Maria ZabłockaSommario: I. Premessa.
– II. Manuali. – III. Pubblicazioni ausiliari. – IV. Storia delle fonti, della recezione e dell’influsso del
diritto romano. – V. Processo civile. – VI. Diritto delle persone e atti giuridici. – VII. Diritto di famiglia. – VIII. Diritti reali. – IX. Diritto
delle obbligazioni. – X. Diritto delle successioni.
– XI. Diritto penale. – XII. Diritto pubblico e costumi. – XIII. Filosofia del diritto, metodologia e dottrine
politico-giuridiche. – XIV. L’importanza
del diritto romano. – XV.
Apprezzamento sull’opera di studiosi del
diritto romano, sedute scientifiche, articoli in memoria, ecc. – XVI. Conclusioni.
Dopo
Pertanto, per
facilitare l’accesso a contributi dispersi in numerosi volumi e riviste in
Polonia e all’estero, sin dagli anni sessanta cominciarono a pubblicarsi
rassegne, corredate di brevi note critiche, della produzione romanistica
polacca. La prima fu opera di Kupiszewski: Il diritto romano nel
venticinquennio della Repubblica Popolare Polacca[1]. Dieci anni dopo Sondel dedicň all’argomento Polnische Romanistik in den vergangenen fünfunddreißig Jahren. Abriß einer
Bibliographie[2]. Tre anni fa fu altresě pubblicata una mia rassegna delle pubblicazioni dei
romanisti polacchi: La romanistica polacca dopo
Un’analisi piů attenta rivela che gli studi
romanistici, ripresi all’indomani della conclusione della guerra, hanno
continuato a svilupparsi ininterrottamente in tutti i centri accademici
polacchi. Nel primo periodo i contributi sono di numero modesto perché sono
pochi gli studiosi che scrivono di diritto romano e, piů in generale, perché l’accesso
alle stampe č alquanto complicato per tutti. Ma giŕ negli anni sessanta i
romanisti polacchi hanno la possibilitŕ di pubblicare senza troppi problemi sia
su riviste polacche sia sulle piů prestigiose riviste estere: «Zeitschrift der
Savigny-Stiftung für Rechtsgeschichte, Romanistische Abteilung»[4], «Iura. Rivista
internazionale di diritto romano e antico»[5], «Revue Internationale des
Droits de l’Antiquité»[6], «Bullettino dell’Istituto
di Diritto Romano»[7],
nonché in volumi collettanei per es. Studi Arangio-Ruiz[8], Studi Volterra[9], varii Atti[10]. Di alcuni studiosi si
pubblicano all’estero non soltanto articoli e contributi brevi, ma anche libri[11].
Cosě č anche oggi.
Puň dirsi pertanto che la romanistica polacca č riuscita a conquistarsi in Europa
un indubbio prestigio. Colpisce che negli ultimi anni, di fronte ad una
progressiva perdita di interesse per il diritto romano in tutti i paesi
dell’Europa occidentale (ad esclusione dell’Italia) in Polonia si procede per
il verso opposto. Da vent’anni, e in particolare negli ultimi dieci, la
romanistica polacca vive un periodo di rigogliosa espansione. Mai, nel passato,
ebbe la ventura di suscitare tanto interesse. Mai furono tanto numerose le
pubblicazioni dedicate ai problemi giuridici dell’antichitŕ. Per questo mi
limiterň a darne una presentazione[12] estremamente succinta,
rinunciando ad un discorso piů articolato.
In
quest’elenco si č tenuto conto degli scritti di romanisti (ma soltanto
concernenti il diritto ed il pensiero antico), ed anche di alcuni lavori di
rappresentanti d’altre discipline (soprattutto di storici) che risultassero
importanti per gli studiosi di diritto romano[13]. Per maggior chiarezza li
dividerň in: II: Manuali; III: Pubblicazioni ausiliari; IV: Storia delle fonti,
della recezione e dell’influsso del diritto romano; V: Processo civile; VI:
Diritto delle persone e atti giuridici; VII: Diritto di famiglia; VIII: Diritto
reale; IX: Diritto delle obbligazioni; X: Diritto delle successioni; XI:
Diritto penale; XII: Diritto pubblico e costumi; XIII: Filosofia del diritto,
metodologia e dottrine politico-giuridiche; XIV: L’importanza del diritto
romano.
Negli ultimi dieci anni si č fatta notare l’assenza di opere generali
come The Law of Greco-Roman Egypt in the Light of the Papyri di
Taubenschlag o di sintesi come Zarys rzymskiego prawa prywatnego [Lineamenti
del diritto romano privato] di Osuchowski. In compenso si č ininterrottamente
lavorato per preparare la pubblicazione di manuali nuovi[14] e piů moderni o riediti
di quelli giŕ esistenti[15], in una forma aggiornata.
La loro rassegna č stata fatta da Kodrębski nell’articolo, I piů recenti manuali di diritto romano[16].
Fra le
pubblicazioni ausiliari viene menzionato anzitutto il Dizionario latino-polacco per giuristi e storici[17] di Sondel. Da piů di
cento anni i giuristi polacchi non hanno un’opera ugualmente utile e
valutabile. Il Dizionario di Sondel
sembra essere piů ricco delle espressioni fraseologiche dell’ultimo lavoro
dello stesso tipo: il dizionario di Dydyński[18]. Inoltre valgono
un’attenzione comune – non solo quella dei giuristi: Vocabolario
enciclopedico del diritto romano di Litewski[19], Verba iuris. Regole e casi di diritto romano[20] di Bojarski, Dajczak e Sokala, nonché Dizionario dei termini, locuzioni e sentenze
giuridiche[21]
di Kuryłowicz. Altri numerosi lavori[22]: selezioni delle fonti,
casi, paremie ed anche testi per le prove scritte dell’esame di diritto romano
vengono pubblicati per gli studenti di giurisprudenza e sono predisposti come
aiuto per loro nella preparazione dell’esame. Słuzewska ha scritto sul
diritto romano in Internet[23]. In fine tra le
pubblicazioni ausiliari devono essere menzionati gli articoli di Sondel che
trattano del ruolo e dell’importanza della lingua latina nella penetrazione del
diritto romano nella cultura polacca[24].
Giŕ da qualche tempo i romanisti polacchi
dedicano gran parte della loro attenzione alla storia delle fonti di diritto
romano. Ci sono state opere orientate alla pubblicazione e all’annotazione
delle fonti, all’influsso del diritto romano sul diritto polacco ed europeo.
Fra le pubblicazioni piů importanti si
annovera la prima edizione polacca delle XII Tavole, tradotta e commentata da
Zabłocka e Zabłocki, Le XII Tavole. Testo - traduzione - commento[25] nonché una nuova[26] traduzione di Gaio fatta
da Rozwadowski, Istituzioni di Gaio. Testo e traduzione[27] con la introduzione e
commento. Tarwacka ha tradotto e commentato le Leges regiae[28] ed anche i primi titoli
di Digesto: 1° titolo del I libro del Digesto[29], 2° titolo del I libro
del Digesto[30],
3° titolo del I libro del Digesto[31] e il capitolo delle Notti
Attiche di Aulo Gellio sull’interpretazione delle XII Tavole[32]. Inoltre Stępkowska
ha tradotto il XII tit. del Lib. V del Codice di Giustiniano[33].
Rominkiewicz si concentra sulla
pubblicazione di fonti greche. Si ricorda le orazioni, tradotte e commentate,
di Iseo e di Lisia:
Delle
questioni riguardanti
Szymoszek ha continuato la sua ricerca
sull’attivitŕ dei glossatori e della scuola bolognese specialmente nel pensiero
dei romanisti polacchi[47]. Wojciechowski ha
arricchito con una monografia e altri contributi gli studi sulla societas nel
pensiero di glossatori e commentatori[48]. Del mos italicus e
mos gallicus ci sono occupati Wołodkiewicz e Krzynówek[49].
L’insegnamento del diritto romano nel
Cinquecento č stato oggetto di indagini da parte di Bojarski[50]; Sondel[51] si č cimentato con il
diritto romano all’Accademia di Cracovia. Kuryłowicz ha pubblicato numerosi
scritti dedicati all’Accademia di Zamość: alla sua fondazione, al suo
programma di studio giuridico, al posto tenuto dal diritto romano
nell’Accademia[52],
al saggio di Jan Zamoyski sul senato romano[53], alla presentazione del
diritto romano nel saggio di Zamoyski[54], infine ha pubblicato (in
collaborazione con Witkowski) la monografia, Un saggio di Jan Zamoyski «Sul senato romano»[55]. Il diritto romano all’Accademia di
Zamość č anche oggetto di una monografia e di articoli di Dyjakowka[56]. Dmowski ha redatto una
piccola nota sull’insegnamento del diritto romano a Danzica[57], mentre Niczyporuk si č
occupato dell’insegnamento del diritto romano e delle lauree utriusque iuris
a Wilnius[58].
Sondel si č proposto di individuare elementi del diritto romano nel diritto penale
e nei progetti di codificazione polacchi anteriori alla spartizione della
Polonia nella seconda metŕ del Settecento[59]. Dello stesso autore č
una traduzione commentata (sulla base del diritto romano) del ius culmense[60]. Reszczynski si č
soffermato sull’importanza del diritto romano nell’opera di Śliwnicki, un
giurista polacco del Cinquecento[61].
Wołodkiewicz ha riflettuto sul diritto
romano del Secolo del lumi[62]. Delle opinioni dei
giuristi polacchi dell’Ottocento sull’importanza del diritto romano si č occupato
in vari articoli Jakubowski[63].
Gli storici del diritto Bardach[64] e Godek[65] ci sono occupati del
diritto romano negli Statuti della Lituania.
Nel campo di
processo civile Zabłocki ha presentato i saggi[66] ed una monografia[67] riguardanti il
procedimento processuale nella luce di Noctes
Atticae di Aulo Gellio. Rozwadowski ha scritto sull’exceptiones[68]. Litewski ha mostrato le
decisioni provvisorie[69], i risultati sospensivi
d’interporre l’appello[70], la giurisdizione
arbitraria[71],
la formula in ius concepta con la clausola bona-fides[72], la ricusa del giudice[73], la ritenzione[74], i problemi processuali
della questione di non numerata pecunia[75] e della restituzione
della dote[76],
la citazione nelle Novellae e nell’ordines iudiciarii[77] ed infine il processo
romano-canonico[78]
Mossakowski si č occupato del iudicium
domesticum[79], Sitek – dei actiones populares[80];
del concetto di actio – Wojciechowski[81] e Mossakowski[82], Szymańska actio
civilis in factum e actio praescriptis verbis nel pensiero di Labeone[83].
