarz, «Zeszyty Prawn.» 2, 2002 fasc. 2, 169-201.

 

[34] J. Rominkiewicz, V mowa IsajosaO spadku Dikajogenesa’, «Acta UWr.» 1247 Prawo 194, 1992, 3-16.

 

[35] J. Rominkiewicz, XII mowa Isajosa W obronie Eufiletosa’ «Acta UWr.» 1692 Prawo 240, 1994, 5-16.

 

[36] J. Rominkiewicz, Lizjaszowa Obrona w sprawie zabójstwa Eufiletosa’. (Kilka uwag na temat cudzołóstwa w prawach greckich) «Acta UWr.» 1771 Prawo 243, 1995, 5-22.

 

[37] W. Wołodkiewicz, Greckie wpływy na powstanie ustawy XII Tablic (na marginesie glosy Accursiusa do D.1,2,2,4), «PK» 37, 1994 nr. 3-4, 39-45; Les remarques dAccurse sur les origines grecques de la Loi des XII Tables, [in:] Collatio Iuris Romani, II, Amsterdam 1995, 643-646.

 

[38] M. Zabłocka, Ustawa XII tablic - rekonstrukcje doby Renesansu [La legge delle XII Tavole - ricostruzioni del Rinascimento], Warszawa 1998 e gli articoli Nowożytne próby rekonstrukcji Ustawy XII Tablic, «PK» 37, 1994 nr. 3-4, 5967; Leges duodecim tabularum secundum Hotomanum reconstrucatae, «CPH» 49, 1997 fasc. 1-2, 221-229; Ustawa XII tablic w Civilis Historia Iuris Aymarusa Rivalliusa, «Studia Iuridica» 34, 1997, 205-214; ‘Ius publicumUstawy XII Tablic według Oldendorpa, in Prawo wczoraj i dziś, Warszawa 2000, 425-433.

 

[39] W. Bojarski, Remarks on Textual Reconstruction in Roman Law, in Le droit romain et le monde contemporain. Mélanges ŕ la mémoire de Henryk Kupiszewski, Varsovie 1996, 83-89.

 

[40] M. Zabłocka, I problemi della ricostruzione delle fonti giuridiche romane nella scienza moderna, «Ius Antiquum» 1(3) 1998, 28-34; Czy w okresie Renesansu znano Instytucje Gaiusa? «Studia Iuridica» 37, 1999, 183-190; Le Istituzioni di Gaio erano conosciute nel Rinascimento?, in Au-delŕ des frontičres. Mélanges Wołodkiewicz, II, Varsovie 2000, 1105-1114.

 

[41] K. Ilski - W. Maciejewski, Technika redagowania Kodeksu Teodozjusza na tle ustawodawstwa antynestoriańskiego, «CPH» 48, 1996 fasc. 1-2, 31-45.

 

[42] W. Litewski, Jurysprudecja rzymska [La giurisprudenza romana], Kraków 2000.

 

[43] W. Rozwadowski, Nauczanie prawa w państwie rzymskim, «CPH» 55, 2003 fasc. 1, 9-28.

 

[44] A. Dębiński, Problematyka prawna w Divinae Institutiones Laktancjusza, «Roczniki Nauk Prawnych» 7, 1997, 137-151; Tematyka prawna w OktawiuszuMinucjusza Feliksa, in Profesorowi Janowi Kodrębskiemu in memoriam, Łódź 2000, 37-43

 

[45] M.H. Dyjakowska, Prawo rzymskie w poezji Publiusza Owidiusza Nazona, in Honeste vivere... Księga Bojarskiego, Toruń 2001, 39-64.

 

[46] B. Sitek, O prawnych aspektach Listu św. Pawła do Rzymian’, in Honeste vivere... Księga Bojarskiego, Toruń 2001, 195-211

 

[47] E. Szymoszek, Depuis la Bologne a nos temps, in Le droit romain et le monde contemporain. Mélanges ŕ la mémoire de Henryk Kupiszewski, Varsovie 1996, 249-257; Tradycja i postęp w twórczości glosatorów, in Z dziejów prawa, I, Katowice 1996, 13-23; Szkoła glosatorów w polskiej literaturze historycznoprawnej: poglądy Fryderyka Zolla (Starszego) i Stanisława Wróblewskiego, in Z dziejów prawa, II, Katowice 1999, 9-24; Szkoła glosatorów w polskiej literaturze historycznoprawnej II. Poglądy Michała Staszkowa, in Z dziejów prawa, III, Katowice 2002, 11-24; Szkoła glosatorów w polskiej literaturze historycznoprawnej. Poglądy Michała Staszkowa. Część II, in Z dziejów prawa, IV, Katowice 2003, 9-23; Szkoła glosatorów w polskiej literaturze historycznoprawnej. Poglądy Henryka Kupiszewskiego, «Acta UWr.» 2501 Prawo 285, 2003, 73-83.

