N° 2 - Marzo 2003 – Cronache

 

PAYSANS, BERGERS ET PÊCHEURS

DANS LES DROITS DE L’ANTIQUITÉ

56ème Session de la Societé Fernand De Visscher

pour l’Histoire des Droits de l’Antiquité

Cagliari (Chia Laguna) 17-22 settembre 2002

 

 

         Sullo sfondo delle splendide spiagge di Chia, in Sardegna, si è tenuta, dal 17 al 22 settembre 2002, la cinquantaseiesima Session della Societé Fernand De Visscher su un tema che definirei fondamentalmente ‘agropastorale’, caro non solo alle tradizioni ed alla cultura della Sardegna, che per la prima volta, grazie all’impegno profuso dalle Cattedre romanistiche della Facoltà di Giurisprudenza cagliaritana, ha ospitato il consueto convegno annuale, ma altresì alle più recenti tendenze di ricerca della romanistica contemporanea, ormai attenta non soltanto a problemi meramente tecnico-giuridici, ma altresì alle loro indubitabili e non certo trascurabili implicazioni economiche, sociologiche e filosofiche.

         In quest’ottica, la complessità e la particolarità del tema della Session, alieno da una pericolosa quanto difficile generalità, ha condotto i relatori, salvo qualche eccezione, a presentare comunicazioni di taglio decisamente specifico, sempre attinente all’argomento della discussione, che si è tenuta in sessioni mattutine e pomeridiane in cui si è acceso un dibattito scientifico di grande interesse. Protagonista della Session, in ogni caso, è stato il diritto bizantino, oggetto di una ricerca d’interesse nazionale coordinata dal Prof. Sitzia.

         I Congressisti sono stati accolti a Cagliari, presso i locali della Facoltà di Giurisprudenza, nella tarda mattinata del 17 settembre: dopo un simpatico rinfresco, il Prof. Francesco Sitzia ha inaugurato i lavori, con l’auspicio del Magnifico Rettore dell’Ateneo, Prof. Pasquale Mistretta e l’affettuoso saluto di benvenuto del Direttore del Dipartimento di Scienze Giuridiche Prof. Massimo Deiana e del Prof. Giorgio Pellegrini, assessore alla cultura del Comune di Cagliari.

         Con la presidenza del Prof. Mario Talamanca si è quindi aperta la seduta inaugurale della Session, in cui il Prof. Luigi Capogrossi Colognesi ha introdotto il tema del Convegno, individuando spunti di notevole interesse storico-giuridico su un tema a Lui particolarmente caro, cui ormai da anni ha autorevolmente dedicato numerose importanti ricerche nell’arco dell’intera esperienza giuridica romana: la questione agraria, il problema dell’autarchia della villa, la difficile questione dei rapporti contrattuali nel mondo agro-pastorale, il latifondo. Hanno concluso quindi la seduta inaugurale le dense e concise considerazioni del Prof. Talamanca sui suggestivi percorsi di ricerca e sulle riflessioni connesse all’argomento scelto.

         Dopo la pausa per il déjeuner nella splendida cornice dell’Orto botanico dell’Ateneo, la Session è proseguita nel pomeriggio con le importanti comunicazioni sugli sviluppi dell’informatica nella ricerca romanistica: la Dott.ssa Maria Virginia Sanna ed il Dott. Lucio Maggio, coordinati dal Prof. Palazzolo e dal Prof. Sitzia, hanno reso noti alla comunità scientifica i significativi progressi delle banche dati romanistiche.