Il diritto delle
persone non ha suscitato, come in passato, troppo interesse. Dei problemi della
schiavitů e dei liberti, tanto studiati in precedenza, si č occupato soltanto
Longchamps[84].
In questo campo sono stati pubblicati articoli di Urbanik sull’auctoratio e sugli auctorati[85],
di Zabłocki sul postumus[86], di Niczyporuk sul nasciturus[87], di Żak[88] e di Longchamps[89] sui prodigi, di
Misztal-Konecka[90]
e di Krawczyk[91]
sul vestales.
Kacprzak ha
stampato una monografia e articoli sulla ratihabitio[92], Wójcik – sulle fondazioni[93].
Kowalczyk ha scritto sul sviluppo della soggettivitŕ giuridica delle
organizzazioni ecclesiastiche[94],
Sitek sulle associazioni[95].
Dell’ interpretazione degli atti
giuridici si sono interessati Wołodkiewicz[96]
e Longchamps[97],
impegnato altresě, con monografia e articoli, a indagare di abuso del diritto[98].
Di Kuryłowicz si
ricordano numerosi articoli sul notariato[99].
Zabłocki ha
scritto sulla famiglia romana nella luce di Noctes Atticae di Aulo Gellio[100] e sul consenso
matrimoniale[101],
Sitek[102]
e Paczkowska[103]
sul concetto del matrimonio romano, Gajda invece sull’adulterium e sulla durabilitŕ di matrimonio[104], Zabłocka sull’ius
trium liberorum[105]. Dei divorzi nel periodo
arcaico si č occupata Tarwacka[106], dei matrimoni degli alieni
iuris – Urbanik[107], di tempus lugendi
e seconde nozze – Niczyporuk[108].
Kuryłowicz
ha continuato a studiare l’adozione[109]. Degli alieni iuris ha
scritto Litewski[110], dell’abuso del diritto
da parte del pater familias – Longchamps[111]. Rominkiewicz si č
rivolto al diritto di famiglia greco pubblicando con due monografie[112] e numerosi articoli[113].
Dai non-romanisti
della problematica di famiglia si sono occupati: Pankiewicz (la famiglia nelle
cosiddette leges regiae[114]);
Jundziłł (la famiglia nel secondo secolo dopo Cristo[115]), Suder (la situazione
giuridica delle persone anziane[116]) ed Iluk (il matrimonio
nei vincoli della legge e della chiesa[117]).
Pur non essendosi
mai appassionati di diritto reale, i romanisti polacchi non si sono di certo
rifiutati di studiare sia le nozioni fondamentali, sia le istituzioni.
Alcuni articoli
sono stati pubblicati riassumendo le ricerche finora condotte. Questi erano:
l’articolo di Bojarski sull’unificazione di ius
in agro vectigali, ius perpetuum ed
ius emphyteuticum[118],
di Krasoń sulla superficies[119], di Pikulska sulla
struttura agraria e sugli agrimensores[120], di Krzynówek sul precarium[121].
Dajczak si č occupato
ultimamente della nozione res incorporales[122]. Di proprietŕ hanno
scritto Sondel[123], Kuryłowicz[124], Giaro[125], Longchamps[126], Wołodkiewicz[127], di usucapio
lucrativa – Krzynówek[128].
Kuryłowicz[129]e
Świrgoń-Skok[130] hanno presentato lo
sviluppo storico della regola superficies
solo cedit. Di pegno si sono occupati Żak[131] e Szpinger[132], Giaro[133] – di ususfructus di
schiavi. Alle erogazioni č dedicato un articolo di Reszczyński[134], al fructus civiles uno
di Litewski[135].
Per tradizione
l’attenzione dei romanisti polacchi nel ultimi dieci anni si rivolgeva in gran
parte alle obbligazioni. Dei problemi riguardanti la espressione ex bona fide si č occupato Dajczak
pubblicando i saggi[136] e la monografia[137] su questo campo.
Pikulska ha presentato favor debitoris[138]. Krzynówek commentando
l’opera di Gallo[139] ha scritto un articolo
sul diritto commerciale romano[140]. Niczyporuk ha cercato
nel diritto romano le radici del diritto bancario[141].
Di singoli
contratti si sono occupati Litewski, che ha approfondito i suoi studi sul depositum[142], Zabłocki,
concentrato sul commodatum[143], Pikulska-Robaszkiewicz
con contributi sull’usura nel diritto romano[144]. Si sono inoltre scritti
di Kuryłowicz sulle obbligazioni letterarie[145], Urbanik sulle tavolette
dei Sulpici e sulla pratica giuridica romana[146]. Dell’emptio venditio
hanno scritto Kacprzak[147], Szarecka[148], Sitek[149] e Wolicki[150]; dell’affitto – Litewski[151] e Sitek[152]. Della societŕ piů di
altri Służewska[153], ma anche Wojciechowski[154], Krzynówek[155], Dziuban[156], Tyborowski[157] e civilista Sośniak[158]. Longchamps ha scritto
del mandatum incertum[159],
Żeber del commercio marittimo[160], Ściślicki
delle origini romane della comunicazione al debitore del versamento del credito[161].
Krzynówek ha
esaminato la praepositio pubblicando
articoli[162]
e una monografia sulla responsabilitŕ dell’esercitore[163], Kremer – i contratti
innominati[164].
Si č dedicata
poca attenzione a delitti e quasi delitti. Agli studi di Wołodkiewicz[165] si sono aggiunti
soltanto la monografia[166] e gli articoli[167] di Palmirski sui quasi
delitti. Inoltre Krzynówek[168] si č occupato dell’iniuria
e Wojciechowski della servi corruptio[169].
Il diritto delle
successioni, prima poco frequentato, nell’ultimo decennio ha riscorso un
considerevole successo.
Una panoramica della
storia delle successione ab intestato č apparsa ad opera di
Kuryłowicz[170]. Del successione ab
intestato nel diritto giustinianeo ha scritto Stępkowska[171], dei testamenti –
Kuryłowicz[172] e Zabłocki[173]. Dajczak si č occupato
della capacitŕ ereditaria passiva della moglie pubblicando scritti su questo
campo[174]
e una monografia sul tema dei legati in favore della moglie[175]. Dei legati hanno
scritto inoltre Niczyporuk[176] e Loska[177]. Longchamps ha preparato nei suoi numerosi articoli[178] e nella sua monografia[179] il fedecommesso universale. Inoltre commentando l’opera di Masi
Doria[180] chiedeva sugli origini ereditari di actio Pauliana[181]. Bojarski si č dedicato alla separatio
bonorum[182], Kacprzak alla ratihabitio e volontŕ dell’aditio hereditatis[183], Zabłocki al postumus[184]. Rominkiewicz si č soffermato sul diritto delle
successioni greco[185].
Il diritto penale
trova ora in Polonia un vero rinascimento. Esso ha suscitato l’interesse di
romanisti e d’altri studiosi. Mai finora nella storia della romanistica polacca
tante persone si sono occupate delle diverse questioni di diritto penale sia
materiale sia processuale. I ciclici incontri organizzati dal professor
Kuryłowicz a Lublino e dedicati ai problemi scelti meritano una
particolare attenzione. Sono stati pubblicati materiali del colloquio: La
pena capitale nella Roma antica[186] con articoli di
Bojarski, Pankiewicz, Kowalski, Dyjakowska, Kuryłowicz, Dębiński, Gajda, Mossakowski, Żak,
Sokala, Słapek, Amielańczyk, Ducin[187], La religione e
diritto penale nell’antica Roma[188] con contributi di
Bojarski, Morawiecki i Dębiński, Musiał, Kuryłowicz,
Żak, Mossakowski, Sajkowski, Amielańczyk e Słapek[189] e ‘Crimina et mores’.
Diritto penale e costumi nell’antica Roma[190] con contributi di
Amielańczyk, Ducin, Dyjakowska, Kowalski, Krawczyk, Longchamps, Milewski,
Mossakowski, Musiał, Olszaniec, Pankiewicz, Sitek, Słapek, Sondel,
Suder[191].
Delle questioni
particolare si sono occupati: Dębiński (Sacrilegium nel diritto romano[192], e antiebrea
legislazione imperiale[193]) Mossakowski (Periodizzazione
del diritto penale romano[194] e crimen repetundarum[195]) Sitek (Infamia[196]). Amielańczyk ha
studiato la lex Cornelia de sicariis et
veneficis[197].
Da ultimo si č occupato di colpa[198]. Dębiński
inoltre si – della poena cullei[199],
Sokala invece del crimen lenocinii[200], Zabłocki – degli illeciti delle donne[201]
e Loska della legittima difesa[202].
Rominkiewicz si č concentrato sul diritto penale greco[203], Jerzmańki sulla
pena capitale nel codice di Hammurapi[204]. Le sempre importanti questioni
del diritto penale sono state trattate in sei articoli: di Wołodkiewicz
sulla discussione sulla pena capitale nei tempi d’Illuminismo[205]; di Wycisk sull’aborto[206]; e degli storici Ilski
(sulla concussione[207]), Kowalski e Zandberg
(sulla corruzione elettorale a Roma[208]) e Kulesza (sulla
corruzione in Atene[209]). Kuryłowicz ha
sintetizzato i risultati delle ricerche consacrate al diritto penale[210].
Del processo
penale si č occupato ultimamente Litewski, di cui ha una monografia[211]. Mossakowski inoltre ha
scritto una monografia sull’accusator
nei processi de repetundis[212] nonché articoli sulla giurisdizione
penale[213].
Recentemente egli si č interessato in una monografia[214] e vari articoli del
problema di asilo[215]. Del processo in caso di
omicidio scrive Amielańczyk[216], del processo di Paolo
di Tarso Sitek[217], Stawicka, si č occupata
in brevi appunti dei processi di Gesů Cristo e di Apuleio[218], Sajkowski di crimen
laese maiestatis[219], Wipszycka del lato
processuale della persecuzione dei cristiani[220].