 

[48] R. Wojciechowski, ‘Societas w twórczości glosatorów i komentatorów, Wrocław 2002 e articoli Sposoby zakończenia bytu prawnego „societas” w trzech summach do kodeksu, «Acta UWr.» 1953 Prawo 256, 1997, 11-17; Kilka uwag o spółkach w europejskiej tradycji prawnej, «Acta UWr.» 2294 Prawo 273, 2001, 27-48; Spółki pomiędzy rolnikami według komentatorów, in Wieś i chłopi, Wrocław 2002, 17-27; Rozwiązanie i likwidacja spółki według komentatorów, «Acta UWr.» 2367 Prawo 276, 2002, 27-59.

 

[49] J. Krzynówek - W. Wołodkiewicz, ‘Mos italicus, mos gallicus iura docendi - uwagi wprowadzające, in Przez tysiąclecia: państwo - prawo - jednostka, III, Katowice 2001, 191-198.

 

[50] W. Bojarski, Droit romain comme matičre de l’enseignement en Pologne au XVIe sičcle, in Profesorowi Janowi Kodrębskiemu in memoriam, Łódź 2000, 9-25.

 

[51] J. Sondel, Prawo rzymskie w dokumentach Akademii Krakowskiej, in Dawne prawo i myśl prawnicza, Kraków 1995, 171-181; Nadanie szlachectwa profesorom Uniwersytetu Krakowskiego przez Zygmunta I, «Krakowskie Studia Prawnicze» 24, 1991, 111-129; Bonifacy Garycki profesor prawa rzymskiego UJ z przełomu XVIII i XIX wieku, in Myśl polityczna, Kraków 2000, 377-393; Bonifacy Garycki, in Złota Księga Wydziału Prawa i Administracji UJ, Kraków 2000, 105-111; Sądownictwo nad scholarami Akademii Krakowskiej, in Historia integra, Toruń 2001, 249-272; Dzieje Katedry Prawa Rzymskiego Uniwersytetu Jagiellońskiego w czasach I Rzeczypospolitej, in Dziedzictwo prawne XX wieku, Kraków 2001, 169-216; Prawo rzymskie na Uniwersytecie Jagiellońskim od reformy Kołłataja do 1945 roku, in Studia z historii ustoju i prawa, Poznań 2002, 347-381; Prawo rzymskie na Uniwersytecie Krakowskim w okresie Oświecenia, in Z dziejów kultury prawnej, Warszawa 2004, 225-256.

 

[52] M. Kuryłowicz, Prawo rzymskie oraz prawo kanoniczne w programie studiów prawniczych Akademii Zamojskiej, in Akademia Zamojska i jej tradycje, Zamość 1994, 35-48; Das römische Recht an der Akademie zu Zamość, in Le droit romain et le monde contemporain. Mélanges ŕ la mémoire de Henryk Kupiszewski, Varsovie 1996, 183-191; Z badań nad Akademią Zamojską, in Studia z historii państwa, prawa i idei, Lublin 1997, 205-215; Nauczanie prawa w Akademii Zamojskiej w świetle wybranych tekstów źródłowych, in Pomniki prawa doby Renesansu w Europie Środkowo-Wschodniej. Łacina w Polsce, fasc. 7-9, Warszawa 1999, 191-248.

 

[53] M. Kuryłowicz, Rozprawa Jana Zamoyskiego o senacie rzymskim, «Annales UMCS» Sec. F Hist. 49, 1994, 139-157; Studien von Jan Zamoyski über den römischen Senat (in collaborazione con W. Witkowski), «OIR» 4, 1998, 45-69.

 

[54] M. Kuryłowicz, Prawo rzymskie w rozprawie Jana Zamoyskiego (De senatu romano libri duo), «PK» 39, 1994 nr. 3-4, 68-83; Prawo rzymskie w studiach i koncepcjach akademickich Jana Zamoyskiego, in W kręgu akademickiego Zamościa, Lublin 1996, 95-112.

 

[55] M. Kuryłowicz - W. Witkowski, Rozprawa Jana Zamoyskiego «O senacie rzymskim». Tekst łaciński, przekład oraz komentarz historyczno-prawny, Lublin 1997.

 

[56] M. Dyjakowska, Prawo rzymskie w Akademii Zamojskiej w XVIII wieku [Il diritto romano all’Accademia di Zamość del Settecento], Lublin 2000 e articoli Rozprawa doktorska Walentego Macieja Teppera z zakresu rzymskiego prawa spadkowego, «Roczniki Nauk Prawnych» 9, 1999 fasc. 1, 5-42; Badania porównawcze nad Corpus Iuris Civilis i ustawodawstwami obcymi w pracach profesorów Akademii Zamojskiej, in Starożytne kodyfikacje prawa, Lublin 2000, 153-186; Promocje doktorskie z obojga praw w Akademii Zamojskiej w XVIII wieku, in Plenitudo Legis Dilectio, Lublin 2000, 103-119; The Publications of the Professors of Zamość Academy on Roman Law in the Eighteenth Century, «OIR» 6, 2001, 29-46; Comparative research on Corpus Iuris Civilis in dissertations of professor’s of Academy of Zamość, «Review of Comparative Law» 8, 2003, 191-215; Wielokulturowość środowiska prawniczego ordynacji zamojskiej w okresie przedrozbiorowym, in Wielokulturowość polskiego pogranicza, Białystok 2003, 211-230.

