ds_gen N. 6 – 2007 – Notizie

 

 

PROBLEMI DELLA TRADUZIONE

DEI DIGESTA GIUSTINIANEI

NELLE LINGUE EUROPEE

 

a cura di Luciano MinieriOsvaldo Sacchi

 

 

Napoli, Jovene, 2007, pp. 233.

 

 

 

 

Indice                             Presentazione

 

 

 

 

 

INDICE

 

Presentazione ……………………………………………………………………..p. IX

 

INDIRIZZI DI SALUTO

 

Prof. Antonio Grella, Magnifico Rettore della Seconda Università

         degli Studi di Napoli ………………………………………………………» 5

 

Prof. Lorenzo Chieffi, Preside della Facoltà di Giurisprudenza della

         Seconda Università degli Studi di Napoli …………………………………» 7

 

 

RELAZIONI

 

FEDERICO MARIA D'IPPOLITO

         Sull'opportunità culturale di una traduzione dei Digesta …………………» 13

 

ANDREAS WACKE

         Tradurre il Digesto ………………………………………………..………» 25

 

MANUEL J. GARCÍA GARRIDO

         Las traduciones españolas del Digesto .........................................................» 47

 

LEONID KOFANOV

         Il libro 50 dei Digesta e il problema dell'interpretazione dei

         termini del Diritto pubblico romano (res publica e civitas) ………………» 57

 

FRANCESCO PAOLO CASAVOLA

         Sull'importanza dello sviluppo delle scienze romanistiche in

         Russia ………………………………………………………………………» 69

 

MICHAIL BIBIKOV

         La legislazione romana penale nell'Ecloga bizantina e slava………………» 79

 

FRANCESCO LUCREZI

         Cristianianizzazione del paganesimo e "interpolazioni religio-

         se" ……………………………………………………………………,…..p. 93

 

ALEXANDER SMYSHLIAEV

         Trattati monografico giuridici nei Digesta giustinianei ……………..……» 107

 

CARLO LANZA

         Un dubbio esegetico 'creato' dall'ed. Mommsen del Digesto…………….. » 117

 

ANDREY SMORCHKOV

         Sulla interpretazione del termine sacrilegium nel libro 48 dei

         Digesta ……………………………………………………………….…..» 125

 

ELENA LIAPUSTINA

         Fideicommissum nei libri del Digesto (tacito fedecommesso)................... » 137

 

LUCIA MONACO

         Un esempio della complessità semantica del termine publicus

         in tema di acque …………………………………………………………..» 151

 

DlMITRIY LITVINOV

 

         Il libro 45 dei Digesta: sulla interpretazione di alcuni termini

         del diritto delle obbligazioni …………………………………………….» 169

 

LUCIANO MINIERI

         Per la traduzione del termine fideiussio in un passo di Celso .................. » 175

 

IRINA LUSHNIKOVA

         Il libro 22 dei Digesta: sulla interpretazione del concetto di

         foenus nauticum ………………………………………………………....» 189

 

OSVALDO SACCHI

         Idea di legge (D. 1.3.2) e principio di sovranità (D. 1.3.32 e

         1.4.1) nel libro primo del Digesto. Paradigmi del costituziona-

         lismo moderno? …………………………………………………………..» 199

 

ALEXANDER MAREY

         Iniuria tra i delitti romani. D. 47.10: problemi di traduzione e

         di interpretazione …………………………………………………………» 227

 

 

PRESENTAZIONE

 

         Studiosi italiani e provenienti dalla Germania, dalla Russia e dalla Spagna si sono riuniti a Caserta i giorni 13 e 14 giugno 2005 per discutere in un Seminario Internazionale sul tema dei Problemi della traduzione dei Digesta giustinianei nelle lingue europee.

         Questo convegno, che nasce da un'iniziativa avviata dal prof. Gennaro Franciosi e portata avanti dopo la prematura scomparsa dai suoi allievi che così hanno inteso onorarne la memoria, è stato reso possibile anche grazie alla disponibilità del Magnifico Rettore della SUN, Antonio Grella, del Preside della Facoltà di Giurisprudenza, Lorenzo Chieffi, e del decano di Facoltà, Federico Maria d'Ippolito.

         Questa iniziativa si concretizza nell'ambito di una Convenzione che la Seconda Università degli Studi di Napoli ha stipulato con l'Accademia delle Scienze di Russia, rappresentata molto autorevolmente dalla partecipazione al Seminario e alla presente raccolta, dell' attuale neoeletto Rettore, Michail Bibikov, esperto di storia bizantina.

         L'idea di questo incontro è nata per offrire un'utile occasione di confronto tra studiosi di esperienze culturali e scientifiche più diverse su un tema come quello della traduzione in lingue moderne del Digesto di Giustiniano che è sempre molto attuale tra gli studiosi di diritto romano, ma è anche diventato un momento di riflessione centrale e di rinnovata attualità in un' epoca di profondo fermento euronormativo.

         La pubblicazione di questi Atti che i colleghi russi hanno tradotto nella loro lingua e pubblicato nell'ottavo e ultimo volume della traduzione integrale dei Digesta giustinianei [Digesty Justiniana. Otv. red. L.L. Kofanov T. VIII (Mockba) 101-120 [= Digesta Iustiniani (in otto voll.), Publica Universitas Studiorum Moscoviae «Lomonosov» Facultas Iuridica - Academia Scientiarum Russiae Institutum Historiae Universalis - Centrum Iuris Romani Investigandi, Ed. Statut (Mosca 2002-2006)] dimostra che questa collaborazione sta cominciando a dare i primi frutti.