Il diritto
pubblico non ha mai entusiasmato i romanisti polacchi al pari di quello
privato. Tuttavia si osserva da ultimo un incremento di scritti dedicati per lo
piů ad argomenti che spaziano tra diritto e costume.
Della creazione
del diritto hanno scritto Wołodkiewicz[221] e Zabłocki[222], del rapporto tra Impero e comunitŕ locali
– Bojarski[223] e Zabłocki[224], sull’attivitŕ dei magistrati romani,
anzitutto degli edili, si č diffuso Kurułowicz[225]. Pikulska ha scritto dei servizi speciali[226], Tarwacka degli speculatores
ed exploratores[227], Longchamps
dell’inviolabilitŕ dell’ambasciatore[228], di argomenti militari
Niczyporuk[229],
Wojciechowski[230]
e Wiewiorowski[231].
Una attenzione particolare meritano la
monografia di Kuryłowicz, Il diritto
e i costumi in Roma antica[232]
nonché articolo dello stesso autore dedicato alle leges sumptuariae nello stato e dritto romano[233]. Simili argomenti sono
stati affrontati inoltre da Sondel[234] e Pikulska[235]. Il confine del diritto
e costumi č stato tema degli articoli[236] e della monografia[237] di Sokala, che si era occupato
della meretrix romana. Niczyporuk ha
scritto sulle cerimonie funebri[238], Sitek della difesa
dell’ambiente[239].
Del
sistema costituzionale e l’amministrazione romana si sono occupati inoltre gli
storici puri in scritti su Senato[240], amministrazione[241], esercito[242], rapporti tra Stato e
Chiesa[243].
Alla filosofia
del diritto e alla metodologia č consacrato l’ultimo contributo del Professor
Henryk Kupiszewski, frutto di particolari ricerche scienza romanistica e
didattica[244].
Sondel vi ha visto giustamente un quasi testamento del Maestro. Oltre a
Kupiszewski, di filosofia del diritto e metodologia si č occupato anzitutto
Giaro pubblicando numerosi articoli su questo tema[245]. Di necessitŕ ha scritto
Reszczyński[246], di regole e massime romane – Kacprzak[247], dell’argomentazione per
analogiam – Krzynówek[248], della sistematica del diritto –
Jędrejek[249].
Kodrębski ha
scritto sui valori morali dei giuristi romani[250], Kuryłowicz si č soffermato
sulla dimensione etica del diritto romano[251]. Wołodkiewicz si č
chiesto se e come le idee ciceroniane avessero influito sul pensiero politico
americano[252],
e ha riflettuto su libertŕ di pensiero e possibili limitazioni[253], Sitek – sulla nozione
di giustizia nelle costituzioni imperiali[254]. Dell’insegnamento della
filosofia si č occupato Zabłocki[255], di epieikeia in san Tommaso – Bojarski[256], di ius naturale –
Mossakowski[257],
della definizione ciceroniana della giustizia – Plisecka[258], delle ispirazioni
filosofiche del diritto romano – Karolak[259]. Le dottrine
dell’antichitŕ hanno interessato altresě numerosi non romanisti[260].
Sugli imperituri
valori del diritto romano si hanno monografie di Kuryłowicz[261], Wołodkiewicz[262] e Litewski[263] e articoli di
Wołodkiewicz[264], Kupiszewski[265], Kuryłowicz[266], Zabłocka[267] e soprattutto Giaro[268].
Delle radici
romani del diritto canonico hanno scritto Dębiński[269], Rozwadowski[270] e Zabłocki[271].
L’importanza del
diritto romano per la culture e diritto europeo e specialmente per la comunitŕ
europea sono stati ricordati da Dajczak[272], Kuryłowicz[273], Giaro[274], Dębiński[275], Sitek[276].
Il ruolo del
diritto romano nella formazione della cultura giuridica[277] polacca č stato
illustrato da Sondel[278]. Sulle tradizioni romanistiche
si sono soffermati inoltre Kuryłowicz[279] e Giaro[280], sulle radici romane del
diritto polacco Wołodkiewicz[281] e Litewski[282]. Di principi e
costruzioni del diritto romano in prassi e legislazione di oggi si hanno
contributi di Dajczak[283], Żak[284], Amielańczyk[285], Palmirski[286], Świrgoń-Skok[287], Szpringer[288], Heliniak[289], Lubiński[290], Karska – Mańko[291], Zarzycki[292].
Del diritto
romano in Gran Bretagna si č interessato Marzec[293], in Sudafrica – Sitek[294] e Mańko[295].
Le paremie
giuridiche romane continuano a stimolarci. Se ne č occupato innanzitutto
Wołodkiewicz che, coadiuvato dal suo gruppo di studiosi, ha scelto le
paremie che adornano il colonnato del nuovo palazzo della Corte Suprema,
raccolte in seguito in un volume commentato[296]. Wołodkiewicz ne ha pure discorso in
diversi articoli[297]. Sull’argomento si hanno pure un volume
collettaneo[298] e contributi di Zabłocka[299], Kasprzak[300], Pińkos[301], Pogonowski[302], Sokala[303], Karolak[304].
L’importanza del
dititto romano per la formazione dei giuristi moderni č argomento degli
articoli di Szymoszek[305].
Pikulska e
Wołodkiewicz hanno illustrato le ricerche della rinascente romanistica
russa[306].
Wołodkiewicz
ha ricordato i romanisti italiani che erano stati onorificati dalle universitŕ
polacche con dottorato honoris causa[307].
La storia della
dottrina e dell’insegnamento del diritto romano nell’Ottocento č stata
illustrata da Kodrębski[308]. Si č scritto inoltre
dell’insegnamento del diritto romano dopo
Riassumendo i
risultati conseguiti dalla romanistica polacca negli ultimi dieci anni, si deve
sottolineare che le ricerche si svolgono in tutte le universitŕ. Molte delle
opere nominate nella presentazione, anche se sono state messe nelle rubriche
particolari, hanno un carattere molto piů generale e riguardano diversi
problemi del diritto romano. Non č da sottovalutare che gli interessamenti dei
romanisti polacchi si sono mossi dal “puro” diritto romano (negli anni precedenti
si č occupati di piů del diritto famigliare e delle obbligazioni) alle sfere
nuove come diritto penale, pubblico, costumi romani.
Si č continuata la
specializzazione dei diversi centri universitari. L’Universitŕ di Cracovia
predilige le ricerche sulla ricezione del diritto romano, la cultura giuridica
e il diritto processuale. Il centro di Lublino si concentra da qualche anno sul
diritto penale, assecondato dai colleghi di Toruń che coltivano inoltre
ricerche sui costumi giuridici dei Romani e i campi di confine tra il diritto
romano e canonico. Łódź studia il diritto romano e le dottrine
antiche; Breslavia si concentra sulle cittŕ greche e l’opera dei glossatori;
Poznań indaga i rapporti fra il diritto romano e quello contemporaneo.
Infine Varsavia traduce fonti romane e svolge ricerche dedicate all’impatto del
diritto romano su legislazioni e dottrine moderne e continua ad occuparsi di
papirologia giuridica, cercando nel contempo di approfondire gli studi
romanistici tradizionali. Le nuove universitŕ di Stettino, Białystok e
Rzeszów, sorte da ex filiali dei grandi centri universitari, seguitano per il
momento a muoversi nel solco tracciato delle universitŕ di provenienza.
Ovviamente, il quadro testé tracciato semplifica una realtŕ ben piů complessa, fermo
restando che in tutti i centri i campi d’indagine sono sensibilmente piů vasti
e tutti continuano a dedicarsi, ancorché in varia misura, allo studio del
diritto privato. Peraltro molti degli indirizzi di ricerca, qui in qualche modo
scompartimentati, spaziano su vari campi e discipline. Si accentua la tendenza
a rinvenire nel diritto romano uno dei piů importanti elementi di unione dei
popoli di cultura europea e come chiave di volta dell’Europa Comune.
[1] Prawo rzymskie w 25-leciu PRL ze szczególnym uwzględnieniem
ostatnich lat, [in:] Sprawozdania z Prac Naukowych Wydziału Nauk
Społecznych PAN 13, 1970 fasc. 3-4, 51-68.
[2] «ZN UJ» 543 Prace Prawnicze 86, 1980, 133-168, cfr inoltre J. Sondel, La situazione delle
ricerche romanistiche in Polonia, «Index» 12, 1983-1984, 83-86 e A. Wiliński, Rapporto
bibliografico (Polonia) [per gli anni 1967-1969], «Index» 3, 1972,
86-105; [per gli anni 1970-1974] «Index» 6, 1976, 323-348.
[3] M. Zabłocka, Romanistyka
polska po II wojnie światowej, Warszawa 2002. Cfr. anche Le
ricerche dei romanisti polacchi negli ultimi anni (1994-1999), «Ius
antiquum» 1(8), 2001, 164-176.
[4] Cfr. H. Kupiszewski,
Das Verlöbnis im altrömischen Recht, «ZSS» 77, 1960, 125-159; Studien
zum Verlöbnis im klassischen römischen Recht, «ZSS» 84, 1967, 70-103; M. Staszków, ‘Vim dicere’ im
altrömischen Prozeß, «ZSS» 80, 1963, 83-108; A. Wiliński, Zur
Frage von ‘Latinern ex lege Aelia
Sentia’, «ZSS» 80, 1963, 378-392; W.
Litewski, ‘Consultatio ante sententiam’, «ZSS» 86, 1969, 227-257.
[5] Cfr W. Osuchowski, Appunti sul problema del «iactus» in diritto romano, «Iura» 1, 1950, 292-300; W. Litewski, Il significato del termine “remedium”
in Cons. 5,6, «Iura» 23, 1972, 115-125; Römisches
Seedarlehen, «Iura» 24, 1973, 112-183; H.
Kupiszewski, Osservazioni sui rapporti patrimoniali fra i fidanzati
nel diritto romano classico: ‘dos’ e ‘donatio’, «Iura»
29, 1978, 114-137.
[6] Cfr. E.