 

[57] J. Dmowski, Nauczanie prawa rzymskiego w Gdańsku od XVII do XIX wieku, «Gdańskie Studia Prawnicze» 1, 1997, 63-65.

 

[58] P. Niczyporuk, Nauczanie prawa rzymskiego w Akademii Wileńskiej, in Wielokulturowość polskiego pogranicza, Białystok 2003, 145-162; Promocje doktorskie obojga praw w Akademii Wileńskiej, in Miscellanea historico-iuridica, II, Białystok 2004, 17-31.

 

[59] J. Sondel, Elementy romanistyczne w prawie karnym Polski przedrozbiorowej, «PK» 37, 1994 nr. 3-4, 101-116; Elementy prawa rzymskiego w miejskim prawie karnym w dawnej Polsce, in Profesorowi Janowi Kodrębskiemu in memoriam, Łódź 2000, 375-398; Kodeks Justyniana jako podstawa prawna w postępowaniu sądowym o crimen laesae maiestatis w osiemnastowiecznej Polsce, «Nowy Filomata» 4, 2000 nr. 2, 143-147; Prawo rzymskie jako podstawa projektów kodyfikacyjnych w dawnej Polsce, «Zeszyty Prawn.» 1, 2001, 47-69; Il diritto romano quale basi dei progetti di codificazione nell’antica Polonia, in Roman Law as Formative of Modern Legal Systems. Studies Litewski, II, Kraków 2003, 137-150.

 

[60] J. Sondel, Paweł Kuszewicz i jego tłumaczenie rewizji nowomiejskiej prawa chełmińskiego, in Historia prawa - Historia kultury, Poznań 1994, 263-289.

 

[61] J. Reszczyński, ‘SigismundinaMacieja Śliwnickiego. Uwagi o genezie dzieła, technice wprowadzania norm i interesie państwa jakoratio legis’, in Honeste vivere... Księga Bojarskiego, Toruń 2001, 549-570

 

[62] W. Wołodkiewicz, Affaire Hulot. Traduction du “Corps de droit civil” en français au XVIIIe sičcle, «RHD» 73, 1995 nr. 3, 333-347; Obraz systemu prawnego Polski w Encyklopedii Diderota, in Parlament, prawo, ludzie, Warszwa 1996, 346-350; Il rapporto al diritto romano in Polonia nel Settecento di fronte alla tradizione repubblicana nella Repubblica Polacca, in Polonia 1795 - Venezia 1797. Morte ed ereditŕ di due repubbliche, Warszawa 2002; Ignacego Krasickiego dialog Demostenesa z Cyceronem, in Z dziejów prawa, Warszawa 2004, 573-584.

 

[63] I. Jakubowski, Władysław Holewiński wobec tradycji prawa rzymskiego, in Studia z historii prawa i myśli politycznej, Łódź 1994, 43-54; Kilka uwag o działalności Tadeusza Czackiego jako prawnika, in Profesorowi Janowi Kodrębskiemu in memoriam, Łódź 2000, 71-79; Tadeusz Czacki – Jurist, Rechtshistoriker oder Antiquitätensammler, in Au-delŕ des frontičres. Mélanges Wołodkiewicz, I, Varsovie 2000, 343-354; Kilka uwag o Janie Wincentym Bandtke – znanym czy może zapoznanym historyku prawa i romaniście, in Honeste vivere... Księga Bojarskiego, Toruń 2001, 65-73; Romanistyczne akcenty w twórczości Tadeusza Czackiego w związku z 200-leciem ukazania się tomu I ‘O litewskich i polskich prawach’, in Przez tysiąclecia: państwo - prawo - jednostka, II, Katowice 2001, 60-68. Cfr anche S. Salmonowicz, Observations sur les recherches concernant le droit romain en Pologne du XVIIIe sičcle (1697-1815), in Le droit romain et le monde contemporain. Mélanges ŕ la mémoire de Henryk Kupiszewski, Warszawa 1996, 243-248.

 

[64] J. Bardach, Geneza romanizacji II Statutu litewskiego, in Dawne prawo i myśl prawnicza, Kraków 1995, 191-206; La Romanité dans les codifications lituaniennes a l’époque de la Renaissance, in Le droit romain et le monde contemporain. Mélanges ŕ la mémoire de Henryk Kupiszewski, Warszawa 1996, 69-81; Wpływ prawa rzymskiego na Statuty litewskie oraz ich oddziaływanie na kraje sąsiednie, «Lithuania» 1997 fasc. 1-2, 12-25; Statuty litewskie a prawo rzymskie, in Łacina w Polsce 1999 fasc. 7-9, 9-165; Statuty litewskie a prawo rzymskie, Warszawa 1999.