         In questo quadro, le esperienze di traduzione parziale compiute da colleghi spagnoli, olandesi, tedeschi e inglesi già pubblicate e quella integrale in italiano, che è in corso di elaborazione da parte del gruppo diretto dal prof. Sandro Schipani, appaiono particolarmente perspicue.

         Sarebbe tuttavia un errore considerare l'esperienza di traduzione di un' opera come il Digesto di Giustiniano soltanto una questione europea. Traduzioni (parziali e non) hanno visto e vedranno la luce nei prossimi anni in lingua serba, giapponese e cinese. Ciò dimostra l'importanza e l'altissimo valore culturale di un'impresa come quella di cui si è discusso nel Seminario di Caserta. Se già Dante faceva riferimento ai soli Digesta quando scrisse la celebre terzina su Giustiniano (Parad. 6.10-12), si può dire che l'interesse per il contenuto di quest'opera non sia mai venuto meno.

         Sbaglierebbe però chi pensasse che l'attività di traduzione sia un lavoro di tono scientificamente minore. Già al tempo di Marco Aurelio (161-180 d. C.) circolavano a Roma versioni latine di tutti i libri dell' antico e del nuovo testamento (anche se la maggior parte delle traduzioni moderne ancora oggi vengono condotte sull' eccellente latino di San Girolamo) e c'è da pensare soltanto a cosa sarebbe stata la filosofia medioevale senza l'Aristoteles Latinus o arabo. Del resto, il lavoro dei traduttori, arduo e impegnativo a partire dalle traduzioni verbum de verbo di Boezio è stato, come è noto, il presupposto di uno dei mutamenti culturali più importanti per l'Occidente filosofico, scientifico e teologico.

         Ricordando Heidegger potremmo dire che il linguaggio sia la dimora dell' essere. Dovrebbe conseguirne che, studiando la parola con metodo affidabile, si potrebbe forse arrivare alle origini del processo cognitivo.

         Giambattista Vico, profondo conoscitore del Digesto giustinianeo, intendeva il verbo parlare in un senso molto generale di "dare a qualcuno qualcosa da capire". Non quindi nel senso di "usare una lingua e basta", bensì di comunicare idee attraverso un linguaggio. Una buona traduzione dovrebbe quindi far venire fuori ciò che Walter Benjamin chiamava il germe dell'opera. Addirittura, questa, se ben riuscita, potrebbe rivelare nuove potenzialità del testo e mettere in luce aspetti rimasti scarsamente sfruttati nella versione originale [François Ost, Raconter la loi. Aux source de l'imaginaire juridique (Paris 2004)=Mosè, Eschilo, Sofocle. All’origine dell’immaginario giuridico (Bologna 2007) trad. di Giorgia Viano Marogna, p. 7].

         Si comprende allora il fascino di un' opera come quella appena realizzata dagli amici russi e quanto il confronto di esperienze compiute da prospettive diverse, delle quali adesso si rende conto con questo lavoro, appaia proficuo. Ogni traduzione fatta con metodo e rigore scientifico è opera meritevole e degna del massimo rispetto purché resti sempre possibile il confronto con l'originale.

         Alcuni tra gli studiosi che hanno partecipato al Seminario di Caserta del 2005 e che hanno contribuito alla presente pubblicazione hanno attivamente collaborato alla traduzione russa dell'opera giustinianea e hanno raccontato delle difficoltà e dei problemi incontrati, altri hanno valutato l'impresa affrontando la questione da una prospettiva più ampia, con contributi originali, e non senza manifestare motivi di dissenso o di perplessità, ma sempre con interventi di altissimo profilo scientifico.

         È con questo spirito allora che i componenti del gruppo di ricerca del prof. Gennaro Franciosi, attraverso le parole dei curatori di questa raccolta, ringraziano tutti coloro che hanno partecipato al Seminario e hanno fornito i loro contributi per la stampa.

         Prima di chiudere questa breve presentazione ancora due avvertenze e qualche doveroso ringraziamento.

         Per uniformità editoriale e semplicità di lettura i criteri di citazione sono stati unificati per non inficiare, sebbene con qualche eccezione, l’autonomia di ciascun autore (per esempio in d’Ippolito e Litvinov, rispettivamente, le indicazioni bibliografiche e i riferimenti delle fonti utilizzate sono alla fine del contributo).

         Per restare il più possibile fedeli al taglio internazionalistico del Seminario si è scelto di lasciare in lingua originale i contributi di coloro che hanno preferito per l’edizione a stampa la lingua madre (Manuel García Garrido) o di usare una lingua diversa da quella propria e dall’italiano (Alexander Marey).

         Un ringraziamento va alla dott.ssa Giuseppina Maria Oliviero per l’affettuosa disponibilità offerta in sede di revisione delle bozze.

         Una doverosa menzione è infine per il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Santa Maria Capua Vetere e per la persona del suo Presidente, avv. Elio Sticco, per il contributo offerto alla presente pubblicazione.

 

         Napoli, 31 ottobre 2007                                                                                                                          I curatori