Gintowt, Dictator Romanus, «RIDA» 2, 1949, 385-394; B. Łapicki, Le rôle du droit
dans la Rome antique, «RIDA» 3, 1949, 7-39; Z.
Lisowski, La prétendue
contradiction entre C.4,21,17 et Inst. 3,23 pr., «RIDA» 5, 1950, 73-78; C. Kunderewicz, Evolution historique
de la responsabilité des fonctionaires dans l’Égypte ptolémaďque, «RIDA» 4,
1957, 167-217; W. Litewski, Die
römische Appellation in Zivilsachen, «RIDA» 12, 1965, 347-436; 13, 1966,
231-323; 14, 1967, 301-403; 15, 1968, 143-351; L’admissibilité de la
transaction en cours d’appel dans la procédure civile romaine,
«RIDA» 11, 1964, 233-253; Le dépôt irrégulier,
«RIDA» 21, 1974, 215-262; 22, 1975, 279-315; M.
Niziołek, Meaning of the Phrase ‘Liberi Naturales’ in Roman Law
Sources up to Constantine’s Reign, «RIDA» 22, 1975, 317-344.
[7] Cfr. K.
Kolańczyk, ‘Summa legum brevis, levis et utilis’ – monument
mystérieux du droit romain médiéval, «BIDR» 78, 1975, 161-173; T. Giaro, Il limite della
responsabilitŕ ‘ex cautione damni infecti’. Contributo allo studio della forza maggiore
nel diritto romano classico, «BIDR» 78,
1975, 271-283; W. Litewski, Interesse des Auftraggebers des Dritten und
des Beauftragten, «BIDR» 78, 1975, 193-243; W.
Rozwadowski, Studi sul trasferimento dei crediti in diritto romano,
«BIDR» 76, 1973, 11-170.
[8] Cfr. B.
Łapicki, Les esclaves et les prolétaires romains et leurs conceptions
juridiques, in Studi Arangio-Ruiz, I, Napoli 1953, 245-271; W. Osuchowskiego, Des études sur les modes d’acquisition
de la propriété en droit romain, in Studi Arangio-Ruiz, III, Napoli
1954, 37-50.
[9] Cfr. K.
Kolańczyk, Stanislas Wróblewski, le «Papinien Polonais»
et son «Précis de cours de droit romain», in Studi Volterra,
VI, Milano 1971, 329-342; Kupiszewski,
Quelques remarques sur le ‘parricidium’ dans le droit romain classique et
postclassique, in Studi Volterra, IV, Milano 1971, 601-614; C. Kunderewicz, La protection des
monuments d’architecture antique dans le Code Théodosien, in Studi
Volterra, IV, cit., 137-153; W.
Litewski, Das ‘beneficium competentiae’ im römischen Recht, in Studi Volterra,
IV, cit., 469-572.
[10] Cfr. R. Taubenschlag, Il
diritto provinciale romano nel Libro Siro-Romano, in Atti del Congresso
Nazionale di Studi Romani, V, Roma 1946, 84-97; W. Osuchowski, Notes
critiques sur l’interpretation du D.
19,3,1,1, in Atti del Congresso Internazionale di Diritto Romano e di
Storia del Diritto, III, Verona 1948, 367-385; E. Gintowt, Les successeurs des rois ŕ Rome, in Atti
del Congresso Internazionale di Diritto Romano e di Storia del Diritto, IV,
Milano 1953, 43-61.
[11] Cfr A.
Wiliński, Das römische Recht. Geschichte und Grundbegriffe des
Privatrechts mit einem Anhang über Strafrecht und Strafprozess, Leipzig
1966; C. Kunderewicz ed., Sex. Iulii Frontini De aquaeductu urbis Romae, Leipzig 1973.
[12] Nel redigere il presente contributo ho attinto anzitutto alla bibliografia
pubblicata in «CPH» e, per quanto riguarda gli scritti pubblicati all’estero
alle rassegna bibliografica preparata da «Labeo» e «Iura». Ringrazio
cordialmente tutti gli autori che hanno voluto aiutarmi, inviatomi elenchi bibliografici
dei loro scritti.
[13] Nel presente elenco sono stati usate le
seguenti abbreviazioni: «Acta UL» -- «Acta Universitatis Lodzensis», «Acta UNC»
– «Acta Universitatis Nicolai Copernici,
Nauki Humanistyczno-Społeczne, Prawo» [Scienze Umanistiche e Sociale,
Diritto]; «Acta UWr.» – «Acta
Universitatis Wratislaviensis, Prawo» [Diritto]; «Annales UMCS» – «Annales Universitatis Mariae
Curie-Skłodowska»; «BIDR» – «Bullettino
dell’Istituto di Diritto Romano»; «CPH» – «Czasopismo Prawno-Historyczne» [Rivista di
Storia del diritto]; «Eos» – «Eos.
Commentarii Societatis Philologae Polonorum»; «Index» – «Index. Quaderni camerti di studi
romanistici»; «Iura» – «Iura. Rivista internazionale di diritto
romano e antico»; «Labeo» – «Labeo. Rassegna
di diritto romano»; «OIR» – «Orbis Iuris Romani»; «PiP» – «Państwo i Prawo» [Stato e diritto];
«PK» – «Prawo Kanoniczne» [Diritto canonico];
«RHD» – «Revue Historique de Droit Français et
Étranger»; «RJ» – «Rechtshistorisches Journal»; «SDHI» – «Studia et Documenta Historiae et
Iuris»; «TR» – «Tijdschrift voor
Rechtsgeschiedenis»; «ZSS» – «Zeitschrift der
Savigny-Stiftung für Rechtsgeschichte. Romanistische Abteilung»; «Zeszyty
Prawn.» -- «Zeszyty Prawnicze» [Quaderni giuridici] [UKSW]; «ZN UJ» -- «Zeszyty
Naukowe Uniwersytetu Jagiellońskiego» [Quaderni scientifici
dell’Universitŕ Jagellonica].
[14] W. Bojarski, Prawo rzymskie [Diritto romano],
Toruń 1994 (ed. 2 corretta e ampliata – 1999); W. Wołodkiewicz - M. Zabłocka, Prawo rzymskie. Instytucje [Diritto
romano. Istituzioni], Warszawa 1996 (
ed. 2 – 1995, ed. 3 – 2001 e la traduzione vietnamita Luât la mă,
Institutiones. Trad. vietnamita da GV.
[15] W. Litewski, Rzymskie prawo prywatne [Diritto romano
privato], Warszawa 1990, ed. 2 -- 1994,
ed. 3 – 1995, ed. 4 – 1999 ed. 5 – 2003; C.
Kunderewicz, Rzymskie prawo
prywatne, Łódź
1982, ed. 2 – 1995; E. Szymoszek - I. Żeber, Rzymskie prawo prywatne, Wrocław 1991, ed. 2 – 1995,
ed. 3 – 1998; M. Żołnierczuk,
Zarys prawa rzymskiego, Lublin 1998; W.
Rozwadowski, Prawo rzymskie. Zarys
wykładu wraz z wyborem źródeł, Warszawa 1991, ed. 2 – Poznań 1996; K. Kolańczyk, Prawo rzymskie, ed. 5 attualizzata da J. Kodrębski, Warszawa
1997; M. Kuryłowicz - A.
Wiliński, Rzymskie prawo prywatne. Zarys wykładu,
Kraków 1999; ed 2 – 2002.
[17] J. Sondel, Słownik łacińsko-polski dla
prawników i historyków, Kraków 1997 (ed. 2 – 2001, CD – 2003)
[19] W. Litewski, Słownik
encyklopedyczny prawa rzymskiego, Kraków 1998. Prima cfr. W. Wołodkiewicz (ed.), Prawo
rzymskie. Słownik encyklopedyczny [Diritto romano. Dizionario
enciclopedico], Warszawa 1986.
[20] W. Bojarski - W. Dajczak -
A. Sokala, Verba iuris. Reguły i kazusy prawa rzymskiego,
Toruń 1995; ed. 2 – 1999.
[21] M. Kuryłowicz,
Słownik łacińskich terminów,
zwrotów i sentencji prawniczych, Lublin 1995; Słownik terminów,
zwrotów i sentencji prawniczych łacińskich oraz pochodzenia
łacińskiego, Kraków 1998, ed. 2 – 2002. Cfr. anche J. Pieńkos, Rzymska myśl
prawnicza. Aforyzmy - przysłowia, Warszawa 1999.
[22] Prawo rzymskie. Teksty
źródłowe do ćwiczeń. Trad. dalla lingua lat. J.
Rominkiewicz, E. Szymoszek, I. Żeber, Wrocław 1991, ed. 2 –
1994, ed. 3 – 1998; A. M. Wasyl - T.
Palmirski, ‘Responsa prudentium’ – wybór tekstów źródłowych
zawierających poglądy rzymskiej jurysprudencji, Kraków 2000; A. Kacprzak - J. Krzynówek - F. Longchamps de
Bérier, Repetytorium z prawa
rzymskiego, Warszawa 1995; T. Palmirski - R. Pabis - J. Reszczyński,
Prawo rzymskie – repetytorium, Kraków 1999; A. Kacprzak - J. Krzynówek - F. Longchamps de Bérier - K. Urbanik,
565 zagadek z prawa rzymskiego, Warszawa 1999, ed. 2 – 2002; A. Kacprzak - J. Krzynówek, Prawo
rzymskie. Pytania, kazusy, tablice, Warszawa 2002, Prawo rzymskie.
Repetytorium, pod red. P.
Święcickiej-Wystrychowskiej, Kraków 2003; Prawo rzymskie.
Zestaw ćwiczeń dla studentów prawa, pod. red. P. Święcickiej-Wystrychowskiej - M.
Araszkiewicza, Kraków 2003; T.
Palmirski - J. Reszczyński, Prawo rzymskie. Praktyczny
przewodnik do nauki przedmiotu, Kraków 2004; Prawo rzymskie.
Repetytorium, pod red. P.
Święcickiej-Wystrychowskiej, Kraków 2004. Cfr. anche M. Kuryłowicz, Repetytoria z
prawa rzymskiego, «CPH» 56, 2004 fasc. 2, 393-402.