 

[65] S. Godek, Elementy prawa rzymskiego w III Statucie litewskim (1588), Warszawa 2004 e articoli Prawo rzymskie w dawnej Rzeczypospolitej. Przegląd stanu badań, «CPH» 53, 2001 fasc. 2, 27-84; Wpływ prawa bizantyjskiego na opiekę w Ruskiej Prawdzie i w I Statucie litewskim, «Zeszyty Prawn.» 1, 2001, 123-149; Kilka uwag o badaniach nad romanizacją Statutów litewskich, «Zeszyty Prawn.» 2, 2002 fasc. 2, 71-81; Spór o znaczenie prawa rzymskiego w dawnej Rzeczypospolitej, «CPH» 54, 2002 fasc. 1, 105-141; Subsidiarnaja rol rimskogo prawa w III Litowskom Statute 1588 goda, in Forum Romanum, Moskwa 2003, 168-173; Pierwiastki romanistyczne w prawie spadkowym I Statutu Litewskiego, «Zeszyty Prawn.» 3, 2003 fasc. 2, 273-297; Elementy romanistyczne w III Statucie Litewskim (1588), in Wielokulturowość polskiego pogranicza, Białystok 2003, 133-143.

 

[66] J. Zabłocki, ‘Si morbus aevitasve vitium escit’, «PK» 37, 1994 nr. 3-4, 47-57; Talion w świetle Noctes Atticae Aulusa Gelliusa, «PK» 38, 1995 nr. 3-4, 231-244; ‘Iudex qui iuravit sibi non liquere, «PK» 39, 1996 nr. 3-4, 215-226; Appunti sull’ officium iudicisnelle Noctes Atticae’, in Au-delŕ des frontičres. Mélanges Wołodkiewicz, II, Varsovie 2000, 1115-1126; Postępowanie egzakucyjne w Ustawie XII Tablic, in Czynić sprawiedliwość w miłości, Warszawa 2001, 310-334.

 

[67] J. Zabłocki, Rozważania o procesie rzymskim w «Noctes Atticae» Aulusa Gelliusa [Discorsi sul processo romano in Noctes Atticae di Aulo Gellio], Warszawa 1999.

 

[68] W. Rozwadowski, ‘Exceptiones tutoriaeund curatoriae’, in Au-delŕ des frontičres. Mélanges Wołodkiewicz, II, Varsovie 2000, 803-818.

 

[69] W. Litewski, Zwischenbescheide im römischen Proceß, «RIDA» 44, 1997, 155-291.

 

[70] W. Litewski, Suspensiveffekt binnen der Frist zur Appellationseinlegung, «ZSS» 113, 1996, 377-381.

 

[71] W. Litewski, Schiedsgerichtsbarkeit nach den ältesten ordines iudiciarii’, in Vom mittelalterlichen Recht zur neuzeitlichen Rechtswissenschaft, Pederborn-München-WienZurüch 1994, 193-206; Das Problem der Bindung des römischen Schiedsrichters durch das materielle Recht, in Iurisprudentia universalis, Köln-Weimar-Wien 2002, 409-416.

 

[72] W. Litewski, Das Vorhandensein der ‘formula in ius concepta’ mit der ‘bona-fides’-Klausel bei der Leihe, «RIDA» 45, 1998, 287-319; Das Bestehen der’formula in ius concepta’ mit der ‘bona-fides’-Klausel beim Pfand, «Labeo» 45, 1999, 183-192.

 

[73] W. Litewski, Die Ablehnung (‘recusatio’) des Richters im römischen Recht, «TR» 67, 1999, 39-56.

 

[74] W. Litewski, Das Problem der Aufrechnungszulässigkeit bei der Verwahrung und der Leihe, «OIR» 5, 1999, 134-141.

 

[75] W. Litewski, ‘Non numerata pecunia im klassischen römischen Recht, «SDHI» 60, 1994, 405-456.

 

[76] W. Litewski, Zu D. 24,3,17,2, «ZSS» 115, 1998, 409-413.

 

[77] W. Litewski, Der Zeitpunkt für die Widerklageerhebung nach justinianischem Novellenrecht, «SDHI» 63, 1997, 495-498; Mündliche Klage und Klagenschrift in den ältestenordines iudiciarii’, in Wirkungen europäischer Rechtskultur, München 1997, 667-686.

 

[78] W. Litewski, Der römisch-kanonische Zivilprozeß nach den älteren ‘ordines iudiciarii’, I-II, Kraków 1999.

 

[79] W. Mossakowski, ‘Iudicium domesticum w okresie republiki rzymskiej, in Rodzina w społeczeństwach antycznych i wczesnym chrześcijaństwie, Bydgoszcz 1995, 85-95.

 

[80] B. Sitek, ‘Actiones populares w prawie rzymskim na przełomie republiki i pryncypatu [Actiones populares in diritto romano a cavallo della repubblica e principato], Szczecin 1999.

 

[81] R. Wojciechowski, Uwagi o pojęciu actioi jego interpretacji, in W kręgu dziejów wymiaru sprawiedliwości, Wrocław 2000, 7-16.

 

[82] W. Mossakowski, Elementy publicznoprawne rzymskich skarg cywilnych, in Honeste vivere... Księga Bojarskiego, Toruń 2001, 133-138.

 

[83] A. Szymańska, ‘Actio civilis in factum’ - ‘actio praescriptis verbisw responsach Labeona, «Studia Iuridica» 41, 2003, 293-306.

 

[84] F. Longchamps de Bérier, Zakaz nadużywania własnego prawa - male nostro iure uti non debemus’, in Łacińskie paremie w europejskiej kulturze prawnej i orzecznictwie sądów polskich, Warszawa 2001, 127-151.