Dopo un’introduzione del Prof. Palazzolo, nella quale sono stati messi in luce da un lato i profondi mutamenti intervenuti negli ultimi anni nell’utilizzo degli strumenti di ricerca, che hanno fatto sì che l’informatica sia entrata profondamente nell’abitudine di gran parte dei romanisti, e dall’altro le potenzialità dello mezzo informatico, ancora da esplorare non solo dal punto di vista della ricerca documentaria, ma anche da quello dell’analisi testuale, il Dott. Maggio si è soffermato a presentare due prodotti del Centro Interuniversitario per l’informatica romanistica (C.I.R.). Il primo di essi è noto da alcuni anni, ma è ora disponibile una seconda edizione; il secondo è, invece, di imminente produzione. Si tratta anzitutto della Bibliotheca Iuris Antiqui (B.I.A.), la cui seconda edizione, oltre che ampiamente arricchita nella parte bibliografica (che copre ora tutto l’arco di quasi sessant’anni dal 1940 al 1998), risulta profondamente rinnovata nella piattaforma informatica, nell’uso dei caratteri greci, nella revisione filologica dell’edizione del Digesto, nella correzione di molti errori di trascrizione segnalati nella prima edizione. La seconda opera è un’impresa editoriale su CD-Rom di ampie dimensioni, che prevede, nell’arco di otto anni, la riedizione in formato immagine, ma con ricchissimo apparato di strumenti di ricerca (indici delle fonti, codici di classificazione per argomento ecc.) di un centinaio di opere dottrinali di diritto romano apparse tra il 1850 e il 1930. Il primo dei CD-Rom, dedicato ai manuali e trattati di diritto pubblico romano, è stato presentato in una versione quasi definitiva e sarà messo in commercio tra pochi mesi.

Per quanto concerne la banca dati FIURIS, di cui è imminente la nuova edizione, si deve rilevare la costituzione di un secondo gruppo di ricerca presso l’Università di Roma ‘La Sapienza’, che procede allo spoglio delle fonti discusse negli Studi in onore e memoria di insigni studiosi, che ormai raccolgono importantissime ricerche a volte di difficile reperibilità immediata; l’aggiornamento delle riviste sinora pervenute al Gruppo cagliaritano FIURIS-CNR sino al duemila e, infine, l’inserimento dei dati relativi alle XII Tavole ed alle Constitutiones Sirmondinae, che sinora non facevano parte della raccolta, reso possibile dal finanziamento dell’Istituto Italiano per la Storia della Legislazione.

         Il pomeriggio della prima giornata di lavori è stato articolato con sessioni di lavoro svoltesi contemporaneamente tra l’aula A e l’aula ‘Arcari’ della Facoltà di Giurisprudenza cagliaritana. Sotto la presidenza del Prof. Nicosia, i relatori M.J. Foviaux e S. Puliatti hanno discusso rispettivamente del lavoro nel mondo antico come possibile viatico per la santità e delle funzioni civili e burocratiche del vescovo nella legislazione di Giustiniano; nello stesso tempo, A.J.B. Sirks ed O.F. Robinson hanno affrontato, il primo aspetti particolarmente discussi e problematici del diritto romano arcaico, la seconda alcune fonti sussidiarie per la conoscenza del ruolo di pastori e pescatori nell’antichità.

         I congressisti hanno quindi concluso la giornata inaugurale di lavori con una visita al Museo Archeologico di Cagliari, per rientrare quindi all’Hotel Chia Laguna, sede principale della Session, ospitata in una zona ricca di bellezze naturali e tra le più rinomate dell’hinterland cagliaritano.

         Nei giorni successivi la Session ha proseguito i lavori nelle sale congressi messe a disposizione dall’Hotel, di mattina e di pomeriggio; in ogni incontro le relazioni, come di consueto, sono state tenute contemporaneamente addirittura in tre diverse sale, sicché la comunità scientifica ha dovuto optare per seguire, discutere e partecipare ai lavori, riuniti normalmente per filoni tematici, a seconda dei personali interessi di ricerca. Naturalmente, le occasioni conviviali hanno consentito ai Congressisti di discutere dei temi di ricerca in un clima di cordiale amicizia anche al di fuori delle sale messe a disposizione per le relazioni.