[23] Z. Służewska,
Roman Law on the Internet, in Au-delŕ des frontičres. Mélanges
Wołodkiewicz, II, Varsovie 2000, 895-905; Prawo rzymskie w
Internecie, «Zeszyty Prawn.» 2, 2002 fasc. 1, 141-159.
[24] J. Sondel, Il ruolo del latino nella
penetrazione del diritto romano in Polonia. I problemi delle contemporanee traduzioni di
termini giuridici, in Atti del convegno internazionale «Il latino del diritto»
(Perugia 8-10 ottobre 1992), Roma 1994, 353-360; Z rozważań o łacińsko-polskiej terminologii i
leksykografii prawniczej, in
Parlament, prawo, ludzie, Warszawa 1996, 267-272.
[25] M. i J. Zabłoccy,
Ustawa XII Tablic. Tekst - tłumaczenie - objaśnienia, Warszawa
2000, ed. 2 – 2003.
[30] A. Tarwacka, O
początkach prawa i wszystkich urzędów oraz o następstwie
prawników, «Zeszyty Prawn.» 3, 2003 fasc. 1, 197-242.
[31] A. Tarwacka, O
ustawach, plebiscytach i zakorzenionych zwyczajach, «Zeszyty Prawn.» 4,
2004 fasc. 2, 267-285.
[32] A. Tarwacka, Aulus
Gellius, Noce Attyckie, Księga XX rozdział I: Rozmowa prawnika Sextusa
Caeciliusa i filozofa Favorinusa o Ustawie XII Tablic, «Zeszyty Prawn.» 2,
2002 fasc. 1, 161-179.
[33] A. Stępkowska,
‘De iure dotium’.XII tytuł V księgi Kodeksu
Justyniańskiego. Tekst - tłumaczenie - komentarz, «Zeszyty
Prawn.» 2, 2002 fasc. 2, 169-201.
[34] J. Rominkiewicz, V
mowa Isajosa ‘O spadku Dikajogenesa’, «Acta UWr.» 1247 Prawo 194,
1992, 3-16.
[35] J. Rominkiewicz, XII
mowa Isajosa ‘W obronie Eufiletosa’ «Acta UWr.» 1692 Prawo 240,
1994, 5-16.
[36] J. Rominkiewicz,
Lizjaszowa ‘Obrona w sprawie zabójstwa Eufiletosa’. (Kilka uwag
na temat cudzołóstwa w prawach greckich) «Acta UWr.» 1771 Prawo 243,
1995, 5-22.
[37] W. Wołodkiewicz,
Greckie wpływy na powstanie ustawy
XII Tablic (na marginesie glosy
Accursiusa do D.1,2,2,4), «PK» 37, 1994 nr. 3-4, 39-45; Les remarques d’Accurse sur les origines grecques de la Loi des XII Tables, [in:] Collatio
Iuris Romani, II, Amsterdam 1995, 643-646.
[38] M. Zabłocka, Ustawa XII tablic - rekonstrukcje doby
Renesansu [La legge delle XII Tavole - ricostruzioni del Rinascimento],
Warszawa 1998 e gli articoli Nowożytne
próby rekonstrukcji Ustawy XII Tablic, «PK» 37, 1994 nr. 3-4, 59–67; Leges duodecim
tabularum secundum Hotomanum reconstrucatae, «CPH» 49, 1997 fasc. 1-2, 221-229;
Ustawa XII tablic w Civilis Historia
Iuris Aymarusa Rivalliusa, «Studia Iuridica» 34, 1997, 205-214; ‘Ius
publicum’ Ustawy XII Tablic według Oldendorpa, in Prawo
wczoraj i dziś, Warszawa 2000, 425-433.
[39] W. Bojarski, Remarks
on Textual Reconstruction in Roman Law, in Le droit romain et le monde contemporain. Mélanges ŕ la mémoire de Henryk Kupiszewski, Varsovie 1996, 83-89.
[40] M. Zabłocka, I problemi della ricostruzione delle
fonti giuridiche romane nella scienza moderna, «Ius Antiquum» 1(3) 1998,
28-34; Czy w okresie Renesansu znano Instytucje Gaiusa? «Studia Iuridica» 37, 1999, 183-190; Le ‘Istituzioni’
di Gaio erano conosciute nel Rinascimento?, in Au-delŕ des frontičres.
Mélanges Wołodkiewicz, II, Varsovie 2000, 1105-1114.
[41] K. Ilski - W. Maciejewski,
Technika redagowania Kodeksu Teodozjusza
na tle ustawodawstwa antynestoriańskiego, «CPH» 48, 1996 fasc. 1-2, 31-45.
[44] A. Dębiński,
Problematyka prawna w ‘Divinae Institutiones’ Laktancjusza,
«Roczniki Nauk Prawnych» 7, 1997, 137-151; Tematyka prawna w ‘Oktawiuszu’
Minucjusza Feliksa, in Profesorowi Janowi Kodrębskiemu in
memoriam, Łódź 2000, 37-43
[45] M.H. Dyjakowska, Prawo
rzymskie w poezji Publiusza Owidiusza Nazona, in Honeste vivere...
Księga Bojarskiego, Toruń 2001, 39-64.
[46] B. Sitek, O
prawnych aspektach ‘Listu św. Pawła do Rzymian’, in Honeste
vivere... Księga Bojarskiego, Toruń 2001, 195-211
[47] E. Szymoszek, Depuis
la Bologne a nos temps, in Le droit romain et le monde contemporain. Mélanges ŕ la mémoire de Henryk Kupiszewski, Varsovie 1996, 249-257; Tradycja
i postęp w twórczości glosatorów, in Z dziejów prawa, I, Katowice 1996, 13-23; Szkoła
glosatorów w polskiej literaturze historycznoprawnej: poglądy Fryderyka
Zolla (Starszego) i Stanisława Wróblewskiego, in Z
dziejów prawa, II, Katowice 1999, 9-24; Szkoła glosatorów w
polskiej literaturze historycznoprawnej II. Poglądy Michała
Staszkowa, in Z dziejów prawa, III, Katowice 2002, 11-24;
Szkoła glosatorów w polskiej literaturze historycznoprawnej. Poglądy
Michała Staszkowa. Część II, in Z dziejów prawa,
IV, Katowice 2003, 9-23; Szkoła glosatorów w polskiej literaturze
historycznoprawnej. Poglądy Henryka Kupiszewskiego, «Acta UWr.» 2501
Prawo 285, 2003, 73-83.
[48] R. Wojciechowski, ‘Societas’
w twórczości glosatorów i komentatorów, Wrocław 2002 e articoli Sposoby
zakończenia bytu prawnego „societas” w trzech summach do kodeksu,
«Acta UWr.» 1953 Prawo 256, 1997, 11-17; Kilka uwag o spółkach w
europejskiej tradycji prawnej, «Acta UWr.» 2294 Prawo 273, 2001, 27-48; Spółki
pomiędzy rolnikami według komentatorów, in Wieś i
chłopi, Wrocław 2002, 17-27; Rozwiązanie i likwidacja
spółki według komentatorów, «Acta UWr.» 2367 Prawo 276, 2002,
27-59.
[49] J. Krzynówek - W.
Wołodkiewicz, ‘Mos italicus, mos gallicus iura docendi’ -
uwagi wprowadzające, in Przez tysiąclecia: państwo -
prawo - jednostka, III, Katowice 2001, 191-198.
[50] W. Bojarski, Droit
romain comme matičre de l’enseignement en Pologne au XVIe sičcle,
in Profesorowi Janowi Kodrębskiemu in memoriam, Łódź
2000, 9-25.
[51] J. Sondel, Prawo rzymskie w dokumentach Akademii
Krakowskiej, in Dawne prawo i myśl prawnicza, Kraków 1995,
171-181; Nadanie szlachectwa profesorom Uniwersytetu Krakowskiego przez
Zygmunta I, «Krakowskie Studia Prawnicze» 24, 1991, 111-129; Bonifacy
Garycki profesor prawa rzymskiego UJ z przełomu XVIII i XIX wieku, in Myśl
polityczna, Kraków 2000, 377-393; Bonifacy Garycki, in Złota
Księga Wydziału Prawa i Administracji UJ, Kraków 2000, 105-111;
Sądownictwo nad scholarami Akademii Krakowskiej, in Historia
integra, Toruń 2001, 249-272; Dzieje Katedry Prawa Rzymskiego
Uniwersytetu Jagiellońskiego w czasach I Rzeczypospolitej, in Dziedzictwo
prawne XX wieku, Kraków 2001, 169-216; Prawo rzymskie na Uniwersytecie
Jagiellońskim od reformy Kołłataja do 1945 roku, in Studia
z historii ustoju i prawa, Poznań 2002, 347-381; Prawo rzymskie na
Uniwersytecie Krakowskim w okresie Oświecenia, in Z dziejów kultury
prawnej, Warszawa 2004, 225-256.
[52] M. Kuryłowicz,
Prawo rzymskie oraz prawo kanoniczne w
programie studiów prawniczych Akademii Zamojskiej, in Akademia Zamojska i jej tradycje, Zamość
1994, 35-48; Das römische Recht an der
Akademie zu Zamość, in Le droit romain et le monde
contemporain. Mélanges ŕ la mémoire de Henryk Kupiszewski, Varsovie 1996, 183-191; Z
badań nad Akademią Zamojską, in Studia z historii
państwa, prawa i idei, Lublin 1997, 205-215; Nauczanie prawa w
Akademii Zamojskiej w świetle wybranych tekstów źródłowych,
in Pomniki prawa doby Renesansu w Europie Środkowo-Wschodniej.
Łacina w Polsce, fasc. 7-9, Warszawa 1999, 191-248.
[53] M. Kuryłowicz,
Rozprawa Jana Zamoyskiego o senacie
rzymskim, «Annales UMCS»
Sec. F Hist. 49, 1994,
139-157; Studien von Jan Zamoyski über den römischen Senat (in
collaborazione con W. Witkowski), «OIR» 4, 1998, 45-69.
[54] M. Kuryłowicz,
Prawo rzymskie w rozprawie Jana
Zamoyskiego (De senatu romano libri
duo), «PK» 39, 1994 nr. 3-4, 68-83; Prawo rzymskie w studiach i koncepcjach akademickich Jana Zamoyskiego, in W kręgu akademickiego Zamościa, Lublin 1996, 95-112.