 

[85] J. Urbanik, ‘Auctorati i auctoratio w prawie rzymskim, «CPH» 47, 1995 fasc. 1-2, 155-170.

 

[86] J. Zabłocki, ‘Postumus w «Noctes Atticae» Aulusa Gelliusa, «PK» 40, 1997 nr. 1-2, 255-262.

 

[87] P. Niczyporuk, Rimskaja juridiczeskaja terminologija, primenjaemaja dlja opredelenija zaczatogo mladenca (‘nasciturus’), in Forum Romanum, Moskwa 2003, 75-79.

 

[88] E. Żak, Polityka prawna wobec marnotrawców (prodigi) w republice rzymskiej, in Pravo i sovremiennost’, Mińsk 1998, 201-208; The Historical Development of Roman Guardianship of a Spendthrift (‘cura prodigi’), in Au-delŕ des frontičres. Mélanges Wołodkiewicz, II, Varsovie 2000, 1133-1156

 

[89] F. Longchamps de Bérier, Kilka uwag o powodach ograniczania marnotrawców w zarządzaniu własnymi dobrami, in Honeste vivere... Księga Bojarskiego, Toruń 2001, 111-118.

 

[90] J. Misztal-Konecka, Status prawny westalek w starożytnym Rzymie, «Prawo-Administracja-Kościół» 2000, nr. 2-3, 101-123.

 

[91] M. Krawczyk, Pozycja prawna i status społeczny westalki, in Honeste vivere...  Księga Bojarskiego, Toruń 2001, 75-88.

 

[92] A. Kacprzak, ‘Ratihabitionel diritto romano classico, Napoli 2002 e articoli: ‘Ratihabitioi mandatum’, «Studia Iuridica» 36, 1998, 29-56; ‘Ratihabitioe iussum’, «Ius antiquum» 1(3), 1998, 85-92; ‘Ratihabitioi wola przyjęcia spadku, «Studia Iuridica» 37, 1999, 61-73; ‘In maleficio ratihabitio mandato comparatur’, in Au-delŕ des frontičres. Mélanges Wołodkiewicz, I, Varsovie 2000, 355-364; Charakter prawny zatwierdzenia cudzych działań (‘ratihabitio’) w rzymskim prawie prywatnym, «Studia Iuridica» 41, 2003, 103-130.

 

[93] M. Wójcik, Fundacje dobroczynne w rzymskim prawie poklasycznym [Fondazioni di beneficenza nel diritto romano classico], Lublin 2003 e articoli: Pojecie i typy fundacji w prawie rzymskim, «Roczniki Nauk Prawnych» 10, 2000 fasc. 1, 17-38; Tworzenie fundacji dobroczynnych (‘piae causae’) w drodze rozporządzeń testamentowych w prawie justyniańskim, «Prawo-Administracja-Kościół» 2001 nr. 2-3, 271-292.

 

[94] E. Kowalczyk, Rozwój podmiotowości prawnej organizacji koscielnych od I do VI wieku n.e., in Studia z historii ustroju prawa, Poznań 2002, 107-116.

 

[95] B. Sitek, ‘Tres facere existimat collegium’, «Studia Prawnoustrojowe» 1, 2002, 21-34.

 

[96] W. Wołodkiewicz, Nieznajomość prawa szkodzi (u źródeł zasady ignorantia iuris nocet’), in Prawo wczoraj i dziś, Warszawa 2000, 397-410; Nieznajomość prawa szkodzi. U źródeł zasadyignorantia iuris nocet’, in Łacińskie paremie w europejskiej kulturze prawnej i orzecznictwie sądów polskich, Warszawa 2001, 109-126. ‘Lex retro non agit’, in Łacińskie paremie w europejskiej kulturze prawnej i orzecznictwie sądów polskich, Warszawa 2001, 153-192; ‘Lex retro non agit’. Sformułowanie w polskiej doktrynie prawniczej, «Zeszyty Prawn.» 1, 2001, 103-122; ‘Lex retro non agit’. Un brocardo nella giurisprudenza polacca, in Iuris vincula. Studi Talamanca, VIII, Napoli 2001, 465-477; Retroattivitŕ nel diritto romano e nei diritti odierni, «Ius antiquum» 1(8), 2001, 137-143.

 

[97] F. Longchamps de Bérier, ‘Nec stultis solere succurri’, in Au-delŕ des frontičres. Mélanges Wołodkiewicz, I, Varsovie 2000, 469-475.

 

[98] F. Longchamps de Bérier, Nadużycie prawa w świetle rzymskiego prawa prywatnego [Abuso del diritto alla luce del diritto romano privato], Wrocław 2004; Nadużycie prawa - u początków problemu, in Nadużycie prawa, Warszawa 2003, 45-48.