         Nella mattinata di giovedì 19 settembre la Session è stata articolata su tre temi: la ‘gestione’ del fondo nella sala Campana; alcuni problematici aspetti del diritto bizantino prima in sala Bithia e poi in sala Chia; mentre nella sala Fenicia sono stati trattati interessanti problemi della tradizione e dell’influenza della cultura romano-bizantina in altre esperienze giuridiche.

Nella sala Campana, sotto la presidenza del Prof. Simshäuer, si è discusso quindi del tema dei iuris praecepta dal punto di vista della pratica giuridica romana (L. Winkel), del problema dei ‘rapporti agrari’ (F.S. Meissel), sino alla ricostruzione dell’attività di una ‘imprenditrice agraria’, quale Aemilia Pudentilla (N. Benke); sotto la presidenza del Prof. Pool, sono emersi complessi percorsi di ricerca sul contratto a favore di terzi (E.J.H. Schrage), sul problema della possessio fundi e sulla necessità o meno, che si riscontra nel problematico testo paolino di D. 412.3.1, di ‘omnes glebas circumambulare’ (N. Benke) e, infine, sulla posizione di Plinio il Giovane circa l’antica problematica agraria (Z. Lucic).

Nella stessa mattinata, la sala Bithia prima e la più ampia sala Chia poi han visto protagonista il diritto bizantino: sotto la presidenza del Prof. Amelotti, si è discusso del problema degli effetti della vendita e della donazione in I. 2.7.2 (R Lambertini), della proprietà superficiaria nel diritto giustinianeo (A.B. Zaera Garcia) e della bestialità come delitto della vita rurale nel ‘sistema’ penale bizantino (C.G. Pitsakis). Sotto la presidenza del Prof. Goria, in sala Chia si è affrontato il tema, anche sul piano del diritto classico, della piscatio tinnaria (G. Franciosi), della responsabilità degli amministratori delle piae causae nel diritto giustinianeo (J.M. Blanch Nougués) e del iusiurandum calumniae nel processo civile giustinianeo (C. Buzzacchi).

In sala Fenicia, invece, sono emersi interessanti percorsi di ricerca, come si diceva, fondamentalmente in ordine alla ‘tradizione’ romanistica intermedia in aree culturali extraitaliche, nonché ad alcuni particolari aspetti del diritto dell’oriente mediterraneo: sotto la presidenza della Prof.ssa Karadenic è stata esaminata la tradizione bizantina nel diritto di famiglia medievale in Russia (N. Semiderkin), la posizione giuridica del colonato nella comunità costiera serba nel medioevo (N. Bogojevic-Gluscevic), la figura dei cd. novenarii nella Navarra del basso medioevo (M.C. Oliver Sola). Quindi, sotto la presidenza del Prof. Cannata, si è discusso di alcune fonti iberiche preromane sul tema di tribunali e tributi (H. Sauren), del conflitto degli Ateniesi contro Mitilene durante la guerra del Peloponneso (Ph. Schleiberteiter) e del ‘diritto agrario’ nell’antica Creta (M. Youni).

Nel pomeriggio, in sala Bithia si sono avvicendati temi d’indagine più eterogenei: sotto la presidenza del Prof. Garcia Garrido, si è trattato della condanna ad metalla in Sardegna e della liberazione del futuro Papa Callisto (J. De Churruca), dell’insegnamento ‘virtuale’ e della funzione attuale del diritto romano (F. Eugenio y Diaz) ed infine delle condizioni nella manumissio testamento (M. Amaya Calero). Quindi, sotto la presidenza del Prof. Metro, dell’importanza del Corpus Iuris nell’attuale sistema giuridico americano (K. Vetter), della vexata quaestio delle congetture dello Hoffmann rispetto al pensiero bluhmiano (L. Ostos Palacios) e, in analoga prospettiva, delle teorie del Rodgers e dell’Honoré sul problema delle masse (A. Martin Minguijon).