[55] M. Kuryłowicz - W.
Witkowski, Rozprawa Jana
Zamoyskiego «O senacie rzymskim». Tekst łaciński,
przekład oraz komentarz historyczno-prawny, Lublin 1997.
[56] M. Dyjakowska, Prawo
rzymskie w Akademii Zamojskiej w XVIII wieku [Il diritto romano
all’Accademia di Zamość del Settecento], Lublin 2000 e articoli Rozprawa
doktorska Walentego Macieja Teppera z zakresu rzymskiego prawa spadkowego,
«Roczniki Nauk Prawnych» 9, 1999 fasc. 1, 5-42; Badania porównawcze nad
Corpus Iuris Civilis i ustawodawstwami obcymi w pracach profesorów Akademii
Zamojskiej, in Starożytne kodyfikacje prawa, Lublin 2000,
153-186; Promocje doktorskie z obojga praw w Akademii Zamojskiej w XVIII
wieku, in Plenitudo Legis Dilectio, Lublin 2000, 103-119; The
Publications of the Professors of Zamość Academy on Roman Law in the
Eighteenth Century, «OIR» 6, 2001, 29-46; Comparative research on Corpus
Iuris Civilis in dissertations of professor’s of Academy of Zamość,
«Review of Comparative Law» 8, 2003, 191-215; Wielokulturowość
środowiska prawniczego ordynacji zamojskiej w okresie przedrozbiorowym,
in Wielokulturowość polskiego pogranicza, Białystok 2003,
211-230.
[57] J. Dmowski, Nauczanie
prawa rzymskiego w Gdańsku od XVII do XIX wieku, «Gdańskie Studia
Prawnicze» 1, 1997, 63-65.
[58] P. Niczyporuk, Nauczanie
prawa rzymskiego w Akademii Wileńskiej, in Wielokulturowość
polskiego pogranicza, Białystok 2003, 145-162; Promocje doktorskie
obojga praw w Akademii Wileńskiej, in Miscellanea
historico-iuridica, II, Białystok 2004, 17-31.
[59] J. Sondel, Elementy romanistyczne w prawie karnym
Polski przedrozbiorowej, «PK»
37, 1994 nr. 3-4, 101-116; Elementy prawa rzymskiego w miejskim prawie
karnym w dawnej Polsce, in Profesorowi Janowi Kodrębskiemu in
memoriam, Łódź 2000, 375-398; Kodeks Justyniana jako podstawa
prawna w postępowaniu sądowym o ‘crimen laesae maiestatis’
w osiemnastowiecznej Polsce, «Nowy Filomata» 4, 2000 nr. 2, 143-147; Prawo
rzymskie jako podstawa projektów kodyfikacyjnych w dawnej Polsce, «Zeszyty
Prawn.» 1, 2001, 47-69; Il
diritto romano quale basi dei progetti di codificazione nell’antica Polonia,
in Roman Law as Formative of Modern Legal Systems. Studies Litewski, II, Kraków 2003,
137-150.
[60] J. Sondel, Paweł Kuszewicz i jego tłumaczenie
rewizji nowomiejskiej prawa chełmińskiego, in Historia prawa -
Historia kultury, Poznań 1994, 263-289.
[61] J. Reszczyński,
‘Sigismundina’ Macieja Śliwnickiego. Uwagi o genezie
dzieła, technice wprowadzania norm i interesie państwa jako ‘ratio
legis’, in Honeste vivere... Księga Bojarskiego, Toruń
2001, 549-570
[62] W. Wołodkiewicz,
Affaire Hulot. Traduction du “Corps de droit
civil” en français au XVIIIe sičcle, «RHD» 73, 1995 nr. 3,
333-347; Obraz systemu prawnego Polski w
Encyklopedii Diderota, in Parlament, prawo, ludzie, Warszwa 1996,
346-350; Il rapporto al diritto romano in Polonia nel Settecento di fronte alla
tradizione repubblicana nella Repubblica Polacca, in Polonia 1795 -
Venezia 1797. Morte ed ereditŕ di due repubbliche, Warszawa 2002; Ignacego
Krasickiego dialog Demostenesa z Cyceronem, in Z dziejów prawa,
Warszawa 2004, 573-584.
[63] I. Jakubowski, Władysław
Holewiński wobec tradycji prawa rzymskiego, in Studia z historii
prawa i myśli politycznej, Łódź 1994, 43-54; Kilka uwag o
działalności Tadeusza Czackiego jako prawnika, in Profesorowi
Janowi Kodrębskiemu in memoriam, Łódź 2000, 71-79; Tadeusz
Czacki – Jurist, Rechtshistoriker oder Antiquitätensammler, in Au-delŕ
des frontičres. Mélanges Wołodkiewicz, I, Varsovie 2000, 343-354; Kilka
uwag o Janie Wincentym Bandtke – znanym czy może zapoznanym historyku
prawa i romaniście, in Honeste vivere... Księga Bojarskiego,
Toruń 2001, 65-73; Romanistyczne akcenty w twórczości Tadeusza
Czackiego w związku z 200-leciem ukazania się tomu I ‘O litewskich i
polskich prawach’, in Przez tysiąclecia: państwo - prawo -
jednostka, II, Katowice 2001, 60-68. Cfr anche S. Salmonowicz, Observations
sur les recherches concernant le droit romain en Pologne du XVIIIe
sičcle (1697-1815), in Le droit romain et le monde contemporain. Mélanges ŕ la mémoire de Henryk Kupiszewski, Warszawa 1996, 243-248.
[64] J. Bardach, Geneza
romanizacji II Statutu litewskiego, in Dawne prawo i myśl prawnicza,
Kraków 1995, 191-206; La Romanité dans les codifications lituaniennes a l’époque de la
Renaissance, in Le droit romain et le monde
contemporain. Mélanges ŕ la mémoire de Henryk Kupiszewski, Warszawa 1996,
69-81; Wpływ prawa rzymskiego na Statuty litewskie oraz ich
oddziaływanie na kraje sąsiednie, «Lithuania» 1997 fasc. 1-2,
12-25; Statuty litewskie a prawo rzymskie, in Łacina w Polsce
1999 fasc. 7-9, 9-165; Statuty litewskie a prawo rzymskie, Warszawa
1999.
[65] S. Godek,
Elementy prawa rzymskiego w III Statucie litewskim (1588), Warszawa 2004 e
articoli Prawo rzymskie w dawnej Rzeczypospolitej. Przegląd stanu
badań, «CPH» 53, 2001 fasc. 2, 27-84; Wpływ prawa
bizantyjskiego na opiekę w Ruskiej Prawdzie i w I Statucie litewskim,
«Zeszyty Prawn.» 1, 2001, 123-149; Kilka uwag o badaniach nad
romanizacją Statutów litewskich, «Zeszyty Prawn.» 2, 2002 fasc. 2,
71-81; Spór o znaczenie prawa rzymskiego w dawnej Rzeczypospolitej,
«CPH» 54, 2002 fasc. 1, 105-141; Subsidiarnaja rol rimskogo prawa w III
Litowskom Statute 1588 goda, in Forum Romanum, Moskwa 2003, 168-173;
Pierwiastki romanistyczne w prawie spadkowym I Statutu Litewskiego,
«Zeszyty Prawn.» 3, 2003 fasc. 2, 273-297; Elementy romanistyczne w III
Statucie Litewskim (1588), in Wielokulturowość polskiego
pogranicza, Białystok 2003, 133-143.
[66] J. Zabłocki, ‘Si morbus aevitasve vitium escit’,
«PK» 37, 1994 nr. 3-4,
47-57; Talion w świetle Noctes
Atticae Aulusa Gelliusa, «PK» 38, 1995 nr. 3-4, 231-244; ‘Iudex qui iuravit sibi non liquere’, «PK» 39, 1996 nr. 3-4, 215-226;
Appunti sull’ ‘officium iudicis’ nelle ‘Noctes Atticae’,
in Au-delŕ des frontičres. Mélanges Wołodkiewicz, II, Varsovie
2000, 1115-1126; Postępowanie egzakucyjne w Ustawie XII Tablic, in
Czynić sprawiedliwość w miłości, Warszawa 2001,
310-334.
[67] J. Zabłocki, Rozważania
o procesie rzymskim w «Noctes Atticae» Aulusa Gelliusa [Discorsi sul processo romano in Noctes Atticae di Aulo
Gellio], Warszawa 1999.
[68] W. Rozwadowski, ‘Exceptiones tutoriae’ und ‘curatoriae’,
in Au-delŕ des frontičres. Mélanges Wołodkiewicz, II, Varsovie 2000, 803-818.
[70] W. Litewski, Suspensiveffekt
binnen der Frist zur Appellationseinlegung, «ZSS» 113, 1996, 377-381.
[71] W. Litewski, Schiedsgerichtsbarkeit
nach den ältesten ‘ordines
iudiciarii’, in Vom mittelalterlichen Recht zur neuzeitlichen
Rechtswissenschaft, Pederborn-München-Wien–Zurüch 1994, 193-206; Das Problem der Bindung des römischen
Schiedsrichters durch das materielle Recht, in Iurisprudentia
universalis, Köln-Weimar-Wien 2002, 409-416.
[72] W. Litewski, Das Vorhandensein der ‘formula in ius concepta’
mit der ‘bona-fides’-Klausel bei der Leihe, «RIDA» 45, 1998, 287-319; Das Bestehen
der’formula in ius concepta’ mit der ‘bona-fides’-Klausel beim Pfand,
«Labeo» 45, 1999, 183-192.
[73] W. Litewski, Die Ablehnung (‘recusatio’) des Richters im römischen
Recht, «TR» 67, 1999, 39-56.
[74] W. Litewski, Das Problem der
Aufrechnungszulässigkeit bei der Verwahrung und der Leihe, «OIR» 5, 1999,
134-141.
[77] W. Litewski, Der Zeitpunkt für die
Widerklageerhebung nach justinianischem Novellenrecht, «SDHI» 63, 1997,
495-498; Mündliche Klage und Klagenschrift in den ältesten ‘ordines
iudiciarii’, in Wirkungen europäischer Rechtskultur, München 1997,
667-686.