 

[99] M. Kuryłowicz, Historyczne początki notariatu europejskiego, in Księga pamiątkowa I Kongresu Notariuszy Rzeczypospolitej Polskiej, Kluczbork 1994, 93-113; Debuts historiques du notariat europeen, «Le Gnomon. Revue Internationale d’Histoire du Notariat» 93, 1994, 12-19; Rzymskie przepisy o dokumentach i czynnościach notarialnych. (Z historii notariatu), «Rejent» 6, 1996 nr. 4-5, 34-44; Notariat w europejskiej kulturze prawnej, in II Kongres Notariuszy Rzeczypospolitej Polskiej, Poznań-Kluczbork 1999, 135-156; Z historiografii notariatu w Polsce, «Rejent» 9, 1999 nr. 8, 66-77; Z badań nad historią notariatu łacińskiego w Europie, in Prawo - administracja - gospodarka w procesie transformacji ustrojowej Rzeczypospolitej Polskiej, Przemyśl 2001, 444-459.

 

[100] J. Zabłocki, Rodzina rzymska w świetle «Noctes Atticae» Aulusa Gelliusa, in Rodzina w społeczeństwach antycznych i wczesnym chrześcijaństwie, Bydgoszcz 1995, 45-57; The Image of a Roman Family in «Noctes Atticae» by Aulus Gellius, «Pomoerium» 2, 1996, 47-58.

 

[101] J. Zabłocki, Zgoda małżeńska w prawie rzymskim, in Honeste vivere... Księga Bojarskiego, Toruń 2001, 303-312.

 

[102] B. Sitek, Koncepcja małżeństwa w rzymskim prawie klasycznym a kultura prawna Europy. Uwagi o małżeństwie w oparciu o tekst Modestyna D.23.2.1, «CPH» 50, 1998 fasc. 1, 11-29; Trwałość i nierozerwalność małżeństwa. Ze studiów nad małżeństwem w prawie rzymskim, kanonicznym Kościoła katolickiego i polskim prawie cywilnym [Durevolezza e indissollubilitŕ del matrimonio. Studi sul matrimonio nel diritto romano, canonico della Chiesa cattolica e del diritto civile polacco], Olsztyn 2002.

 

[103] Paczkowska Aleksandra, Zasada swobody małżeństw w prawie rzymskim. Kilka uwag na temat C. 8,38 (39),2, «Gdańskie Studia Prawnicze» 10, 2003, 83-101.

 

[104] E. Gajda, ‘Adulterium a trwałość małżeństwa we wczesnym Kościele, in Rodzina w społeczeństwach antycznych i wczesnym chrześcijaństwie, Bydgoszcz 1995, 265-279.

 

[105] M. Zabłocka, Osoba ludzka a ius trium liberorum’, «PK» 40 1997 nr. 1-2, 249-254.

 

[106] A. Tarwacka, Rozwód Carviliusa Rugi. Czy naprawdę pierwszy? «CPH» 54, 2002 fasc. 1, 301-308; ‘Ei foras, mulier’, czyli rozwód w komediach Plauta, «Zeszyty Prawn.» 4, 2004 fasc. 1, 7-26.

 

[107] J. Urbanik, Kilka uwag na temat domniemanych interpolacji justyniańskich, in Honeste vivere... Księga Bojarskiego, Toruń 2001, 269-278; D. 24.2.4: ...patrem tamen eius nuntium mittere posse... - l’influsso della volontŕ del divorzio dei sottoposti, in ‘Euergesias charin’, Warsaw 2002, 293-336.

 

[108] P. Niczyporuk, Żałoba i powtórne małżeństwo wdowy w prawie rzymskim, Białystok 2002 e articoli: Powtórne małżeństwo wdowy w okresie ‘tempus lugendi’ w epoce archaicznej prawa rzymskiego, in ‘Honeste vivere’... Księga Bojarskiego, Toruń 2001, 139-149; Warunek pozostania we wdowieństwie w prawie rzymskim, in Przez tysiąclecia: państwo - prawo - jednostka, III, Katowice 2001, 199-214; Wiederheirat einer Witwe während des ‘tempus lugendi’ im altrömischen Recht, «OIR» 7, 2002, 76-89.

 

[109] M. Kuryłowicz, Marcus Tullius Cicero o rzymskiej adopcji, in Historia et Ius, Lublin 1998, 253-263; Zasada adoptio naturam imitatur’ w prawie rzymskim, in Plenitudo legis dilectio, Lublin 2000, 149-157; Kontynuacja rodziny w państwie i prawie rzymskim okresu republiki, in Divina et humana, Lublin 2001, 125-133. Bemerkungen zum Prinzip ‘adoptio naturam imitatur’ im römischen Recht, in Roman Law as Formative of Modern Legal Systems. Studies Litewski, I, Kraków 2003, 279-289.

 

[110] W. Litewski, Hauskinder im römischen Verwahrungsverhältnis, in Status familae, München 2001, 251-260.

 

[111] F. Longchamps de Bérier, Niektóre przykłady nadużycia prawa w rzymskim prawie prywatnym: władza ojcowska, «CPH» 53, 2001, 159-167; Niektóre przykłady nadużycia prawa w rzymskim prawie prywatnym – władza ojcowska, in Przez tysiąclecia: państwo - prawo - jednostka, II, Katowice 2001, 11-19.

 

[112] J. Rominkiewicz, Adopcja i dziedziczenie w mowach Isajosa [L’adozione e successione nelle orazioni di Isaios], Wrocław 1995; Opieka nad męskimi pupilami w prawie ateńskim [Tutela dei pupilli maschi nel diritto ateniese], Wrocław 2003.