Più omogenei gli argomenti emersi in sala Campana: sotto la presidenza del Prof. Marrone, la discussione si è incentrata sul problema dell’usucapio classica (E. Pool), di una fattispecie che la relatrice ha qualificato come vendita del fondo con patto di riserva del frumento seminato a mano (B. Biscotti), del pignus nel trattato catoniano (J. Gomez Garzas). Con la presidenza del Prof. Corbino, è stata trattata la questione controversa della perdita del possesso animo et corpore (P. Lambrini), della garanzia reale in diritto romano (V.M. Amaya Garcia) e del concetto di possesso nel diritto vogare romano (S. Vandendriessche).

In sala Chia è stato quindi assoluto protagonista, ancora una volta, il diritto bizantino, con una serie di comunicazioni interessanti e ricche di preziosi spunti, che ci auguriamo presto compaiano quali autonomi contributi di ricerca nelle nostre riviste. Sotto la presidenza della Prof.ssa Vacca, si è discusso del problema della aestimatio damni nelle ipotesi di responsabilità extracontrattuale nella riflessione degli antecessores (M. Miglietta), del partus ancillae nella legislazione giustinianea (P. Belowsky) e, quindi, delle particolarità dell’azione ereditaria nella Geistesart bizantina (R. Siracusa). Sotto la presidenza del Prof. Masi, si è discusso delle L Decisiones (D. Pugsley) e di un palinsesto del Codex forse oggi a torto trascurato (B.H. Stolte). Infine, la comunicazione forse più interessante della serata è stata quella di J.H.A. Lokin, che ha reso noto alla comunità scientifica uno scolio inedito a I. 2.20b. Nella discussione sulla significativa novità documentale, che ha visto protagonisti alcuni fra i più autorevoli studiosi del diritto bizantino, è emersa la conferma che negli ambienti bizantini tanto sul piano scientifico quano su quello pratico-applicativo il Digesto doveva essere opera ben conosciuta ed utilizzata, al di là delle sue indubbie difficoltà, che da sempre hanno segnato la storia della sua applicazione e tradizione, nonché del suo insegnamento.

Lo stesso Prof. Lokin ha presieduto in sala Campana, nella giornata successiva di venerdì 20 settembre, un’altra sessione di lavoro in cui sono state presentate ricerche prevalentemente dedicate al diritto bizantino: si è discusso dell’insegnamento degli antecessores (A. Masi), del portus nella legislazione di giustiniano (M. Skrejpek) e, quindi, di un confronto tra l’editto de negotiis gestis e de damno infecto (M. Zidlika). Sotto la presidenza del Prof. Stolte, la discussione è proseguita sulla figura del prefetto Zotico, Giustiniano ed il logos asylia (A.D. Manfredini), sul problema degli agri deserti nel tardoantico (R. Van Den Bergh) e su alcuni spunti di riflessione sulla lex de provinciis praetoriis (B. Geelhar).

         In sala Bithia, sotto la presidenza del Prof. De Churruca, sono stati affrontati alcuni argomenti per la verità eterogenei: dal problema dell’incorporazione della cd. exceptio labeoniana nel receptum nautarum (P. Carvajal Ramirez), al compromissum (J. Linares), al danno per l’incendio di un fondo (M.N. Lopez Galvez). Sotto la presidenza del Prof. Guizzi, sono emersi alcuni spunti di vivo interesse sulla cd. laesio enormis, in un percorso esegetico di C. 2.53.3 e C. 4.44.2 (S. Nishimura) e sui riflessi dell’edictum de pretiis dioclezianeo sulla produzione di pastori, agricoltori e pescatori (E. Karajovic).