[78] W. Litewski, Der
römisch-kanonische Zivilprozeß nach den älteren ‘ordines iudiciarii’, I-II, Kraków 1999.
[79] W. Mossakowski, ‘Iudicium domesticum’ w okresie republiki rzymskiej, in Rodzina w społeczeństwach
antycznych i wczesnym chrześcijaństwie, Bydgoszcz 1995, 85-95.
[80] B. Sitek, ‘Actiones
populares’ w prawie rzymskim na przełomie republiki i pryncypatu
[Actiones populares in diritto romano a cavallo della repubblica e
principato], Szczecin 1999.
[81] R. Wojciechowski, Uwagi
o pojęciu ‘actio’ i jego interpretacji, in W
kręgu dziejów wymiaru sprawiedliwości, Wrocław 2000, 7-16.
[82] W. Mossakowski, Elementy
publicznoprawne rzymskich skarg cywilnych, in Honeste vivere...
Księga Bojarskiego, Toruń 2001, 133-138.
[83] A. Szymańska,
‘Actio civilis in factum’ - ‘actio praescriptis verbis’ w
responsach Labeona, «Studia Iuridica» 41, 2003, 293-306.
[84] F. Longchamps de Bérier,
Zakaz nadużywania własnego
prawa - ‘male nostro iure uti non
debemus’, in Łacińskie paremie w europejskiej kulturze prawnej
i orzecznictwie sądów polskich, Warszawa 2001, 127-151.
[87] P. Niczyporuk, Rimskaja
juridiczeskaja terminologija, primenjaemaja dlja opredelenija zaczatogo
mladenca (‘nasciturus’), in Forum Romanum, Moskwa 2003,
75-79.
[88] E. Żak, Polityka prawna wobec marnotrawców (prodigi) w republice rzymskiej, in Pravo i sovremiennost’,
Mińsk 1998, 201-208; The Historical Development of Roman Guardianship
of a Spendthrift (‘cura prodigi’), in Au-delŕ des frontičres.
Mélanges Wołodkiewicz, II, Varsovie 2000, 1133-1156
[89] F. Longchamps de Bérier,
Kilka uwag o powodach ograniczania
marnotrawców w zarządzaniu własnymi dobrami, in Honeste vivere... Księga Bojarskiego,
Toruń 2001, 111-118.
[90] J. Misztal-Konecka,
Status prawny westalek w starożytnym
Rzymie, «Prawo-Administracja-Kościół» 2000, nr. 2-3, 101-123.
[91] M. Krawczyk, Pozycja prawna i status społeczny
westalki, in Honeste vivere... Księga Bojarskiego, Toruń 2001,
75-88.
[92] A. Kacprzak, ‘Ratihabitio’ nel diritto romano classico, Napoli 2002 e articoli: ‘Ratihabitio’ i ‘mandatum’, «Studia Iuridica»
36, 1998, 29-56; ‘Ratihabitio’ e ‘iussum’,
«Ius antiquum» 1(3), 1998, 85-92; ‘Ratihabitio’
i wola przyjęcia spadku, «Studia
Iuridica» 37, 1999, 61-73; ‘In maleficio
ratihabitio mandato comparatur’, in Au-delŕ des frontičres. Mélanges
Wołodkiewicz, I, Varsovie 2000, 355-364; Charakter prawny
zatwierdzenia cudzych działań (‘ratihabitio’) w
rzymskim prawie prywatnym, «Studia Iuridica» 41, 2003, 103-130.
[93] M. Wójcik, Fundacje
dobroczynne w rzymskim prawie poklasycznym [Fondazioni di beneficenza nel diritto
romano classico], Lublin 2003 e articoli: Pojecie i typy fundacji w prawie
rzymskim, «Roczniki Nauk Prawnych» 10, 2000 fasc. 1, 17-38; Tworzenie
fundacji dobroczynnych (‘piae causae’) w drodze rozporządzeń
testamentowych w prawie justyniańskim, «Prawo-Administracja-Kościół»
2001 nr. 2-3, 271-292.
[94] E. Kowalczyk, Rozwój
podmiotowości prawnej organizacji koscielnych od I do VI wieku n.e.,
in Studia z historii ustroju prawa, Poznań 2002, 107-116.
[96] W. Wołodkiewicz,
Nieznajomość prawa szkodzi (u źródeł zasady ‘ignorantia iuris nocet’), in Prawo
wczoraj i dziś, Warszawa 2000, 397-410; Nieznajomość prawa szkodzi. U źródeł zasady ‘ignorantia iuris nocet’, in Łacińskie
paremie w europejskiej kulturze prawnej i orzecznictwie sądów polskich,
Warszawa 2001, 109-126. ‘Lex retro non
agit’, in Łacińskie paremie w europejskiej kulturze prawnej i
orzecznictwie sądów polskich, Warszawa 2001, 153-192; ‘Lex retro non agit’. Sformułowanie w polskiej doktrynie
prawniczej, «Zeszyty Prawn.» 1, 2001, 103-122; ‘Lex retro non agit’. Un
brocardo nella giurisprudenza polacca, in Iuris vincula. Studi Talamanca, VIII, Napoli 2001, 465-477; Retroattivitŕ
nel diritto romano e nei diritti odierni, «Ius antiquum» 1(8), 2001,
137-143.
[97] F. Longchamps de Bérier,
‘Nec stultis solere succurri’, in Au-delŕ des frontičres. Mélanges Wołodkiewicz, I, Varsovie 2000, 469-475.
[98] F. Longchamps de Bérier,
Nadużycie prawa w świetle rzymskiego prawa prywatnego [Abuso
del diritto alla luce del diritto romano privato], Wrocław 2004;
Nadużycie prawa - u początków problemu, in Nadużycie
prawa, Warszawa 2003, 45-48.
[99] M. Kuryłowicz,
Historyczne początki notariatu
europejskiego, in Księga pamiątkowa I Kongresu Notariuszy
Rzeczypospolitej Polskiej, Kluczbork 1994,
93-113; Debuts historiques du notariat
europeen, «Le Gnomon. Revue Internationale d’Histoire du Notariat» 93,
1994, 12-19; Rzymskie przepisy o
dokumentach i czynnościach notarialnych. (Z historii notariatu), «Rejent» 6, 1996 nr. 4-5, 34-44; Notariat
w europejskiej kulturze prawnej, in II Kongres Notariuszy
Rzeczypospolitej Polskiej, Poznań-Kluczbork 1999, 135-156; Z
historiografii notariatu w Polsce, «Rejent» 9, 1999 nr. 8, 66-77; Z
badań nad historią notariatu łacińskiego w Europie, in Prawo
- administracja - gospodarka w procesie transformacji ustrojowej
Rzeczypospolitej Polskiej, Przemyśl 2001, 444-459.
[100] J. Zabłocki,
Rodzina rzymska w świetle «Noctes Atticae» Aulusa Gelliusa, in Rodzina
w społeczeństwach antycznych i wczesnym chrześcijaństwie,
Bydgoszcz 1995, 45-57; The Image of a
Roman Family in «Noctes Atticae» by Aulus Gellius, «Pomoerium» 2, 1996,
47-58.
[101] J. Zabłocki, Zgoda
małżeńska w prawie rzymskim, in Honeste vivere...
Księga Bojarskiego, Toruń 2001, 303-312.
[102] B. Sitek, Koncepcja
małżeństwa w rzymskim prawie klasycznym a kultura prawna Europy.
Uwagi o małżeństwie w oparciu o tekst Modestyna D.23.2.1,
«CPH» 50, 1998 fasc. 1, 11-29; Trwałość i nierozerwalność
małżeństwa. Ze studiów nad małżeństwem w prawie
rzymskim, kanonicznym Kościoła katolickiego i polskim prawie cywilnym
[Durevolezza e indissollubilitŕ del matrimonio. Studi sul matrimonio nel diritto romano,
canonico della Chiesa cattolica e del diritto civile polacco], Olsztyn 2002.
[103] Paczkowska Aleksandra,
Zasada swobody małżeństw w prawie rzymskim. Kilka uwag na
temat C. 8,38 (39),2, «Gdańskie Studia Prawnicze» 10, 2003, 83-101.
[104] E. Gajda, ‘Adulterium’ a trwałość małżeństwa we wczesnym
Kościele, in Rodzina w społeczeństwach antycznych i
wczesnym chrześcijaństwie, Bydgoszcz 1995, 265-279.
[106] A. Tarwacka, Rozwód
Carviliusa Rugi. Czy naprawdę pierwszy? «CPH» 54, 2002 fasc. 1,
301-308; ‘Ei foras, mulier’, czyli rozwód w komediach Plauta,
«Zeszyty Prawn.» 4, 2004 fasc. 1, 7-26.
[107] J. Urbanik, Kilka
uwag na temat domniemanych interpolacji justyniańskich, in Honeste
vivere... Księga Bojarskiego, Toruń 2001, 269-278; D. 24.2.4:
...patrem tamen eius nuntium mittere posse... - l’influsso della volontŕ del
divorzio dei sottoposti, in ‘Euergesias charin’, Warsaw 2002,
293-336.
[108] P. Niczyporuk, Żałoba
i powtórne małżeństwo wdowy w prawie rzymskim,
Białystok 2002 e articoli: Powtórne małżeństwo wdowy w
okresie ‘tempus lugendi’ w epoce archaicznej prawa rzymskiego, in ‘Honeste
vivere’... Księga Bojarskiego, Toruń 2001, 139-149; Warunek
pozostania we wdowieństwie w prawie rzymskim, in Przez
tysiąclecia: państwo - prawo - jednostka, III, Katowice 2001,
199-214; Wiederheirat einer Witwe während des ‘tempus lugendi’ im
altrömischen Recht, «OIR» 7, 2002, 76-89.
[109] M. Kuryłowicz,
Marcus Tullius Cicero o rzymskiej adopcji, in Historia et Ius,
Lublin 1998, 253-263; Zasada ‘adoptio naturam imitatur’ w
prawie rzymskim, in Plenitudo legis dilectio, Lublin 2000, 149-157; Kontynuacja
rodziny w państwie i prawie rzymskim okresu republiki, in Divina et
humana, Lublin 2001, 125-133. Bemerkungen zum Prinzip ‘adoptio naturam
imitatur’ im römischen Recht, in Roman Law as Formative of Modern Legal Systems. Studies Litewski, I, Kraków 2003,
279-289.