 

[113] J. Rominkiewicz, Problem opieki nad rodzicami w prawodawstwie ateńskim, «Meander» 45, 1990 nr. 7-9, 151-157; Kompetencje w zakresie wyznaczenia opiekuna w klasycznym prawie ateńskim, «Acta UWr.» 1953 Prawo 256, 1997, 5-10; Opieka testamentowa i ustawowa nad męskimi pupilami w prawie ateńskim, «Acta UWr.» 2070 Prawo 261, 1998, 5-18; Pojęcie kakosis i odpowiedzialność z jej tytułu w prawie ateńskim, «Acta UWr.» 2144 Prawo 264, 1999, 5-23; Obowiązki opiekuna związane z opieką nad osobą pupila w prawie ateńskim, «Acta UWr.» 2213 Prawo 270, 2000, 7-32; La tutelle des mineurs et des femmes dans les épopées d’Homčre, in Au-delŕ des frontičres. Mélanges Wołodkiewicz, II, Varsovie 2000, 787-792; Odpowiedzialność spadkobierców opiekuna wobec jego wychowanków w prawie ateńskim, in Honeste vivere... Księga Bojarskiego, Toruń 2001, 571-579; ‘Dike epitropes’, «Acta UWr.» 2294 Prawo 273, 2001, 7-26; Opieka polis ateńskiej nad osieroconymi w działanach wojennych oraz wojnie domowej z oligarchami, «Acta Uwr.» 2367 Prawo 276, 7-26; Niepoczytalność i jej skutki w prawie ateńskim, «Acta UWr.» 2501 Prawo 285, 2003, 21-42.

 

[114] R. Pankiewicz, Tzw. leges regiae a problematyka rodziny rzymskiej w epoce archaicznej, in Rodzina w społeczeństwach antycznych i wczesnym chrześcijaństwie, Bydgoszcz 1995, 59-84.

 

[115] J. Jundziłł, Rodzina rzymska w czasach prosperity i przemian ideowych II wieku: Apulejusz, Fronton, Marek Aureliusz i Tertulian, Bydgoszcz 1996.

 

[116] W. Suder, ‘Sexagenario de ponte’. Ludzie starzy w rodzinie i społeczeństwie rzymskim w świetle prawa. Parę uwag i opinii, in Starożytny Rzym we współczesnych badaniach, Kraków 1994, 319-328; ‘Sexagenario de ponte. Statut juridique des vieillesses dans la famille et dans la société romaine. Quelques remarques et opinions, «RIDA» 42 ser.3, 1995, 393-403.

 

[117] J. Iluk, Małżeństwo w okowach prawa i Kościoła. Z dziejów późnorzymskiego społeczeństwa, «Przegląd Religioznawczy» 1994 nr. 2, 3-28.

 

[118] W. Bojarski, Unifikacja praw dzierżaw wieczystych w prawie rzymskim, « PK» 37, 1994 nr. 3-4, 117-131; Bodenrechtliche Verhältnisse im Römischen Reich (4. bis 5. Jh.), in Au-delŕ des frontičres. Mélanges Wołodkiewicz, I, Varsovie 2000, 113-129.

 

[119] M. Krasoń, Z badań nad prawami i obowiązkami superficjariusza, «Białostockie Studia Prawnicze» 2, 1994, 21-43.

 

[120] A. Pikulska-Robaszkiewicz, Rzymska struktura agrarna w świetle doktryny ‘agrimensores’, in Studia z historii prawa i myśli politycznej, Łódź 1994, 3-14; Mierniczowie rzymscy i ich formacja intelektualna, in Symbolae historico-iuridicae Lodzienses Iulio Bardach dedicatae, Łódź 1997, 166-174.

 

[121] J. Krzynówek, ‘Precarium a klientela, «Przegląd Historyczny» 84, 1993 fasc. 4 (ed. 1994), 427-432.

 

[122] W. Dajczak, Geneza określeniares incorporalis w prawie rzymskim, in Studia z historii ustroju i prawa, Poznań 2002, 41-56; Der Ursprung der Wendungres incorporales im römischen Recht, «RIDA» 50, 2003, 97-117.

 

[123] J. Sondel, Własność prywatna w prawie rzymskim, in Własność prywatna, Kraków 1993, 19-22.

 

[124] M. Kuryłowicz, Wolność i własność (tezy komunikatu), in Jednostka wobec działań administracji publicznej, Rzeszów 2001, 243-246.

 

[125] T. Giaro, Die Fiktion des eigentlichen Eigentümers, in Au-delŕ des frontičres. Mélanges Wołodkiewicz, I, Varsovie 2000, 277-302.

 

[126] F. Longchamps, Posiadanie a własność - nad uwagami św. Tomasza, «Zeszyty Prawn.» 2, 2002 fasc. 2, 59-72; Kilka uwag o własności (na marginesie badań nad nadużyciem prawa w rzymskim prawie prywatnym), «Zeszyty Prawn.» 3, 2003 fasc. 2, 195-210.