         In sala Fenicia ha contemporaneamente presieduto la seduta di lavoro il Prof. Michel: filo conduttore, in sostanza, la locazione agraria, con contributi sulla cd. relocatio tacita (P. Pichonnaz), sul significato del termine ‘agere’, se cioè debba essere inteso quale ‘tecnicismo’ rustico o giuridico in senso stretto (A. Ruelle) e, quindi, su una esegesi di D. 19.2.15.4 (U. Brambosch). Sotto la presidenza del Prof. Franciosi, sono quindi emerse alcune discusse e complesse problematiche relative lato sensu al tema dell’agricoltura: dal possibile rilievo di un rapporto tra pastori-patrizi e contadini-plebei nel diritto arcaico (F. Zuccotti), all’agricoltura come officium (R. Rodriguez Lopez), al rapporto tra pastorizia ed ager publicus (O. Sacchi).

         Il pomeriggio del 20 settembre ha visto, quindi, le battute conclusive della Session. In sala Chia, sotto la presidenza della Prof.ssa Foti Talamanca, ancora protagonista il tema dell’agricoltura: si è discusso del significato dell’affermazione catoniana ‘nihil est agricultura melius’ nel rapporto tra agricolae e mercatores (M. J. Garcia Garrido), della vexata quaestio dell’interpretazione dell’espressione ‘nexum mancipiumque’ nelle XII Tavole (L. Kofanov), e di una interessante riflessione kantiana sul rapporto tra pastori e agricoltori (T. Peralta Escuer).

         In sala Bithia, sotto la presidenza del Prof. Manfredini, la discussione si è incentrata sull’evoluzione storico-comparatistica del tema della Session: pastori e contadini attraverso la storia di Roma (J. H. Michel) e, quindi, ancora sulla questione agraria quale modello per la comprensione dei problemi economici del terzo mondo (M. Mirkovic); infine, una nuova riflessione sul complesso tema dell’a. de pauperie (P. Thomas).

         In sala Fenicia, quindi, sotto la presidenza del Prof. Wieling, sono state presentate alcune relazioni in una certa misura eterogenee, quantunque di vivo interesse: si è, infatti, discusso dei contenuto della nozione di ‘lex’ in diritto romano (Z. Bujuklic); è stata offerta una interessante lettura di Paul 22 ad ed. = D. 9.2.30.2 (R. Gamauf) e, infine, della condizione giuridica degli actores in diritto romano (E. Quintana Orive).

         In sala Chia si è quindi tenuta, sotto la presidenza del decano della Societé, Prof. Hans Ankum, l’assemblea generale, in cui la comunità scientifica riunita ha reso omaggio ai compianti Proff. Roger Vigneron e Marco Balzarini ed ha presentato il tendenziale programma dei prossimi due anni. La SIDHA sarà quindi ospitata l’anno prossimo a Clermont-Ferrand e l’anno successivo in Brasile: per l’incontro di Clermont-Ferrand si è proposto, quale tema, «Les sources dans les droits de l’antiquité» che, peraltro, sembrerebbe forse davvero troppo dispersivo; in tal senso, si direbbe pienamente condivisibile la critica mossa dal Prof. Mario Talamanca e parrebbe quindi forse auspicabile una maggiore specificazione dell’argomento di discussione. La Revue internationale des droits de l’antiquité si è, quindi, impegnata a raccogliere i contributi presentati nel corso dei lavori; e sarà sicuramente un passo importante, se si considera il notevole peso scientifico di alcuni di essi per le nostre ricerche.

         La Session si è conclusa con la cena di gala nell’esclusivo locale Sa cardiga e su schironi, in cui la comunità scientifica, in un ambiente cordiale ed amichevole, ha avuto modo di... recuperare degnamente le energie spese nelle giornate precedenti. Il sabato successivo i Convegnisti hanno potuto visitare, quindi, le importanti sedi archeologiche di Nora e Barumini, patrimonio dell’umanità e custodi nei secoli dell’incontro tra culture mediterranee nell’isola di Sardegna: con il congedo dei partecipanti, un au revoir à Clermont-Ferrand.

 

 

 

Riccardo Fercia

Università di Cagliari