[110] W. Litewski, Hauskinder im römischen
Verwahrungsverhältnis, in Status familae, München 2001, 251-260.
[111] F. Longchamps de Bérier,
Niektóre przykłady nadużycia prawa w rzymskim prawie prywatnym:
władza ojcowska, «CPH» 53, 2001, 159-167; Niektóre przykłady
nadużycia prawa w rzymskim prawie prywatnym – władza ojcowska, in
Przez tysiąclecia: państwo - prawo - jednostka, II, Katowice
2001, 11-19.
[112] J. Rominkiewicz, Adopcja i dziedziczenie w mowach Isajosa
[L’adozione e successione nelle orazioni di Isaios], Wrocław 1995; Opieka nad
męskimi pupilami w prawie ateńskim [Tutela dei pupilli maschi nel
diritto ateniese], Wrocław 2003.
[113] J. Rominkiewicz, Problem
opieki nad rodzicami w prawodawstwie ateńskim, «Meander» 45, 1990 nr.
7-9, 151-157; Kompetencje w zakresie wyznaczenia opiekuna w klasycznym
prawie ateńskim, «Acta UWr.» 1953 Prawo 256, 1997, 5-10; Opieka
testamentowa i ustawowa nad męskimi pupilami w prawie ateńskim,
«Acta UWr.» 2070 Prawo 261, 1998, 5-18; Pojęcie ‘kakosis’
i odpowiedzialność z jej tytułu w prawie ateńskim,
«Acta UWr.» 2144 Prawo 264, 1999, 5-23; Obowiązki opiekuna
związane z opieką nad osobą pupila w prawie ateńskim,
«Acta UWr.» 2213 Prawo 270, 2000, 7-32; La tutelle des mineurs et des femmes
dans les épopées d’Homčre, in Au-delŕ des frontičres. Mélanges
Wołodkiewicz, II, Varsovie 2000, 787-792; Odpowiedzialność
spadkobierców opiekuna wobec jego wychowanków w prawie ateńskim, in Honeste
vivere... Księga Bojarskiego, Toruń 2001, 571-579; ‘Dike
epitropes’, «Acta UWr.» 2294 Prawo 273, 2001, 7-26; Opieka polis
ateńskiej nad osieroconymi w działanach wojennych oraz wojnie domowej
z oligarchami, «Acta Uwr.» 2367
Prawo 276, 7-26; Niepoczytalność
i jej skutki w prawie ateńskim, «Acta UWr.» 2501 Prawo 285, 2003,
21-42.
[114] R. Pankiewicz, Tzw.
‘leges regiae’ a problematyka rodziny rzymskiej w epoce
archaicznej, in Rodzina w społeczeństwach antycznych i
wczesnym chrześcijaństwie, Bydgoszcz 1995, 59-84.
[115] J. Jundziłł, Rodzina rzymska w czasach prosperity i
przemian ideowych II wieku: Apulejusz, Fronton, Marek Aureliusz i Tertulian,
Bydgoszcz 1996.
[116] W. Suder, ‘Sexagenario
de ponte’. Ludzie starzy w
rodzinie i społeczeństwie rzymskim w świetle prawa. Parę uwag i opinii, in Starożytny Rzym we współczesnych badaniach,
Kraków 1994, 319-328; ‘Sexagenario de
ponte’. Statut juridique des vieillesses dans la famille et dans la société romaine. Quelques remarques et opinions, «RIDA» 42 ser.3, 1995, 393-403.
[117] J. Iluk, Małżeństwo w okowach prawa
i Kościoła. Z dziejów późnorzymskiego społeczeństwa, «Przegląd
Religioznawczy» 1994 nr. 2, 3-28.
[118] W. Bojarski, Unifikacja praw dzierżaw wieczystych w
prawie rzymskim, « PK» 37, 1994 nr. 3-4, 117-131; Bodenrechtliche Verhältnisse im Römischen
Reich (4. bis 5. Jh.), in Au-delŕ des
frontičres. Mélanges Wołodkiewicz, I, Varsovie 2000, 113-129.
[119] M. Krasoń, Z badań nad prawami i obowiązkami
superficjariusza, «Białostockie Studia Prawnicze» 2, 1994, 21-43.
[120] A. Pikulska-Robaszkiewicz,
Rzymska struktura agrarna w świetle
doktryny ‘agrimensores’, in Studia z historii prawa i myśli
politycznej, Łódź 1994, 3-14; Mierniczowie
rzymscy i ich formacja intelektualna,
in Symbolae historico-iuridicae Lodzienses Iulio Bardach dedicatae,
Łódź 1997, 166-174.
[121] J. Krzynówek, ‘Precarium’
a klientela, «Przegląd Historyczny» 84, 1993 fasc. 4 (ed. 1994),
427-432.
[122] W. Dajczak,
Geneza określenia ‘res
incorporalis’ w
prawie rzymskim, in Studia z historii ustroju i prawa,
Poznań 2002, 41-56; Der Ursprung der Wendung ‘res incorporales’
im römischen Recht, «RIDA» 50, 2003, 97-117.
[124] M. Kuryłowicz,
Wolność i własność (tezy komunikatu), in Jednostka
wobec działań administracji publicznej, Rzeszów 2001, 243-246.
[125] T. Giaro, Die
Fiktion des eigentlichen Eigentümers, in Au-delŕ des frontičres. Mélanges Wołodkiewicz, I, Varsovie 2000, 277-302.
[126] F. Longchamps,
Posiadanie a własność - nad uwagami św. Tomasza,
«Zeszyty Prawn.» 2, 2002 fasc. 2, 59-72; Kilka uwag o własności
(na marginesie badań nad nadużyciem prawa w rzymskim prawie
prywatnym), «Zeszyty Prawn.» 3, 2003 fasc. 2, 195-210.
[127] W. Wołodkiewicz,
Riflessioni odierne della proprietŕ romana, in Giovanni Paolo II le vie
della giustizia. Itinerari per il
terzo millennio. Omaggio dei giuristi a Sua Santitŕ nel XXV anno di Pontificato, Roma 2003, 591-593.
[129] M. Kuryłowicz,
Zasada ‘superficies solo cedit’
w rozwoju historycznym, in Obrót nieruchomościami w praktyce
notarialnej, Kraków 1997, 79-92.
[130] R. Świrgoń-Skok,
Odstępstwa od zasady ‘superficies solo cedit’. (Uwagi
historyczno-prawne), «Zeszyty Naukowe Uniwersytetu Rzeszowskiego. Prawo» 1,
2003, 383-400.
[131] E. Żak, ‘Actio
hypothecaria’ czyli windykacja zastawu, in Honeste vivere...
Księga Bojarskiego, Toruń 2001, 313-323
[132] I. Szpringer, Zastaw
na zabezpieczenie wierzytelności terminowej, warunkowej i przyszłej w
świetle prawa rzymskiego, in Honeste vivere... Księga
Bojarskiego, Toruń 2001, 245-255.
[133] T. Giaro, Nießbrauchslegate
zugunsten gemeinsamer Sklaven, in Roman Law as Formative of Modern Legal
Systems. Studies Litewski, I, Kraków 2003, 101-114.
[134] J. Reszczyński, ‘Erogare’ ed ‘erogatio’ nelle fonti del diritto romano,
in Au-delŕ des frontičres. Mélanges Wołodkiewicz, II, Varsovie 2000, 743-763.
[135] W. Litewski, Zinsen als Zivilfrüchte? [in:] Iuris
vincula. Studi Talamanca, V, Napoli 2001, 3-20.
[136] W. Dajczak, La funzione della espressione ‘ex bona fide’ nella ‘Lex Rubria de Gallia
Cisalpina’, «RIDA» 43, 1996, 133-144; L’uso
della locuzione ‘bona fides’ nei giuristi romani classici per la
valutazione del valore vincolante degli accordi contrattuali, «RIDA» 44,
1997, 71;84; Erklärungen römischer
Juristen zur Funktion der Wendung ‘ex
fide bona’ in Klageformeln,
«RIDA» 46, 1999, 219-242; L’uso della locuzione ‘bona fides’ nei giuristi romani del periodo classico per la valutazione della
diligenza dell’adempimento del
contratto. Un’esperienza ispiratrice, in Au-delŕ
des frontičres. Mélanges Wołodkiewicz, I, Varsovie 2000, 185-196; Użycie zwrotu ‘bona fides’ przez jurystów
rzymskich przy ocenie mocy wiążącej postanowień
kontraktowych, in Profesorowi Janowi Kodrębskiemu in memoriam,
Łódź 2000, 27-36; Die Wendung ‘bona fides’ im Schuldrecht der römischen Kaiserkonstitutionen, «OIR» 6, 2000,
7-28: Pojęcie ‘bona fides’ w konstytucjach Dioklecjana dotyczących prawa kontraktów, in Honeste vivere... Księga
Bojarskiego, Toruń 2001,
29-37; La libertŕ di applicazione della clausola generale della buona fede:
osservazioni sulla prospettiva del diritto romano, in Il ruolo della
buona fede oggettiva nell’esperienza giuridica storica e contemporanea, I,
Milano 2003, 409-427.
[137] W. Dajczak, Zwrot ‘bona fides’ w rozstrzygnięciach
dotyczących kontraktów u prawników rzymskich okresu klasycznego [La espressione bona fides nelle decisioni contrattuali
dei giuristi romani], Toruń 1998.
[141] Niczyporuk Piotr - Talecka
Aniela, Czynności bankowe w starożytnym Rzymie a
współczesne polskie prawo bankowe, in Pieniądz i banki
(tezauryzacja, obieg pieniężny, bankowość) - wspólnota
dziejów, Warszawa 2002, 17-26.
[143] J. Zabłocki, ‘Ex fide bona’ nella formula del comodato, in Il ruolo
della buona fede oggettiva nell’esperienza giuridica storica e contemporanea,
IV, Milano 2003, 453-463; Klauzula ‘ex bona fide’ w formułce komodatu,
«Zeszyty Prawn.» 3, 2003 fasc. 2,
343-355.