 

[127] W. Wołodkiewicz, Riflessioni odierne della proprietŕ romana, in Giovanni Paolo II le vie della giustizia. Itinerari per il terzo millennio. Omaggio dei giuristi a Sua Santitŕ nel XXV anno di Pontificato, Roma 2003, 591-593.

 

[128] J. Krzynówek, Uwagi dousucapio lucrativaG. 2.52-61, «Studia Iuridica» 41, 2003, 153-163.

 

[129] M. Kuryłowicz, Zasada superficies solo cedit w rozwoju historycznym, in Obrót nieruchomościami w praktyce notarialnej, Kraków 1997, 79-92.

 

[130] R. Świrgoń-Skok, Odstępstwa od zasady superficies solo cedit’. (Uwagi historyczno-prawne), «Zeszyty Naukowe Uniwersytetu Rzeszowskiego. Prawo» 1, 2003, 383-400.

 

[131] E. Żak, ‘Actio hypothecariaczyli windykacja zastawu, in Honeste vivere... Księga Bojarskiego, Toruń 2001, 313-323

 

[132] I. Szpringer, Zastaw na zabezpieczenie wierzytelności terminowej, warunkowej i przyszłej w świetle prawa rzymskiego, in Honeste vivere... Księga Bojarskiego, Toruń 2001, 245-255.

 

[133] T. Giaro, Nießbrauchslegate zugunsten gemeinsamer Sklaven, in Roman Law as Formative of Modern Legal Systems. Studies Litewski, I, Kraków 2003, 101-114.

 

[134] J. Reszczyński, ‘Erogare ederogatio nelle fonti del diritto romano, in Au-delŕ des frontičres. Mélanges Wołodkiewicz, II, Varsovie 2000, 743-763.

 

[135] W. Litewski, Zinsen als Zivilfrüchte? [in:] Iuris vincula. Studi Talamanca, V, Napoli 2001, 3-20.

 

[136] W. Dajczak, La funzione della espressione ex bona fidenella Lex Rubria de Gallia Cisalpina’, «RIDA» 43, 1996, 133-144; L’uso della locuzionebona fides’ nei giuristi romani classici per la valutazione del valore vincolante degli accordi contrattuali, «RIDA» 44, 1997, 71;84; Erklärungen römischer Juristen zur Funktion der Wendung ex fide bonain Klageformeln, «RIDA» 46, 1999, 219-242; Luso della locuzione bona fidesnei giuristi romani del periodo classico per la valutazione della diligenza delladempimento del contratto. Unesperienza ispiratrice, in Au-delŕ des frontičres. Mélanges Wołodkiewicz, I, Varsovie 2000, 185-196; Użycie zwrotu bona fides przez jurystów rzymskich przy ocenie mocy wiążącej postanowień kontraktowych, in Profesorowi Janowi Kodrębskiemu in memoriam, Łódź 2000, 27-36; Die Wendung bona fidesim Schuldrecht der römischen Kaiserkonstitutionen, «OIR» 6, 2000, 7-28: Pojęcie bona fidesw konstytucjach Dioklecjana dotyczących prawa kontraktów, in Honeste vivere... Księga Bojarskiego, Toruń 2001, 29-37; La libertŕ di applicazione della clausola generale della buona fede: osservazioni sulla prospettiva del diritto romano, in Il ruolo della buona fede oggettiva nell’esperienza giuridica storica e contemporanea, I, Milano 2003, 409-427.

 

[137] W. Dajczak, Zwrotbona fidesw rozstrzygnięciach dotyczących kontraktów u prawników rzymskich okresu klasycznego [La espressione bona fides nelle decisioni contrattuali dei giuristi romani], Toruń 1998.

 

[138] A. Pikulska-Robaszkiewicz, Favor debitoris? «PK» 40, 1997 nr. 1-2, 281-287.

 

[139] F. Gallo, Negotiatio e mutamenti giuridici nel mondo romano, Palermo 1992.

 

[140] J. Krzynówek, Prawo handlowe Rzymian, «Przegląd Handlowy» 1994 nr. 7-8, 37-41.

 

[141] Niczyporuk Piotr - Talecka Aniela, Czynności bankowe w starożytnym Rzymie a współczesne polskie prawo bankowe, in Pieniądz i banki (tezauryzacja, obieg pieniężny, bankowość) - wspólnota dziejów, Warszawa 2002, 17-26.

 

[142] W. Litewski, Die Personen des römischen Verwahrungsverhältnisses, «RIDA» 47, 2000, 235-349.

 

[143] J. Zabłocki, ‘Ex fide bona nella formula del comodato, in Il ruolo della buona fede oggettiva nell’esperienza giuridica storica e contemporanea, IV, Milano 2003, 453-463; Klauzula ‘ex bona fide’ w formułce komodatu, «Zeszyty Prawn.» 3, 2003 fasc. 2,  343-355.

 

[144] A. Pikulska-Robaszkiewicz, Lichwa w państwie i prawie republikańskiego Rzymu [Usura nello stato e nel diritto della repubblica romana], Łódź 1999 e gli articoli: Anatocisme, «RIDA» 45, 1998, 429-449; Lichwa w ustawodawstwie cesarzy chrześcijańskich, «CPH» 51, 1999 fasc.